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(5 Febbraio 2010)
La “logica di mercato” come quella del “necessario e giusto profitto” è purtroppo la regola generale che condiziona e determina la vita di milioni di esseri umani, che provoca guerre, disastri “innaturali” e sociali, e licenziamenti; è la stessa logica che fà dire a Marchionne per lo stabilimento di Termini : “è da pazzi riabilitarlo” come in futuro potrà dirlo anche per altri stabilimenti Mirafiori compreso.
Già l’anno scorso Marchionne aveva detto: “…il problema per la Fiat è quello di una capacità produttiva troppo elevata. A livello mondiale la produzione è di 94 milioni di vetture l’anno, di cui un terzo in Europa. Almeno 30 milioni in più di quanto il mercato sia in grado di assorbire in condizioni normali…”
In quest’ottica secondo Marchionne dobbiamo aspettarci almeno 1/3 di lavoratori in esubero, cioè qualche decina di migliaia nell’automotive.
Per chi vive di lavoro, “la logica di mercato” rivendicata dai Marchionne come dalle Mercegaglia, e da quanti ne fanno la condizione di esistenza di questo sistema sociale, non può essere una condizione di sopravvivenza, questa logica implica di per sé migliaia di licenziamenti e milioni di persone senza lavoro!
A questa logica i lavoratori non possono che rispondere con un secco NO !
NO ai licenziamenti ! NO alla condizione di incertezza !
Ma per dare concretezza a una reale difesa, è necessario ripristinare una maggioranza unitaria dei lavoratori, condizione indispensabile per dare incisività alle lotte.
L’auspicio è che i delegati e i lavoratori più coscienti superino la logica delle appartenenze sindacali e politiche, che si vada oltre la delega, costituendosi in “collettivo unitario”, nell’ottica di una reale autonomia dei lavoratori e per poter rappresentare una condizione di maggioranza unitaria.
La solidarietà che oggi necessita la lotta dei lavoratori di Termini Imerese deve allargarsi a quanti oggi lottano isolatamente e disperatamente per difendere la condizione lavorativa e di sopravvivenza materiale, a Torino come in altre parti del mondo, sono migliaia i giovani e i lavoratori in queste condizioni.
Collegare queste lotte e solidarizzare con esse è un impegno da cui non si può prescindere.
Cominciamo a discutere sull’allargamento di una effettiva rete di collegamenti e solidarietà dei lavoratori, porta le tue idee di solidarietà a un primo incontro su questo tema:
Venerdì 5 febbraio ore 20,30 in V. Baveno, 23-Torino (zona C. Montecucco-C. Francia)
Per una rete di “collegamenti, lotta e solidarietà dei lavoratori”
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