il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Comunisti e organizzazione    (Visualizza la Mappa del sito )

Addio, compagno

Addio, compagno

(30 Novembre 2010) Enzo Apicella
E' morto Mario Monicelli

Tutte le vignette di Enzo Apicella

PRIMA PAGINA

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Memoria e progetto)

DIRITTI DEI LAVORATORI

Dino Piras: L’ho fatta io l’Unione Inquilini!

(11 Aprile 2018)

unioneinquilini

Quando chiediamo a Dino Piras di raccontare la storia dell’Unione Inquilini: “Certo! L’Unione Inquilini l’ho fatta io qui a Roma.” Nato nello storico quartiere di Garbatella Dino è il decimo di dodici figli e ancora bambino ha preso a lavorare: “Nel 1966 ero iscritto alla Fgci e lavoravo per la Italconsulting, una società di progettazione ingegneristica che a Roma contava 900 operai, 5 mila in tutto il mondo. Ero litografo e lavoravamo anche per 36 ore di seguito, per questo iniziai a lottare per i diritti di tutti con la Flm. Diritti dei lavoratori che oggi stanno smantellando. Nel ’74 conquistammo il diritto allo studio. Con quelle 154 ore di permessi ottenni la Terza media. Anche qui non fu facile. Studiavamo con i bambini e i genitori non erano d’accordo che fossimo nelle stesse classi. Il Consiglio di fabbrica era gestito dai lavoratori e dagli studenti, un’esperienza di crescita per tutti.”
Dino è una valanga di ricordi. Ci parla con entusiasmo degli anni della nascita del nostro sindacato: “Erano gli anni dell’aumento delle bollette. L’Unione Inquilini a Roma iniziò le sue attività con l’autoriduzione delle utenze di telefono e casa. Io all’epoca militavo nel PdUP per il Comunismo. Era la gente a chiederci aiuto per la questione della casa e con Avanguardia Operaia abbiamo iniziato a organizzare la lotta. Nel ’76 dopo le prime spinte il movimento aveva perso la propria carica, che ritrovammo con la spinta di Alberti e Simoni che portarono nella capitale l’idea dell’autocostruzione. Dopo Alberti la segreteria passò a Pasquini, fu lui a aiutarmi poi a Vigne Nuove con censimenti e tesseramenti. Grazie a Vincenzo, Guido e Walter partì nell’’83 un lavoro a tappeto soprattutto a Primavalle con sfratti, contratti e Ater. Ricordo bene anche la lotta delle giovani coppie a Tor Bella Monaca.”
Anche la vita privata di Dino si intreccia con la lotta: “Insieme ad altri compagni nel 1981 occupammo il Ministero dell’Industria. A quel punto le aziende, nonostante fossi un operaio specializzato e competente, non volevano assumermi. Per questo i compagni di Democrazia Proletaria mi proposero di lavorare in segreteria al Partito. Abitavo con mia moglie in affitto a Casal Bertone e dopo aver partecipato al Bando per la Casa Popolare nel ’74 prendemmo casa nel a Vigne Nuove nel 1985. La consegna delle chiavi avvenne tra il 5 marzo e il 26 aprile. Eravamo tutte coppie, un mare di camioncini dei traslochi intasavano Val Melaina 2. Eravamo felici e abbiamo subito preso a socializzare. I giardini delle palazzine assegnate dopo 3 anni dalla costruzione erano in uno stato di abbandono totale. Nei giardini la società di costruzione Lodigiani aveva gettato i materiali di scarto, iniziammo a pulire il Lotto 4, 5 e 7. Alle assemblee partecipavano 600, 700 persone. Abbiamo inaugurato la Sezione di Unione Inquilini nel 1987. Abbiamo fatto grandi lotte per migliorare il nostro quartiere, dai giardini siamo passati a chiedere la fermata dell’autobus di zona sotto i nostri palazzi. Ricordo bene quando raggiungemmo il Campidoglio con dieci pullman. Allora c’era il Sindaco Signorelli, assessori ai trasporti Giubilo. Dopo aver rovesciato le scrivanie e 7 mesi di attesa fu completata l’attuale Largo Fratelli Lumiere dove ancora oggi comodamente i cittadini prendono il bus 333.”
Ma la sezione dell’Unione Inquilini a Vigne Nuove ha fatto molto anche per portare la cultura in periferia e come ci spiega Dino: “Conosci Ken Loach? Il famoso regista è mio amico! Erano gli anni ’90 e insieme ai Verdi, da Indipendente, entrai nel Municipio come Consigliere. Con una compagna ex Lotta Continua Carla nel ’95 partecipammo al Bando per Estate Romana dal quale ci fecero fuori per un cavillo. Non potemmo accettarlo, il nostro quartiere di periferia e tutti i cittadini meritavamo di avere la cultura sotto casa. Così spiegando le nostre motivazioni in una lettera a Loach che volle partecipare alla nostra Rassegna cinematografica. In tre giorni proiettammo 3 film di Loach che in quell’occasione mi regalò la maglietta che Ron Flowers mostrò in campo per appoggiare lo sciopero dei 900 portuali di Liverpool. La rassegna andò avanti per 7 anni, le 1000 sedie non sono mai bastate.”

unioneinquiliniroma.it

2236