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UK - Polizia aiuta l'industria delle costruzioni a stilare una 'lista nera' dei lavoratori indesiderati

(7 Marzo 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.caunapoli.org

UK - Polizia aiuta l'industria delle costruzioni a stilare una 'lista nera' dei lavoratori indesiderati

foto: www.caunapoli.org

Le liste di proscrizione nei confronti dei lavoratori che potrebbero creare problemi non è una cosa del passato né tanto meno ristretta all'Italia. Il caso della FIAT di Pomigliano, che non assume iscritti ai sindacati non firmatari dell'accordo del 2010 (FIOM, SLAI Cobas), insomma non è isolato.

A dimostrarlo ci pensa una storia che viene dalla civile e democratica Gran Bretagna, spesso portata come esempio anche in merito alle relazioni industriali. Recentemente è stata scoperta una vera e propria “lista nera” redatta dalle principali imprese attive nel campo delle costruzioni, per tenere lontane migliaia di lavoratori nel corso degli ultimi tre decenni. E sulla lista sono finiti circa 3200 lavoratori, considerati “troublemakers”, vale a dire piantagrane. Per meritarsi questa definizione bastava presentare una petizione con le firme di 150 lavoratori per protestare contro servizi igienici scadenti (“porcili”). È il caso di Dave Smith, di 46 anni, che ha scoperto di avere ben 36 pagine a suo carico negli archivi delle imprese di costruzione. E così per dieci anni non è praticamente riuscito a lavorare. La stessa sorte è toccata a chi denunciava le scarse misure di sicurezza, o anche la presenza di amianto. Insomma, chiunque difendesse le condizioni di lavoro degli operai era passibile di finire nel mirino delle ditte.

Ma la compilazione della “lista nera” è stata possibile grazie all'aiuto di quella che molti suppongono essere parte terza nelle relazioni tra capitale e lavoro: lo stato. Polizia e MI5 (servizi segreti) hanno molto probabilmente collaborato attivamente con le imprese di costruzione, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani. Le informazioni a carico dei lavoratori risultano infatti troppo precise e circostanziate per essere frutto dell'opera delle sole imprese.

Può darsi che prima o poi escano fuori i nomi di alcune mele marce, nella Polizia e/o nei servizi segreti, per accreditare l'idea di istituzioni “buone”, la cui immagine è danneggiata da pochi “cattivi”. Ci sarà chi richiamerà poliziotti e agenti al loro “vero” ruolo: “servire e proteggere”. Ma è esattamente quello che hanno fatto in questo caso. Perché la “lista nera” dei lavoratori delle costruzioni serviva a proteggere i profitti degli imprenditori che – lo vogliamo o meno – sono i detentori delle redini delle nostre “democrazie”. E polizia e MI5 sono chiamati a difendere quella britannica.

More info:
Guardian - Socialist Worker - Mirror

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