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Precariato e lavoro nero sul tavolo della Provincia

(10 Dicembre 2007)

Tanto clamore hanno suscitato gli interventi della Cgil e dell’Inps apparsi sulla stampa locale circa il precariato e il lavoro nero in Versilia, che il problema è approdato sul tavolo di lavoro della IX Commissione Lavoro della Provincia, che si è riunita appositament, invitando alla discussione il direttore Inps di Viareggio, dr.Giancarlo Iannella, la direttrice degli Uffici Ispettivi dell’Inps di Lucca, dr.ssa Vittoria Ferrara, e Letizia Tassinari della Camera del Lavoro di Viareggio.

Al tavolo, presieduto dal Consigliere Provinciale Mario Navari, erano presenti oltre Mangiapane, Bonuccelli, Costagliola, Fazzi, Santini, anche l’Assessora Provinciale al Lavoro Pedreschi, la quale ha portato a conoscenza un altro dato allarmante: nella sola Garfagnana ben il 90 % dei lavoratori del terziario è assunto con contratto di associazione in partecipazione.

Dopo la verifica della “fotografia” delle attivita’ di vigilanza, sono stati presi in esame i numeri delle iscrizioni al Fondo di Gestione Separata, non della sola Versilia ma di tutta la Provincia- , che se nel 2005 ammontavano a circa 26.000, nell’anno sucessivo salivano a 31.292, e sono in crescita per il corrente anno. Cifre enormi, a cui sommare il sommerso, tutti quei lavoratori al nero, gli “invisibili”, gli “irrilevabili” dei quali si viene a conoscenza a seguito di verifiche accertative da parte degli organi di controllo.

Come avvengono le ispezioni?

“Molte nascono da un programma prestabilito di controllo - ha affermato la dr.ssa Ferrara - che ogni anno, a seconda delle risorse, viene prestabilito in sinergia con la Direzione Provinciale del Lavoro, Uffici Ispettivi Inail e Forze dell’Ordine” . Altre volte i controlli nascono da denunce di singoli lavoratori e del Sindacato.”

“Provvediamo pero’ a inviare i controlli anche quando la denuncia arriva in forma anonima, sia via telefono sia via lettera” ha sottolineato il dr. Iannella. “Niente viene trascurato”

“I dati sconfortanti, afferma la dr.Ferrara, vengono anche dalla mancata emersione dal lavoro parasubordinato, prevista dalla Finanziaria 2007 che dava tempo al 30 aprile 2007 alle aziende per sottoscrivere accordi a livello aziendale o territoriale. Gli accordi potevano prevedere gradualità dei passaggi dei co.co.pro a lavoro subordinato. A seguito dell’accordo, i lavoratori interessati alla trasformazione avrebbero dovuto sottoscrivere atti di conciliazione individuali rispetto alle differenze salariali. L’imprenditore che assumeva a tempo indeterminato, avrebbe beneficiato oltre che della ricostruzione previdenziale agevolata, del cuneo fiscale di 5 mila euro (10 mila per il sud ) per ogni contratto trasformato a tempo indeterminato”

In questa operazione solo 17 sono stati i lavoratori che hanno potuto beneficiare dell’opportunità concessa.

“Se nei Call Center Lucchesi, dove dal 2006 sono iniziati cinque accessi ispettivi, due dei quali appena conclusisi con provvedimento,e ad oggi, su un totale di 864 contratti a progetto, solo 61 sono stati confermati come subordinati, nelle realtà piu’ piccole si puo’ intervenire solo a seguito di una vertenza per lo piu’ individuale”, sottolinea Letizia Tassinari.

Il precariato coinvolge settori importanti, il Commercio, il Terziario, i Servizi, il Tursimo, ” ma anche la nautica e l’edilizia” - precisa il dr. Iannella segnalando come esempio il caso di due fratelli Rumeni assunti in associazione in partecipazione come muratori”

La Versilia, rispetto al resto della Provincia ne esce come una sorta di “Gomorra”, visto che l’amaro aspetto sociale investe non solo le Aziende, ma anche lo stuolo di Consulenti del Lavoro , il cui comportamento deontologico ne esce “sporco” , impegnati ad inventarsi un progetto anche dove il progetto non esiste, pur di far risparmiare i propri clienti, gli imprenditori, sulla pelle dei lavoratori.

A conclusione della riunione unanime è stata la consapevolezza di dover fare qualcosa, “tutte le forse politiche devono riflettere, e agire”, ha concluso Navari, e questo tavolo di oggi deve essere solo l’inizio di un cambiamento”

“Partendo innanzi tutto, sottolinea Tassinari, da una campagna di sensibilizzazione per una cultura alla legalità, promozione dei diritti e dei doveri, rivolta ai lavoratori, e anche ai datori di lavoro”

Letizia Tassinari

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