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Io difendo la 194

Una lettera-appello da Lucca in difesa della legge 194 sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza.

(5 Gennaio 2008)

Noi, donne e uomini della provincia di Lucca, con questo appello intendiamo difendere la legge sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Oggi si propone ripetutamente una offensiva tutta ideologica, per il modo in cui si parla dell’aborto, contro la legge 194.

Noi partiamo dal riconoscimento che la legge 194 ha consentito alle donne innanzitutto e alla società italiana di liberarsi dalla piaga dell’aborto clandestino, di ridurre in modo significativo le interruzioni di gravidanza, di agire sulla prevenzione, di avviare serie politiche di tutela della maternità e di affermare l’autodeterminazione delle donne nella scelta di una maternità responsabile.

Per ogni donna, la scelta dell’aborto è dura. L’attacco alla legge 194 parte da chi considera le donne persone moralmente irresponsabili. L’interruzione della gravidanza è una tragedia quando le donne vi sono costrette da altri o da condizioni di vita insostenibili, ma è anche una tragedia quando sono costrette a farlo clandestinamente. Quando una donna può scegliere se dire sì o no alla maternità diventa persona umana, vale a dire un essere morale e smette di essere una femmina della sua specie.

Per questo non si deve tornare indietro.

Nel nostro Paese è diventata coscienza collettiva, ampiamente consolidata, l’idea che l’aborto non è un reato, e non è neppure un diritto. È una decisione che una donna sa prendere, consapevole. È diventato senso comune assai diffuso che la legge 194 non ha incentivato l’aborto, ha garantito assistenza a chi ne ha avuto necessità, e soprattutto si è affidata al senso di responsabilità delle donne che hanno saputo far valere la loro autonomia.

La drastica riduzione del ricorso all’aborto è stata determinata dalla grande crescita del principio di responsabilità delle donne. Donne che hanno scelto liberamente di portare a termine la gravidanza.

Partiamo altresì dalla consapevolezza che una scelta di maternità libera e consapevole è garantita anche da politiche economiche e sociali che rispondano a nuovi e acuti bisogni sociali e che riconoscano i diritti fondamentali al lavoro, alla casa, ad una rete di servizi di sostegno alla maternità.

La legge 194 è per noi un rigoroso e saggio punto di equilibrio fra convinzioni diverse da cui non intendiamo in nessun modo arretrare.

per aderire all'appello invia una email a letiziatassinari@yahoo.it

Letizia Tassinari

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