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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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ELEZIONI SPOLETO, PRIMO PARTITO QUELLO DELLE ASTENSIONI

(12 Giugno 2018)

casa rossa

Votanti meno 9 %, 40 spoletini su 100 non sono andati a votare. Questo significa che chiunque vincerà il ballottaggio, avrà contro o con le spalle girate dall’altra parte sicuramente 12000 cittadini. Per il resto il Centro sinistra rifiata e il Centro destra non sfonda. I “civici” reggono e adesso cominceranno tutti interessatamente a contrattare, la fiera è appena iniziata. Vogliamo, dobbiamo però soffermarci sul fallimento dell’ipotesi di Sinistra per Spoleto in una situazione strafavorevole, senza 5 stelle, senza LEU, senza liste comuniste, col candidato sindaco del Centro Sinistra che era l’assessore della precedente giunta di Centro Destra, che sta a dire una cosa sola: “abbassare gli obiettivi” come si dice a scuola quando gli studenti “non ci arrivano” è sbagliato e fa male, perché per ripartire bisogna mettere al centro i principi, rivendicare la realizzazione di una società dove i mezzi di produzione appartengono alla collettività e la ricchezza è equamente distribuita. Per riaprire una nuova stagione di lotte proletarie per il comunismo non si può fare la politica della “sosta gratis nelle domeniche e degli aiuti al Centro storico”, metafora di un programma uguale a quello di tutti gli altri; non si possono far scomparire le differenze ma è necessario amplificarle, rafforzare l’identità non annacquarla. Su quel terreno vinceranno sempre gli altri: chi ha il potere vero, ha i soldi e ti compra, i media e ti plagia, è padrone del lavoro e ti ricatta. Vincerà oggi e anche domani.
Creare coscienza di classe, educare alla cultura comunista, a questo e solo a questo, potevano servire le elezioni del 10 giugno. Solo così le sconfitte inevitabili di oggi possono servire a costruire la forza del domani. Più ideologia e non meno era necessaria. Più comunismo non meno, in questa prospettiva anche le poche centinaia di voti di oggi sarebbero stati utili per iniziare il lavoro politico necessario per il futuro. Il riformismo è morto e fa male ai proletari, l’ennesimo tentativo di riesumarlo è stata una inutile perdita di tempo e di energie.

Associazione culturale CASA ROSSA

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