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Emergency. Gli italiani hanno confessato.

Emergency. Gli italiani hanno confessato

(12 Aprile 2010) Enzo Apicella
Il governo fantoccio dell'Afghanistan dichiara che i collaboratori di Emergency "hanno confessato". Il ministro Frattini prega che non sia vero "perché sarebbe una vergogna per Italia"

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Le vittime di un’aggressione

(5 Ottobre 2007)

Oihana Agirre e Joseba Alvarez allungano la già interminabile lista di cittadini baschi arrestati, giudicati ed incarcerati per avere usufruito di uno dei diritti umani di base, un diritto contenuto nella Dichiarazione Internazionale proclamata dalle Nazioni Unite e nella maggior parte degli ordinamenti giuridici; è anche vero che non si tratta di uno dei più rispettati dagli stessi che lo proclamano, ma questo non gli toglie neppure una briciola di valore: il diritto di manifestazione e di libera espressione. Si sostiene che partecipassero ad una manifestazione dichiarata illegale (che non è equivalente ad una manifestazione illegale) e che, nel corso della stessa, si sono verificati incidenti (neppure questo è vero: gli incidenti sono stati provocati da coloro che cercavano di impedire l’esercizio di un diritto legittimo); nessuno di questi argomenti potrà essere tenuto in conto da persone perbene.

Piaccia o non piaccia ciò che qualcuno pensa (com’era quella faccenda del «non condivido le tue idee ma sono disposto a dare la vita affinché tu possa sostenerle»?), il diritto alla libera espressione ed alla manifestazione è sacro; a nulla serve la sottigliezza amministrativa o l’ingiuntivo rapporto poliziesco dai toni premonitori, neppure se firmato dalla Ertzaintza (Polizia Autonoma Basca, N.d.T.) di Ibarretxe, quello che dice di essere disposto ad indire un referendum che, anch’esso, sarà dichiarato «illegale»!

Alvarez e Agirre sono oggi vittime (fra le altre) di un’aggressione che può intendersi solo nel contesto di una situazione di occupazione, di un’occupazione politica, poliziesca, culturale, militare, economica… Ed in queste situazioni, si tratta del fatto che nessuno si muova dai ranghi predisposti dall’occupante e dai suoi delegati sul territorio.

Io ero là e ho visto cosa è accaduto; ho visto come si sono comportati gli uni e gli altri, quelli con le armi e con i caschi e coloro che impugnavano solo uno striscione. Ho visto e riconosciuto centinaia di persone, di brave persone, con fini ed obiettivi legittimi; queste non sono ancora state catturate, anche se certamente gli ertzainas di Ibarretxe le stanno cercando. Che Garzón non venga a chiedermi nulla in proposito: segreto professionale.

Martin Maritano, giornalista

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