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Progetto comunista cresce,
strumento dei lavoratori in lotta

Intervista al direttore, Buccheri

(7 Febbraio 2018)

progetto comunista copertina

Intervistiamo il direttore di Progetto comunista, Mauro Buccheri, e cominciamo col chiedergli cosa ha Progetto comunista di diverso rispetto agli altri giornali reperibili nel panorama della sinistra italiana.
Direi che meglio di me potrebbero rispondere a questa domanda i compagni che in questi anni ci hanno dato fiducia acquistando con regolarità il giornale o abbonandosi. Da loro ci sono pervenuti nel corso del tempo considerazioni e consigli che ci hanno aiutato a rendere ancora più efficace Progetto comunista. Compagni che talvolta sono stati anche protagonisti in prima persona nel nostro giornale, riportandoci le loro esperienze di lotta e rilasciandoci interviste utili a divulgarle. Per quanto mi riguarda, credo che il segreto del giornale riposi nella grande cura con cui la redazione lavora alla sua stesura. Un lavoro di squadra che si è affinato negli anni e che oggi ci consente di uscire regolarmente ogni mese con un prodotto che oggettivamente non ci sembra avere eguali a sinistra. Non solo sul piano grafico, aspetto che pur va rimarcato perché, come si suole dire, l'occhio vuole la sua parte. Ma soprattutto dal punto di vista della qualità dei contenuti e della completezza: all'interno del periodico sono presenti, infatti, sezioni riguardanti politica, lotte e movimenti, lavoro e sindacato, teoria e prassi, internazionale. Inoltre, e questo vale per i periodici di tutte le sezioni della Lit-Quarta Internazionale, di cui il Pdac è sezione italiana, Progetto comunista dedica costantemente uno spazio importante ad articoli di approfondimento sulla questione dell'oppressione della donna e della lotta al maschilismo, elaborazioni che sono frutto del prezioso lavoro delle compagne della nostra Commissione lavoro donne e del confronto interno che il nostro partito dedica con continuità a questo tema centrale.
Prima di approfondire le questioni da te richiamate, ti chiediamo cosa pensi rispetto alla posizione di chi considera il giornale cartaceo come qualcosa di obsoleto.
Come sosteneva giustamente Lenin, il giornale, in quanto strumento di propaganda e agitazione politica fondamentale, costituisce un elemento centrale per un partito rivoluzionario. Vorrei rimarcare come il pensiero leniniano risulti a mio avviso assolutamente attuale, nonostante qualcuno cerchi oggi di ridimensionare il ruolo del giornale cartaceo ritenendolo uno strumento “superato” nell'epoca di internet e, dunque, da relegare nel museo dell'antiquariato.
Ferma restando l'importanza oggi del sito web o del blog (che comunque vanno usati correttamente e non concepiti, come fa qualcuno, alla stregua di un alter ego dei giornali online borghesi in chiave “rivoluzionaria” volto a sfornare costantemente articoli e considerazioni su tutto l'universo-mondo), riteniamo che il giornale quale strumento di confronto con gli operai davanti alle fabbriche, con gli studenti davanti alle scuole, coi lavoratori in lotta e, in generale, con gli oppressi sia uno strumento assolutamente attuale, funzionale all'interlocuzione diretta con persone in carne ed ossa, alla divulgazione del marxismo rivoluzionario, alla formazione e all'informazione sulle lotte in corso, vertenze alle quali sovente i nostri militanti partecipano in prima linea. È chiaro che se poi non si ha, né si cerca di avere, un intervento nella realtà concreta il rifugiarsi nel mondo virtuale diventa quasi una necessità di sopravvivenza. Il punto sta nel comprendere se la sopravvivenza virtuale o la sostituzione del partito di militanti con una redazione giornalistica online siano coerenti col marxismo.
Quali sono a tuo avviso i requisiti necessari per potere pubblicare un giornale di qualità?
Riallacciandomi a quanto dicevo in precedenza, direi che il primo requisito è avere dei militanti attivi nelle lotte. E infatti, a scrivere Progetto comunista sono i nostri stessi militanti, oppure compagni coi quali siamo in dialogo e coi quali collaboriamo nelle lotte sul territorio: giusto per fare solo un esempio, nell'ultimo numero di Progetto comunista (febbraio 2018) è dato ampio spazio all'importante lotta degli insegnanti che si sta sviluppando in queste settimane a livello nazionale, una lotta che vede in prima linea una nostra dirigente. Insomma, il nostro non è un giornale scritto da accademici o intellettuali ma un giornale scritto da militanti per altri militanti che vogliono essere informati sulle lotte che si sviluppano in Italia e nel mondo, che vogliono dare voce alle vertenze e alle mobilitazioni, che vogliono approfondire lo studio del marxismo e applicarlo nella pratica.
Va da sé che non può esserci pratica politica rivoluzionaria senza teoria rivoluzionaria. E la teoria rivoluzionaria può essere elaborata solo in un'organizzazione politica marxista rivoluzionaria costruita su basi internazionali e sulla base del centralismo democratico. Ciò ci suggerisce un altro requisito essenziale per poter produrre un giornale di qualità: avere alle spalle un partito come quello su indicato. E in Italia il Pdac, alla luce dei fatti, che com'è noto hanno la testa molto dura, pur con i suoi limiti, è l'unico partito che al contempo si fonda sul programma marxista rivoluzionario e che fa parte di un'organizzazione internazionale realmente operativa e concepita in senso leninista, cioè un'organizzazione che non si risolve in un mero club di discussione ma che realizza congressi con regolarità, ha gruppi dirigenti democraticamente eletti, produce una stampa periodica, cura costantemente la formazione dei militanti sulla base del marxismo rivoluzionario, ha un'elaborazione fondata sulla partecipazione democratica di tutte le sezioni e di tutti i militanti, attua le politiche decise centralmente a livello mondiale. Qualcuno ha provato a dire che sostenendo questo faremmo autocelebrazione: ad oggi, tuttavia, questo qualcuno non è riuscito a produrre argomenti che smentiscano quanto da noi sostenuto né ci ha saputo indicare altre organizzazioni che agiscano appunto come un partito internazionale.
Potresti chiarire in concreto quanto hai appena espresso?
Il chiarimento in concreto lo si può avere confrontando Progetto comunista con i giornali editi da altre organizzazioni. Giornali che, tra le altre cose, non riescono ad avere una cadenza regolare e che spesso sopravvivono a stento e fra mille traversie. Il perché è presto detto. Se non hai alle spalle un'organizzazione che cura la formazione politica marxista è chiaro che non hai a disposizione militanti e quadri che possano scrivere articoli utili a veicolare la posizione marxista in merito alle questioni più svariate, che riescano cioè a calare la teoria marxista nella pratica. Ecco perché, quando leggiamo i giornali (nonché i blog) di altre formazioni politiche, che purtuttavia si richiamano al marxismo, non è raro imbattersi in pezzi che ben figurerebbero in una testata borghese o in articoli che esprimono vere e proprie assurdità, cioè posizioni profondamente antimarxiste: non è difficile, giusto per fare solo qualche esempio, leggere di “comunisti” che sostengono (apertamente o magari “criticamente”) governi di collaborazione di classe, che appoggiano regimi nazionalisti borghesi, come ad esempio quello chavista, o persino regimi genocidi come quello di Assad in Siria. E non parliamo soltanto di gruppi che si richiamano allo stalinismo, ma persino di soggetti che si definiscono “trotskisti”. Dico questo per fare comprendere come la mancata formazione marxista possa portare solo alla produzione di ciarpame, buono solo a veicolare ignoranza e pregiudizi borghesi.
Per fare un altro esempio concreto, è chiaro che se non hai militanti attivi nelle lotte e se non sei parte di un'internazionale puoi solo parlare per sentito dire. Eloquenti a tal proposito le sciocchezze che abbiamo letto in questi anni in articoli di formazioni “marxiste rivoluzionarie” che, proprio perché estranee a un'organizzazione internazionale e proprio perché dedite alla contemplazione del mondo in pantofole, sono arrivate a prendere abbagli impressionanti - così come abbiamo avuto modo spesso di denunciare - su questioni di carattere nazionale e, soprattutto, internazionale. Chiaramente, ciò contribuisce, in un circolo perverso, ad accentuare le difficoltà e la distanza dal marxismo delle loro basi militanti.
Una controprova di ciò che dico, e andiamo sul tragicomico, l'abbiamo se consideriamo che alcuni nostri "concorrenti" (almeno loro si percepiscono come tali) sono giunti a riportare, in articoli riportanti la loro firma, informazioni palesemente estrapolate dai nostri articoli, senza ovviamente citare la fonte, o addirittura a copiarne parti intere! Purtroppo per loro, la differenza fra l'originale e le copie balza facilmente all'occhio di un lettore attento e intelligente. Il fatto stesso che questi soggetti pensino di risolvere i loro problemi copiando (ci hanno provato, senza successo, anche con la nostra rivista teorica, Trotskismo oggi) la dice lunga sulla condizione in cui versano.
Il nostro obiettivo, insomma, a differenza di quello di altri, non è riempire pagine (giusto per poter dire di avere scritto qualcosa di più o meno sensato) ma proporre ai lettori, cioè agli attivisti e ai militanti che ci danno fiducia e che sono in dialogo con noi, uno strumento utile a divulgare le lotte, a raccordarle sulla base della solidarietà militante, a svilupparle sulla base della teoria marxista.
Adesso ci sembra chiaro ciò che intendi. In conclusione, a chi ti rivolgeresti e con quale appello?
Mi rivolgerei a tutti i compagni che sono interessati a contribuire allo sviluppo delle lotte e alla causa rivoluzionaria. L'appello che faccio è di acquistare il giornale e abbonarsi, di contribuire a rendere migliore Progetto comunista dandoci pareri e suggerimenti, di aiutarci a scriverlo riportandoci le lotte in cui sono impegnati. Mettiamo questo strumento a disposizione di chiunque voglia lottare contro questo sistema economico disumano, di tutti quelli che non si rassegnano alla barbarie perché credono che un altro mondo, un mondo socialista, sia possibile e necessario.

A cura della redazione web - alternativacomunista.it

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