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Cantiere Italia

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(17 Novembre 2010) Enzo Apicella
Presentato il report Inail: gli omicidi sul lavoro nel 2009 sono stati 1021

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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  • PICCOLA RUMINAZIONE IN LODE DELLE RAGAZZE E DEI RAGAZZI CHE IN QUESTI GIORNI...
    (UN DISCORSO FATTO A VITERBO NELL'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI ALFIO PANNEGA)
    (21 Settembre 2019)
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    SITI WEB
    (Di lavoro si muore)

    Thyssen Krupp sicuri di morire!

    Fino a quando?

    (7 Dicembre 2007)

    Antonio e Roberto sono morti bruciati nella fabbrica in dismissione dei loro padroni ThissenKrupp.
    Altri 5 operai sono in fin di vita, torce umane irriconoscibili con ustioni al 90%.
    Non dovevano essere li’, a quell’ora, ma d’altra parte il loro contratto di lavoro impone negli impianti a ciclo continuo lo straordinario obbligatorio.
    Forse si potevano salvare, ma gli estintori erano vuoti ed il telefono di emergenza disattivato, ma sapete com’e’, la sicurezza costa e la fabbrica e’ in via di smobilitazione.
    Tranquilli, la magistratura ha aperto l’inchiesta, il capo dello stato si e’ rattristato, il capo del governo e’ costernato, il sindaco di Torino esprime cordoglio, il ministro Damiano vuol verificare le condizioni di sicurezza, il sindacato hanno indetto lo sciopero, il cardinale prega……

    Gli operai, sotto qualsiasi governo e bandiera, ad est ed ovest, al nord ed al sud del mondo, sopra o sotto la terra, continuano a morire, a soffocare, a bruciare, per il profitto, la concorrenza, la produttivita’ dei padroni... e quando non muoiono, vivono poco, male, e con salari da fame.
    Non e’ una tragedia, un incidente, una jattura o opera del destino.
    E’ una legge di questa societa’, la legge di questa societa’, quella che determina e sottintende tutti gli altri rapporti sociali.
    A poco serviranno le lacrime e gli scioperetti di coccodrillo di politici, preti e sindacalisti.
    Chiagnono e fottono, questi papponi, sulla pelle bruciata degli operai.
    Servirebbe una vera rivolta di classe, un blocco generale e solidale di tutte le categorie.
    Servirebbe un ritorno di fiamma della lotta di classe, o meglio, sarebbe ora che i lavoratori, la lotta di classe, non la subissero e basta.
    Ma tutto questo non succedera’.
    Siamo a Natale, perche’ spargere odio di classe al posto dei soliti putridi buoni sentimenti?
    Gli operai, quelli fortunati schiavi a vita, conteranno gli spiccioli della loro tosata tredicesima…. gli altri, schiavi intermittenti, nemmeno quelli.
    I padroni, i politici, i preti, i sindacalisti, l’intera “civile societa’”, in un paio di settimane, digerira’ insieme al panettone anche quest’ultima “sciagura inaccettabile”.
    Gia’!

    coordinamento per l'autonomia di classe-ROMA

    Fonte

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