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IL DIRITTO ALLA DIGNITÀ

(12 Marzo 2017)

In un mondo dove la disabilità non è ammessa alla vita, il diverso rimane ai margini, il non conosciuto resta discriminato dobbiamo trovare soluzioni civili e culturali per affrontare questi enormi problemi, sociali ed educativi.
Ci rivolgiamo a tutti i docenti che si trovano a dover gestire delle difficoltà come la disabilità degli alunni: il dialogo coi genitori è il primo passo per affrontarle. Ci rivolgiamo al Comune, affinché possa dare la giusta assistenza laddove la scuola da sola non riesce. Con questo comunicato vogliamo esprimere la nostra solidarietà al caso di Cristian Ricci, il ragazzo 13enne di una Scuola Media di Forlì escluso dalla visita didattica ai Musei San Domenico a causa dell’inadeguatezza della scuola a gestirne la disabilità in questo caso.
La scuola dovrebbe essere il principale organo di inclusione sociale , atto a promuovere la collaborazione e la partecipazione all’interno della collettività, anche attraverso atti solidaristici. L’esclusione del ragazzo in questione non rispetta in nessun modo questo principio e apre inevitabilmente ad una riflessione in merito.
Sono necessarie infrastrutture adeguate: dai mezzi di trasporto alla portata di tutti, ai locali scolastici a norma di legge per garantirne l’accesso anche a chi purtroppo è costretto in una carrozzina. E’ necessario personale scolastico preparato e insegnanti di sostegno che invece, oltre a versare nella perenne precarietà, diminuiscono sempre numericamente.
Il Partito Democratico non si è sottratto alle politiche dell’ultimo decennio perpetuando i tagli all’Istruzione, dando agevolazioni agli istituti privati e preferendo ad una progettazione a largo respiro gli interventi a pioggia (tra l’altro nemmeno facilmente accessibili) come i bonus ai 18enni e la Carta del docente.
Queste logiche si ripetono anche a livello locale: i servizi connessi al servizio scolastico (come la mensa e la permanenza pomeridiana) vengono ripagati quasi completamente direttamente dai cittadini, mentre il Comune dà copertura prevalente ad altri contesti (evidentemente prioritari nell’ottica della maggioranza consigliare) come ad esempio l’allestimento di mercati e fiere. Si è inoltre cominciato a pensare ad un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche solo in tempi recenti. Infine anche il trasporto gestito da ATR risulta impreparato alle necessità sociali: oltre alla scarsità di corse nelle periferie (con conseguente sovraffollamento nelle fasce d’orario scolastiche contro qualsiasi idea di sicurezza), si inserisce anche l’assenza nella maggior parte dei mezzi di pedane atte all’accesso delle carrozzine.
L’unica risposta che viene data è un mantra vecchio di vent’anni: non ci sono i soldi.
Siamo di tutt’altro avviso: i soldi ci sono, ma mancano le giuste priorità e quella progettualità che ci consentirebbe anche di accedere agli opportuni fondi europei.
Noi non vogliamo spiccioli, ma servizi per tutte e tutti. Non vogliamo elemosina, ma dignità.
Prima o poi ognuno di noi conoscerà la discriminazione per se stesso o verso chi amiamo, non aspettiamo che ci ferisca personalmente per fare qualcosa!

Chiara Mancini – Partito della Rifondazione Comunista di Forlì
Valentina Rossi – Sinistra Italiana Forlì-Cesena
Massi Rocchi – Possibile Forlì-Cesena

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