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Linea del cambiamento di data

(13 Gennaio 2008)

11 gennaio 2008
11 gennaio 2003 Il Governatore dell’Illinois Ryan commuta tutte le condanne a morte


C’è una linea che divide la revisione della storia dal revisionismo e questa linea passa anche attraverso la scelta delle date che si intendono ricordare e celebrare.

In questi anni gli storici della domenica (domingueros) hanno scoperto e riscoperto cose che, un tempo, erano note a qualsiasi abbonato a “Storia illustrata”: le 10.000 uccisioni dell’immediato dopoguerra e i 4-6.000 morti dell’Istria e della Venezia Giulia.

I domingueros, che dello storico non hanno né la preparazione né la predisposizione, ci martellano con il loro sgangherato revisionismo, ma dobbiamo riconoscergli l’involontario merito di aver fatto uscire dall’oblio alcune scelleratezze di Mussolini.

I massacri e i crimini di guerra in Libia, Etiopia, Jugoslavia, Grecia e Russia sono stati accuratamente nascosti dietro la retorica degli “italiani brava gente”, ma ora ne parlano Oliva (Si ammazza troppo poco) e Del Boca (Italiani, brava gente?). Queste riflessioni sul nostro passato dovrebbero convincere l’attuale maggioranza parlamentare a modificare alcune ricorrenze recentemente aggiunte al nostro calendario.

Sull’opportunità di ricordare la Shoah il 27 gennaio ho già scritto e una mia lettera è riportata nel libro di Focardi “La guerra della memoria”. Qui mi limito a chiedere che, seguendo l’esempio francese, ci si ricordi dei nostri delitti e delle Leggi Razziali e che il giorno di questa memoria passi al 6 ottobre, rammentando così la “Dichiarazione sulla razza” del Gran Consiglio del Fascismo.

Per quanto riguarda la “giornata delle foibe” è opportuno che sia spostata dal 10 febbraio (quando, nel 1947, l’Italia firmò il Trattato di Pace) al 10 giugno (quando, nel 1940, Mussolini spedì gli italiani a combattere una guerra moderna con le pezze al culo) e che sia utilizzata per ricordare i nostri crimini, oltre che le nostre disgrazie.
Inoltre chiedo che la sventurata ricorrenza del 9 novembre (caduta del Muro di Berlino, ma anche Kristallnacht e leggi fascistissime) sia inumata e che i diritti umani siano celebrati il 10 dicembre, in ricordo della Dichiarazione Universale (Parigi 1948).

Claudio Giusti - Forlì, Italia

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