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Mezza piena o mezza vuota?

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(22 Gennaio 2011) Enzo Apicella

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Truffa Kirby: nella provincia di Lucca qualcosa si muove, a favore dei lavoratori!

(10 Novembre 2007)

TRUFFA KIRBY: CI SIAMO... ASPETTAVO DA TEMPO DI DARE A TUTTI VOI UNA BUONA NOTIZIA. ALMENO DA QUESTE PARTI...QUALCOSA SI MUOVE.

A seguito di un esposto - denuncia inoltrato da Filcams Cgil, Letizia Tassinari, e Nidil Cgil, Gabriele Ciucci, della Provincia di Lucca, in base a segnalazioni di lavoratori Kirby delle aziende della nostra zona, e dopo la conferenza stampa che io e il mio collega abbiamo fatto ieri 9 novenbre 2007 , i giornali locali, oggi 10 novembre 2007, hanno pubblicato un articolo sul Kirby!

Vi riporto integralmente l’articolo di Luca Cinotti de Il Tirreno, redazione di Viareggio e redazione di Lucca, augurandomi che vi sia utile, ovunque voi siate in Italia. C’è chi puo’ tutelare i vostri diritti di lavoratori. Basta denunciare, così come hanno fatto i lavoratori Kirby della provincia di Lucca, e qualcosa può cambiare, in positivo.

"OCCHIO ALL’ASPIRAPOLVERE DEL MIRACOLI" Esposto della Cgil contro un’Azienda che vende a domicilio il Kirby. "C’è un lavoro per te". Una telefonata da sogno per i tanti "bamboccioni" in cerca di occupazione. Ma un incubo per chi si è trovato nel circuito di vendite porta a porta del Kirby, un "folletto del 2000" che non convince per nulla la Cgil, che ha presentato un esposto alla Direzione del Lavoro. Il Meccanismo. Sono tanti i ragazzi Viareggini che si sono sentiti chiamare a casa o sul cellulare , con la proprosta di un lavoro. A risposta positiva, seguiva il primo appuntamento presso la Italbenetti con sede a Capezzano, alle Bocchette. Per chi superava il colloquio preliminare, e il test con domande definite dai candidati "assurde", arrivava il secondo decisivo appuntamento. Passato quello, si poteva diventare operatori di call center o , magari, venditori. Per questi ultimi c’era un corso di tre giorni alla ItalBc di Guamo, in Lucchesia, dove si prendeva confidenza con il Kirby, l’aspirapolvere multifunzionale da vendere grazie a dimostrazioni domicilari. Le contestazioni E’ a questo punto che il meccanismo cade sotto la "scure " delle contestazioni da parte della Filcams e della Nidil Cgil. In particolare i punti dolenti riguardano gli agenti-venditori. A questi viene consegnata una lettera di incarico con la garanzia del pagamento di un fisso di 920 euro, a patto, però, che il venditore riesca a effettuare 60 dimostrazioni in un mese. "Io sono arrivata a farne 59 - spiega una ragazza - poi mi hanno detto che non avevano più bisogno di me.Tutto, ovviamente, a mie spese, compresi gli spostamenti a Pisa, Lucca e anche a Castelnuovo Garfagnana" Alla ragazza, che tramite la Cgil presenterà anche un ricorso di fronte al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Lucca, come tutti i suoi colleghi, è stato chiesto anche di aprire partita IVA nel giro dei primi tre mesi. La ragazza è riuscita a vendere un Kirby , a una sua amica, ma questo , dato che non ha raggiunto le 60 dimostrazioni, non le ha portato 1 euro in tasca: "Insomma - sintetizza - io ci ho solo rimesso". E non è che il Kirby sia propriamente economico: il prezzo di listino è di 3.990 euro, anche se viene fatto uno sconto se acquistato durante la dimostrazione. Resta il fatto, denunciato da molti venditori "pentiti" che su internet questo prodotto è acquistabile per circa 500 dollari. Ma c’è un ultimo fatto che la Cgil ha portato all’attenzione della Direzione Provinciale del Lavoro. Ce lo racconta sempre la stessa ragazza: " Ci chiedevano che portassimo 25 nomi al giorno da far contattare al callcenter. E, in particolare, erano interessati ai numeri di cellualre di queste persone" Le operatrici poi si sarebbero incaricate di chamare questi numeri per fissare appuntamenti di vendita o per proporre di entrare a far parte del "mondo Kirby". La contropartita, nel caso non si presentassero questi 25 "contatti" era il recesso unilaterale della Italbenetti dal contratto di lavoro" Da Lucca all’Italia.Fatto curioso: sul sito ufficiale della Kirby la ditta di Capezzano, ossia la Italbenetti, non compare. Per la provincia di Lucca è segnalato solo il nome della ItalBC di Guamo ( che tra l’altro, per quanto risulta dalla Camera di Commercio, ha recentemente cambiato denominazione): proprio quella, insomma, dove venivano mandati gli aspiranti venditori della Italbenetti a fare il corso di tre giorni.Ma il caso Kirby non si ferma di certo a Viareggio, alla Versilia, o alla provincia di Lucca. Basta infatti fare una ricerca su Google per ottenere 291.000 risultati. E tanti di questi sono legati a blog o a siti dove si accumulano denunce un pò da tutta Italia, da Torino fino a Palermo. Con meccanismi sostanzialmente simili a quello messo sotto accusa dalla Cgil della Provincia di Lucca. Un vero tam tam telematico al punto che lo stesso Gruppo Kirby sul suo sito si difende dalle accuse rivendicando la propria serietà e le opportunità concesse a chi vuole "mettersi in proprio" Una parola, non definitiva ma importante arriverà, oltre che dalla Direzione del Lavoro, dal Giudice della sezione apposita del Tribunale di Lucca che dovrà esaminare ( tempi della Giustizia permettendo) i diversi ricorsi da parte di agenti e di operatrici del call center che i legali della Cgil stanno approntando proprio in questi giorni

MUOVETEVI ANCHE VOI! DENUNCIATE LA TRUFFA, SE NE SIETE STATI VITTIME, AGLI ORGANI COMPETENTI: UFFICIO VERTENZE DEI SINDACATI E DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO. VERRETE TUTELATI

Letizia Tassinari

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Commenti (5)

ci sono cascata anche io...

ho lavorato per un paio di mesi alla MaVek di Saronno...
con i mie colleghi mi trovavo bene se non fosse stato il fatto che non mi pagavano...
alla fine ho deciso di cambiare azienda e sono passata alla Italbrave di Milano...il problema è peggiorato...pretendevano in pieno agosto di aver 25 nome giornalieri e 60 demo al mese...cose veramente impossibile!!!!
dopo altri due mesi di sperpero di soldi senza guadagni ho deciso di mollare in contraddizione del mio capo.
volevo solo dire che sono delle grandi cavolate e che non auguro nessuno di passare la mia stessa esperienza.

(22 Settembre 2008)

torella89@yahoo.it

meno male che ci siete

Ci stavo cascando anchio, grazie sia al mitico google ( e mia madre) ho scoperto l'inganno....ah mi havevano contattato qulla di saronno il bello che via telefono manco spiegavano di cosa si occupavano.

Oltre tutto vedendo un sito scarno come quello della mavek s.r.l mi puzzava un po la cosa

(13 Ottobre 2008)

lasinistradistrada@inventati.org

vergognosa italia..come sempre

cose del genere non dovrebbero nemmeno sentirsi. E nessuno dovrebbe accettare di lavorare per delinquenti perchè proprio questo sono. Ditta sempre in carenza di personale, annuncio fasulli e imbonitori, lavaggi del cervello, questo è il loro mix..per un aggeggio che io, come ricercatore e scienziato, nn vale niente, un aspirapolvere da 80 euro con filtro e deposito in acqua preso a Mediaworld e 100 volte meglio. Chiunque vende o pubblicizza questo assurdo ariticolo andrebbe denunciato.
Ma l'italia si sa è il paese dei balocchi per i disonesti e quello delle amarezze per le persone oneste. Fiero di NON sentirmi italiano.

(2 Dicembre 2008)

Michelangelo S.

yngwie.miche@tiscali.it

ripensamento!!

mi hanno fissato un colloquio per domani pomeriggio...ma leggendo queste cose direi che richiamo domani mattina dicendo che nn vado.....nn voglio essere fregata...mi dispiace per chi ci è cascato...

(23 Febbraio 2009)

tania

taniabrighina@yahoo.it

DA DENUNCIA!

Questa è una storia di vita vissuta raccontata nei dettagli.
Del reclutamento al call center ho già detto, comunque: telefonare casa per casa; chiedere se in famiglia o tra gli amici c'è qualcuno che sta cercando lavoro; il tipo di lavoro che si propone è definito “lavoro di ufficio”, del tipo segreteria, assistenza clienti, reception e simili. Una volta che il pesce abbocca, si fissa l'appuntamento e la persona in questione si ritrova a fare un colloquio per vendere Kirby. I più fortunati faranno call center.
Ebbene, io ho finito il mio mese, come previsto il 30 novembre, e per il 10 dicembre doveva arrivarmi lo stipendio (chiamiamolo così ma...). A questo punto è iniziata una trafila di telefonate e richieste sempre più incazzate da parte mia e di risposte sempre più elusive da parte loro. Va detto, per onestà, che io sapevo che il primo mese era pagato sì, ma senza contratto. Il patto era che se alla fine del mese il pollo di turno fosse risultato idoneo (capirai!) sarebbe stato assunto con regolare contratto a progetto (altro cappio infame, scudiscio per i disperati in cerca di lavoro, sancito e benedetto dalle nostre leggi). Inoltre io sono stato via per qualche giorno e sono tornato il 15. Detto ciò, come ho appena iniziato a raccontare, di fronte alle mie proteste, all'inizio mi era stato detto che c'era un ritardo per disguidi riguardanti il trasferimento elettronico sui conti correnti e che lo stipendio sarebbe stato dato con assegno. “Benissimo, allora vengo a ritirarlo.” “Eh, adesso non c'è dovevi venire prima, comunque parlo con la responsabile e ti faccio chiamare”. La chiamata non è arrivata. Richiamo io e mi viene detto di ridare loro il codice IBAN perché l'hanno perso (ma non dovevano pagare in assegno?). Ok, ridato il codice, i giorni passano e il mio conto corrente non registra nulla di nuovo. Richiamo e loro con malcelato finto stupore: “Ma come? Non ti è ancora arrivato? Lascio ancora un appunto alla responsabile”.
A questo punto mi incazzo ma non dico nulla e fingo di crederci. Arrivati al 28, la svolta: telefono e dopo l'ennesima scusa, io alzo la voce e dico: “Adesso sono veramente stufo, se entro domani non ho i miei soldi io vi denuncio ai Carabinieri”. E aggancio. “Denuncia” e “Carabinieri” sono state parole magiche: in capo a un ora, con voce umile mista a timore, la tizia mi chiama e mi dice: “Mercoledì (il 30 dicembre) se vieni i tuoi soldi sono pronti”. Visto? Basta conosce le parole giuste, l'”apriti sesamo” della situazione e d'incanto i soldi si materializzano! Ma non è finita: arrivo, aspetto, e mi vengono dati 308 euro... Spiego: il fisso è di 400 euro mensili calcolati su 26 giorni e qui truffa si somma a truffa: di giorni ne ho fatti 22 ma stando a loro ne ho fatti solo 20 e spiego perché: al colloquio ti dicono che solo i primi 2 giorni sono di prova gratis, ma avendo io iniziato un mercoledì, hanno arrotondato alla settimana. Ma lasciando da parte questa cosa (che comunque è uno scempio non fosse altro per la menzogna), su 20 giorni, 5 ore al giorno, 3 euro all'ora, la somma c'era. Problema: oltre al fisso, loro danno 3 euro per appuntamento fissato (leggi: pollo reclutato). Io non ricordo con esattezza, ma io, nella mia “incapacità” di imbonitore, avrò fatto più o meno 20-22 reclutamenti che comunque mi avrebbero dovuto fruttare almeno 60 euro. Eh no! “Perché?” chiedo io. “Perché non hai lavorato tutto il mese.” Capito? Avendo iniziato a lavorare il 4 novembre, non ho lavorato per 30 giorni e quindi loro non pagano. “Te l'avevano detto anche!” Palle, perché a) non me l'hanno detto, mi ricorderei, ma soprattutto b) io non ho firmato nulla in cui si dicesse alcunché. Ergo, se anche me l'avessero detto a voce e io putacaso mi fossi dimenticato, la cosa ha valore nullo, se non per il fatto che loro si possono legittimamente rifiutarsi di pagare. Per 60 euro capite? Io non ho detto altro e mi sono preso i soldi. Ma... c'è ancora una chicca: il foglio che ho firmato dichiarava che io, presi quei soldi, mi riservavo di non pretendere più nulla dall'azienda. Beh, io leggo, io firmo, cavoli miei, ma chiedo una copia... “Eh, no, noi una copia non te la possiamo dare!” Capito? Che nulla sia esca dalle mura! Tutto in famiglia, niente di dimostrabile, niente di chiaro. Adesso capisco la paura suscitata dalla parola Carabinieri: qualcosa di losco c'è, altrimenti... D'altronde a me i Carabinieri non fanno paura e mi fermo senza timore ai posti di blocco perché non ho nulla da nascondere.
In sostanza ho vinto a metà. Una vittoria di Pirro, perché ho fatto un lavoro disonesto (si deve proporre un lavoro che non è quello dichiarato), alienante e sottopagato; mi hanno contato 2 giorni in meno, non ho avuto l'incentivo e ho potuto ottenere quella miseria solo e unicamente minacciando un denuncia, altrimenti sarei ancora lì a farmi raccontare delle favole. Ai soldi naturalmente c'è da togliere l'abbonamento alla corriera (45 euro circa). A questo va aggiunto il fattore umano: essere comandati da una coetanea se non più giovane ignorante come una capra che dà ordini isterici e a cui, udite udite, bisogna chiedere il permesso per alzarsi e andare a bere.
No, loro sono astuti, lo so... Tra l'altro non mi avevano chiamati loro, ma io (pensa che stronzo!), perché non sapevo si trattasse della Kirby. Ho visto l'annuncio, chiamo, colloquio, mi hanno preso... Si sa come vanno queste cose. Così a 33 anni, laurea e dottorato alle spalle, resto disoccupato e beffato da una ciurma di ladri a cui la legge permette di esistere come azienda.
Aggiungo due cose: parlano tanto di lavoro nero e di sfruttamento: questi ti fanno fare un mese senza contratto e a 3 euro all'ora... Per la prima cosa non ci sarebbe da sguinzagliare i finanzieri? E per la seconda, che non è illegale, non si dovrebbe fare una legge e fissare un minimo equo e dignitoso per tutti?
Eh, beh, forse hanno capito tutto loro e i fessi siamo noi!

(Si potrebbe obbiettare che questa succursale Kirby è una mela marcia, ma come mai attraverso i blog e le testimonianze si scoprono così tante mele marce? Tre prove fanno un indizio...)

La filiale Kirby in questione si chiama DOPPIA K e si trova a Binasco (MI).

(1 Marzo 2010)

SONNY

mojoharp@yahoo.it

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