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(18 Novembre 2008) Enzo Apicella

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La legge Biagi: Spada di Brenno nella bilancia dei rapporti

Attacco al lavoro a tempo indeterminato

(29 Novembre 2007)

La spada di Brenno appesa dai i liberisti italiani all'ufficio risorse umane delle aziende italiane si sta dimostrando un formidabile ariete di disgregazione e di destrutturazione dei diritti. La legge Biagi, per il solo fatto di esistere, genera paura, allarme sociale, apprensione ed ansia per il futuro.

La legge Biagi, confermata ed aggravata dal protocollo del 23 luglio in corso di approvazione al Parlamento italiano, non è stata concepita per regolare il precariato ma per demolire il lavoro a tempo indeterminato. Da quando esiste ,nei posti di lavoro, nelle fabbriche, è facile incontrare una classe lavoratrice preoccupata, con la testa incassata tra le spalle, timorosa del grande supermercato che l'Oligarchia politica italiana (non ci sono distinzioni tra destra e sinistra) ha aperto agli imprenditori che, dall'oggi al domani, manovrando e facendo slalom nella legge trenta possono "esternalizzarli", o attuare progressivi piani di sostituzione dei dipendenti con personale assunto secondo la malvagia ed inverosimile disponibilità della trenta: L'Italia è, ad esempio, l'unico paese al mondo che ha due milioni di persone che lavorano a progetto. Ma tutti questi progetti non sono mai esistiti dentro il sistema produttivo. Sono un fumus, un inganno per tenere sottomessi e privi di diritti i lavoratori.

Da domani, dopo la firma di Epifani, anche la sinistra di governo apporrà il suo sigillo alla legge Biagi. Bisognava che andasse al governo per farlo.

Si parla di senso di responsabilità verso un governo che sta risanando i conti dell'Italia. Ma nell'Italia risanata i lavoratori non avranno posto.

Saranno come quei poveri che guardano attraverso la finestra persone che banchettano.

Coi loro milleeduecento euro al mese dovranno anche tremare per la paura di perderli.

Intanto CGIL CISL UIL hanno cominciato lo smantellamento voluto da Montezemolo dell'ultima difesa dell'identità di classe sociale dei lavoratori: i contratti collettivi nazionali di lavoro in un programma a tappe già definito da La Voce cederanno il posto ai contratti personali. Non può una classe che tratta gli interessi di tutti ma singole persone in balia del capriccio del loro datore di lavoro.

Il processo di americanizzazione dei rapporti di classe si sta realizzando: quando si parla di fine delle ideologie dobbiamo comprendere che ci si riferisce alla cultura ed alla identità della sinistra. Mai il mondo è stato sottoposto alle leggi dogmatiche e feroci di una ideologia: il liberismo.

I rapporti sociali regrediscono ad un'epoca precontrattuale:la borghesia liberista vuole la rottura della coesione sociale, vuole schiacciare ed annientare la classe una volta rappresentata dal socialismo.

Dobbiamo convincerci che la storia non è un progredire verso il bene ed il meglio e verso rapporti sociali più equi. La storia può anche

retrocederci all'età della schiavitù e del bisogno.

Dopo il patto fordista, dopo la caduta del muro di Berlino, la classe operaia è diventata selvaggina per la borghesia.

Per tenere a bada la protesta che scaturisce da condizioni sempre più indegne di lavoro e di diritti, avanza una legislazione sempre più repressiva.

Non siamo forse una provincia dell'impero?

Pietro Ancona
già segretario generale cgil sicilia
già membro del CNEL

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