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(9 Aprile 2013) Enzo Apicella

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In molte grandi fabbriche il protocollo sul welfare è stato respinto

(11 Ottobre 2007)

Tra i metalmeccanici l’esito del referendum sull’accordo tra governo e parti sociali sembra rovesciato. Come avevano fatto capire le assemblee calde e le contestazioni delle settimane passate, in molte grandi fabbriche il protocollo sul welfare è stato respinto: gli operai della Fiat di Mirafiori, dallo spoglio dei primi voti, sono in maggioranza contrari. Secondo fonti sindacali negli stabilimenti delle ex Meccaniche i voti contrari sarebbero 821, i sì appena 162. Anche alla Fiat di Cassino i lavoratori hanno bocciato il protocollo sul welfare.

Secondo le prime indiscrezioni, i no sarebbero l'84%. Alla Iveco, su 2.790 aventi diritto, hanno votato in 2.164: i «no» sarebbero 1.427, i sì 708. I lavoratori della Fiat di Melfi (Potenza) hanno votato per il no: 2.475 contrari, pari all’85%; i sì hanno raccolto 415 voti. Alla Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli) protocollo respinto in maniera ancora più netta: su 2.119 votanti (erano 5.055 gli aventi diritto) i no sono stati 1.874 pari a circa il 92%, mentre i sì appena 199 (bianche e nulle 46). Anche alla Zanussi di Pordenone avrebbero prevalso i no. Nello stabilimento friulano lavorano circa duemila persone. Curiosamente invece alla sede di Fiom, Fim e Uilm su 82 votanti aventi diritto, di cui 80 hanno espresso il voto, 48 si sono espressi a favore del protocollo, e 32, condividendo le critiche espresse dalla Fiom, hanno votato «no». Due non hanno votato.

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