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Siamo lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, disoccupate e disoccupati, consapevoli della situazione drammatica che stiamo vivendo, conseguenza delle azioni criminali di pochi, dettate solo da un’arida logica di profitto ed accumulazione.
Questo il quadro che abbiamo davanti:
- l’attacco ripetuto alle condizioni di lavoro (riforma del mercato del lavoro con libertà di licenziamento e drastica riduzione degli ammortizzatori sociali)
- l’offesa quotidiana alla nostra dignità (Monti “I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia” e pensare che è Senatore a vita e nel 2011 ha dichiarato 1,5 milioni di reddito…)
- l’inesorabile aumento del costo della vita (aumento delle accise sulla benzina e dell’IVA, aumento dell’addizionale comunale e regionale in busta paga)
- lo smantellamento dello stato sociale e la riduzione progressiva dei servizi essenziali (tagli alla sanità, all’istruzione e alle amministrazioni locali che comportano l’aumento dei costi dei servizi)
- il peggioramento programmatico delle nostre condizioni di vita (la devastazione dei territori, le privatizzazioni di beni essenziali al servizio del capitale e a scapito della salute delle popolazioni)
Questa pesantissima situazione rende evidente che qualsiasi forma di delega è fallita: nessun partito o sindacato può farsi portavoce dei nostri interessi e diffidiamo di ogni organizzazione leaderistica e populista.
Siamo convinti che l’unica strada per la difesa delle nostre condizioni di vita sia autorganizzarsi.
Autorganizzazione significa assumersi la responsabilità di difendere i nostri interessi in prima persona, senza delegare nessun’altro, quindi uscire dal silenzio, incontrarsi e scambiarsi esperienze ed opinioni.
Per fare questo, partendo dalle nostre specifiche realtà, proponiamo di creare una rete di collegamento che potenzialmente includa tutti i settori sociali sfruttati, per costruire spazi stabili di organizzazione e lotta.
Insieme, partendo dai nostri bisogni, possiamo individuare un percorso di lotta comune, perché è più che mai attuale la necessità di unità tra i proletari e le proletarie.
Per iniziare insieme questo cammino è indetta una
ASSEMBLEA CITTADINA
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