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(17 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Ancora un libro di Giampaolo Pansa: "I vinti non dimenticano".

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(Ora e sempre Resistenza)

DIRITTI DEI LAVORATORI

14 GIUGNO 2018 - 74°ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI SPOLETO
PERCHE’ IL RICORDO NON SI ASCIUGHI

giardini di via Matteotti dalle 18 alle 21 OMAGGIO AI PARTIGIANI, MUSICA E MERENDA

(12 Giugno 2018)

“ORA OCCORRE VEDERE E NON GUARDARE IN ARIA. OCCORRE AGIRE E NON PARLARE. QUESTO MOSTRO STAVA PER DOMINARE IL MONDO. I POPOLI LO FERMARONO MA IL GREMBO DA CUI NACQUE E’ ANCOR FECONDO” Bertold Brecht

piazza matteotti spoleto

“Quando vidi Baii cadere, tirai con il mio moschetto tre colpi verso la finestra da dove era partita la raffica, per cercare di impedire a chi era dentro di mettere di nuovo fuori la testa. Colpirli sarebbe stato difficile da dove mi trovavo. Presto gli uomini di Spampinato presero il Mulino. Sopraggiunse quindi un camion carico di partigiani. Urlavano e cantavano Bandiera Rossa. Tra loro c’erano Principi Dario, Donati Lionello e molti altri che provenivano dalle brigate “Gramsci” e “Melis”.
Quando dopo avermi visto, mi riconobbero, fecero salti di gioia. Mi tirarono sul camion, quasi di forza; quasi mi soffocarono di abbracci. Francuccio, Francuccio” strillavano baciandomi sulla testa.
Erano diretti a San Giacomo. Spoleto è già nostra mi dissero. Lungo il viale della Stazione mi resi conto che effettivamente la città era in mano dei partigiani. Uomini armati, con una fascia bianca sul braccio, con una scritta in inglese che non so cosa significasse, erano un po’ dappertutto.”
(Dal memoriale di Francesco Spitella)
In queste parole di un Partigiano, Spoleto nel giorno della Liberazione dai nazifascisti. 56 morti sulle montagne di Spoleto e della Valnerina, quasi 500 in Umbria per cambiare il mondo.
L’Italia di oggi però, non assomiglia neanche lontanamente a quella immaginata da chi prese le armi per liberare il paese. Basta averli sentiti parlare i Partigiani, aver visto i loro occhi, per avere una idea della distanza abissale che separa le loro speranze dalla realtà odierna.
Il dovere di ogni antifascista è quello di far si che il ricordo non si asciughi e combattere come allora, contro gli egoismi delle classi dominanti e i nazionalismi, contro l’odio razziale e la servitù verso i potenti.

CASA ROSSA - Spoleto
associazione culturale

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