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Terzigno

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(22 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Continua la rivolta popolare a Terzigno contro l'apertura di una nuova discarica nel Parco del Vesuvio

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DIRITTI DEI LAVORATORI

FACCIAMO IL PUNTO SULLA DISCARICA DI CELICO

(19 Febbraio 2018)

discarica di Celico

Tra 10 giorni, il 28 febbraio 2018, potrebbe svolgersi l’udienza presso il TAR, più volte rinviata, per discutere il ricorso presentato dalla MiGa, proprietaria e gestore dell’impianto/discarica di Celico, contro i dispositivi emessi dalla Regione Calabria che, da circa 7 mesi, impediscono il conferimento di qualsiasi tipo di rifiuto.

Nella stessa data potrebbe discutersi il ricorso presentato dal Comune di Rovito (uno identico è stato presentato dal CAP) contro il rinnovo dell’autorizzazione rilasciata alla Mi.Ga. nel 2014 e valida per lavorare e sversare rifiuti a Celico per 10 anni. A tale ricorso vogliono aggiungersi anche altri comuni (Celico, Lappano, ecc.) e il Parco Nazionale della Sila.

L’esito della battaglia nelle aule giudiziarie è incerto, ma quella legale è una delle carte più importanti messa in campo per riuscire a chiudere definitivamente la discarica. Siamo coscienti che la sospensione disposta dalla Regione sia stato un atto a termine, ma crediamo che il tribunale amministrativo debba dare un segnale forte: la sospensione dei conferimenti è basata sul riconoscimento esplicito che l’impianto di Celico, per come autorizzato, non ha i requisiti per operare senza creare disagio alla popolazione che vive nei paesi limitrofi.

Questo è un fatto incontrovertibile e il TAR deve tenerne conto per riconoscere che il rinnovo dell’AIA è illegittimo perché non sono state fatte in modo corretto le valutazioni sull’impatto dell’impianto/discarica sull’ambiente e sulla popolazione.

Nel frattempo pare che la Regione abbia compreso che dell’impianto di Celico il ciclo dei rifiuti possa e debba fare a meno. Infatti, il Dipartimento Ambiente ha inviato all’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) di Cosenza l’elenco degli impianti utilizzati per la gestione dei rifiuti e l’impianto di Celico non è in lista.

Dal prossimo giugno, l’ATO di Cosenza dovrà subentrare al Dipartimento Ambiente nella gestione dei rifiuti, compresa la gestione e la scelta degli impianti per la lavorazione e lo smaltimento.

Se la battaglia legale dovesse avere malauguratamente esito negativo, dalla prossima primavera la palla passa nuovamente in mano alla politica. Questa volta il destino dell’impianto di Celico non si deciderà più nelle stanze della Regione, ma in quelle dell’ATO, il cui comune capofila è quello di Cosenza.

La lotta per la difesa del nostro territorio e della salute è ancora lunga.

Il Comitato Ambientale Presilano continuerà la propria funzione di informazione, stimolo e contrasto fino a quando il pericolo di dover respirare ancora aria malsana non termini definitivamente.

18 febbraio 2018

Comitato Ambientale Presilano

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