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War!

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(27 Agosto 2013) Enzo Apicella
Obama ha deciso di attaccare la Siria, in ogni caso.

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Un piccolo successo istruttivo: il presidio a Roma contro la guerra alla Siria organizzato da sindacati di base

(23 Aprile 2018)

bandiere pc

Nel pomeriggio di giovedì 19 aprile, sotto un sole cocente, si è tenuto un presidio contro l' attacco alla Siria di Usa, Francia e Regno Unito. Il sit in era organizzato dal Sindacato Generale di Base. All' iniziativa avevano aderito altri sindacati di base, USI, CUB, SI Cobas, l' Associazione migranti di Roma e Italia Cuba; era presente anche il Partito Comunista, con il suo segretario Marco Rizzo e alcune decine di giovani militanti del Fronte della goventù, la sua federazione giovanile.
Sventolavano inoltre alcune bandiere palestinesi e siriane.


I numerosi giovani che accompagnavano Rizzo, negli anni passati, prima di aderire al Partito Comunista, erano già organizzati nel Fronte della Gioventù e si facevano notare in occasione di manifestazioni soprattutto studentesche per la loro presenza numerosa e disciplinata. Un modo di manifestare più unico che raro negli anni 2.000.

Era presente anche la Rete No War con i cartelli che allego a questo scritto:

“ Schiavitù in Libia
Grazie NATO ! “,

cartello scritto in occasione di una manifestazione di migranti,
e

“ Le bombe Rwm “sarde” dei sauditi
pronte per la Siria “

per ricordare come le bombe del Rwm Italia, fabbricate in Sardegna e vendute ai sauditi, possano essere utilizzate dall' Arabia saudita oltre che sullo Yemen anche sulla Siria, avendo il suo principe ereditario Bin Salman annunciato a Macron la propria disponibilità a compiere raid sulla Siria “se la nostra alleanza lo esige”.

Nella caldissima Piazza Barberini le persone che hanno manifestato erano più numerose del previsto e non hanno confermato i commenti pessimisti sul movimento per la pace che circolano in questi giorni.

Insomma giovedì un buon numero di persone è stato in piazza a manifestare contro la guerra chiamato da organizzazioni relativamente piccole, e questo mi ha convinto ancor di più che potrebbe esistere anche nel 2018 un movimento per la pace combattivo e visibile, se solo trovasse la maniera di mettere insieme troppi piccoli gruppi frammentati e non collegati tra loro e se riuscisse a comunicare all'opinione pubblica quello che ha da dire, che è molto ed importante.

Scrivo queste righe venerdì nel primo pomeriggio e in questo momento non riesco a trovare sul web nessun traccia di cronache sul presidio di ieri. Di seguito riporto invece una lettera pubblicata questa mattina sul quotidiano il manifesto che spiega proprio come le iniziative esistenti contro la guerra non sono raccontate dall' informazione italiana attuale. Un problema questo però che deve essere affrontato prima di tutto dallo stesso movimento, senza aspettare aiuti da chi talvolta più che disinteresse ha obiettivi contrari ai suoi.

Di seguito la lettera dal manifesto di oggi:

L'informazione e la pace

Alla lettrice che scrive indignata perché non si scende in piazza contro le guerre condotte dagli USA e dai loro alleati europei che stanno insanguinando il mondo faccio notare che sabato 14 aprile si è tenuto a Milano un presidio contro il lancio di missili sulla Siria da parte degli Stati Uniti, Francia e Inghilterra e con il consenso dell' Italia.
Naturalmente l' appuntamento è stato ignorato da tutti gli organi di informazione compresi quelli che si definiscono di sinistra. E sarà la stessa cosa per la manifestazione programmata per sabato 21 aprile a Sigonella.

Moreno Alampi

Come fare allora a ricostruire un movimento contro la guerra con un minimo di consistenza, visibilità ed efficacia?

Il primo passo è cominciare a parlarne, e ieri pomeriggio ho portato al sit in anche un cartello

“ Per un movimento indipendente contro le guerre, unitario tra diversi “

Ma il secondo passo necessario è mettere insieme chi lavora separato.

Non so se sarà visibile a breve una aggregazione contro la guerra consistente, sicuramente non saranno visibili le troppe piccole aggregazioni attuali.

21 aprile 2018

Marco P.

Fonte

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