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Morire in Afghanistan

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(29 Luglio 2010) Enzo Apicella
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FARC-EP: Uribe ha sequestrato Emmanuel

(7 Gennaio 2008)

1. Esperto in cortine fumogene, il governo narco-paramilitare di Uribe Vélez, previa consultazione col suo padrone a Washington, ha deciso di sequestrare a Bogotá il bambino Emmanuel con l’infelice proposito di sabotare la sua consegna, quella di sua madre Clara Rojas e quella di Consuelo Gonzáles de Perdomo, al Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Hugo Chávez.

2. Con questo nuovo fatto, che si aggiunge all’intensificazione degli operativi bellici nell’area, Uribe mira a disattivare il trascendentale lavoro umanitario del Presidente Chávez, seminando la sfiducia tra i delegati internazionali e contrapponendo nuovi ostacoli e campagne mediatiche ad una decisione unilaterale che esprime la volontà politica delle FARC di portare avanti lo scambio di prigionieri. Lo ribadiamo in questa occasione: Uribe non è programmato dai gringos né per lo scambio umanitario, né per la pace.

3. L’opinione pubblica nazionale ed internazionale comprende molto bene che Emmanuel non poteva stare nel mezzo delle operazioni belliche del Plan Patriota, dei bombardamenti e combattimenti, degli spostamenti permanenti e delle contingenze della selva. Per tali ragioni questo bambino, il cui padre è un guerrigliero, era stato sistemato a Bogotá ed accudito da persone per bene in attesa che venisse firmato l’accordo umanitario. Uribe, che ha già sequestrato nella capitale le prove di sopravvivenza dirette al Presidente Chávez, ora sequestra Emmanuel. Così come ha catturato ed arrestato i messaggeri umanitari, ora si appresta a procedere allo stesso modo contro le persone incaricate di accudire il bambino. Emmanuel sarebbe stato consegnato, insieme a sua madre, al Presidente del Venezuela Chávez.

4. Con il governo Uribe, che ostinatamente si è rifiutato di smilitarizzare Pradera e Florida per parlare di accordo umanitario, non ci siamo presi impegno alcuno che gli permetta di andare a dire in giro che non stiamo mantenendo la parola. Per principio, morale ed etica rivoluzionaria le FARC non usano come metodo la tortura, e ancor meno se si tratta di un bambino. I veri torturatori stanno nell’esercito, nelle forze di polizia e tra gli agenti del governo narco-paramilitare che ha occupato il Palazzo di Nariño.

5. Il processo di liberazione di Clara Rojas e Consuelo Gonzáles de Perdomo andrà avanti, così come abbiamo offerto al governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Questa è la decisione delle FARC. A tal fine non stiamo chiedendo al signor Uribe alcun corridoio di sicurezza; ciò che abbiamo reiterato, e che ratifichiamo, è la necessità della smilitarizzazione di Pradera e Florida, per procedere subito alla verifica ed alla realizzazione del primo incontro, allo scopo di convenire lo scambio umanitario, che ad ogni modo deve darsi con l’accompagnamento della comunità internazionale.

6. Aldilà di queste vicissitudini, chiediamo al Presidente Chávez di mantenere viva la speranza nello scambio attraverso il suo coerente impegno umanitario, che consideriamo un pass o necessario verso la ricerca di una soluzione politica e diplomatica del conflitto sociale ed armato che vive la Colombia.

Montagne della Colombia, 2 gennaio 2008

Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP

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