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(19 Luglio 2010) Enzo Apicella
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DIRITTI DEI LAVORATORI

Con il “Rosatellum” la borghesia butta a mare il principio dell’uguaglianza del voto

(26 Ottobre 2017)

due fenomeni

I recenti, accesi dibattiti parlamentari per l'approvazione della nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum-bis, hanno visto i vari partiti della borghesia rappresentati in Parlamento dilaniarsi fra loro per strappare un risultato favorevole ai loro appetiti di dominio.

I partiti si sono accusati a vicenda di varie indegnità e scorrettezze. Molto si è parlato del fatto che la nuova legge introduce un “Parlamento di nominati”, sottraendo agli elettori la possibilità di scegliere davvero i loro rappresentanti. Ma poco o nulla si è detto di un'altra grave “porcata”.

L'art. 3 della vigente Costituzione borghese afferma solennemente che “tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge”, e questo fondamentale principio di “eguaglianza dei cittadini”dovrebbe essere rispettato da tutte le disposizioni legislative della Repubblica, anche e soprattutto da quelle leggi che regolano la partecipazione dei cittadini elettori (art. 48 Cost) alla formazione dei due rami del Parlamento.

Che cosa stabilisce, invece, la nuova legge elettorale ultimamente approvata dalla Camera e dal Senato a colpi di fiducia, imposta dal Partito renziano?

I seggi alla Camera dei Deputati saranno ripartiti, in parte, in collegi uninominali, in parte su base proporzionale. Ma i voti degli elettori che, nel collegio uninominale, avranno votato per il candidato vincente, saranno conteggiati un'altra volta, risultando utili anche per l'aggiudicazione della quota proporzionale! Ciò, invece, non avverrà per i voti degli elettori che – nei collegi uninominali - avranno votato per i candidati perdenti. In poche parole, i primi avranno, in pratica, votato due volte!

Ogni elettore dispone, com'è noto, per l'elezione della Camera di un solo voto, e di un solo voto anche per l'elezione del Senato. Col nuovo sistema di computo, alcuni elettori diventano “più elettori” degli altri! Alla faccia del “principio di eguaglianza”, i voti di alcuni elettori peseranno di più.

Com'era semplice e onesto, invece, l'art. 135 della Costituzione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (1936), secondo il quale “le elezioni in tutti i Soviet” sono compiute dagli elettori “con votazione segreta, secondo le norme del suffragio universale, uguale e diretto”.

Comunisti, lavoratori, operai ed operaie, asteniamoci in massa alle elezioni-truffa che serviranno a varare un parlamento e un governo al completo servizio dei monopoli capitalistici. Lottiamo uniti per una rottura rivoluzionaria che distrugga la vuota e menzognera democrazia borghese e instauri, al suo posto, la democrazia proletaria!

25 ottobre 2017

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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