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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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    Per l’unità e l’autonomia comunista

    (9 Febbraio 2008)

    Con questo documento, il Direttivo, le/i Sottoscritte/i Compagne/i del Circolo “Tina Modotti” del PRC di Magenta, denunciano la grave situazione politica che sta attraversando il nostro Partito. Ci troviamo di fronte ad una pericolosa caduta verticale della democrazia interna che fa venir meno i diritti statutari degli iscritti e dei militanti di partecipare alla formulazione ed alla elaborazione della linea politica del Partito.

    Le continue decisioni verticistiche che vengono prese sempre più di frequente sulla testa delle/gli iscritte/i sono la causa della perdita di diverse migliaia di tesserate/i in questi ultimi anni e le decisioni assunte dal CPN del 15 e 16.12.07 confermano questa grave tendenza di distacco e separazione tra dirigenti e diretti che evidenziano lo stato avanzato della mutazione genetica in corso nel partito.

    Dopo il fallimento del progetto della cosiddetta “Sinistra europea” passato burocraticamente in modo verticistico attraverso una fasulla “Conferenza d’Organizzazione” dove non sono stati eletti neppure i delegati; ecco che il massimo gruppo dirigente di questo Partito, non curandosi minimamente degli appelli, delle prese di posizione e dei documenti di tanti Circoli, Federazioni e di molti dirigenti provinciali e regionali, ha deciso di avviare un processo, nei fatti, di superamento del partito stesso. Questo gruppo dirigente non ha tenuto conto della maggioranza del NO espresso dai metalmeccanici nel referendum farsa indetto da CGIL-CISL-UIL. Come non ha tenuto conto del grande significato politico contenuto nella grande manifestazione del 20.10.07 a Roma contro le politiche antipopolari del governo Prodi, in cui hanno partecipato un milione di militanti con le bandiere rosse e il simbolo della falce e martello, del PRC, del PdCI e di altre realtà politiche e sindacali che hanno voluto ribadire con forza la propria identità comunista e di classe! Tanto meno è stato tenuto conto dell’assemblea autoconvocata che si è tenuta a Firenze il 25.11.2007 che ha visto una grande partecipazione di compagne e compagni che fanno parte delle diverse aree del PRC compreso quella di maggioranza. A tutte/i queste/i compagne/i, alle lavoratrici e ai lavoratori l’attuale gruppo dirigente ha risposto con una decisione burocratica e verticistica di rinviare il congresso senza alcuna vera motivazione politica. Fare il congresso nei suoi giusti tempi sarebbe stata la vera occasione anche per consultare realmente tutti i circoli e gli iscritti sul problema della nostra permanenza nel governo Prodi. Perciò, riteniamo grave la decisione del rinvio perché si è voluto evitare, in realtà, il confronto politico con la base del partito.

    L’attuale gruppo dirigente ha condotto il partito in questa grave situazione passando dal massimalismo antigovernista al movimentismo, alla nonviolenza, alla negazione delle esperienze comuniste del ‘900, alla “Sinistra Europea” fino a partecipare attivamente alla costituzione di un nuovo soggetto socialdemocratico “la sinistra l’arcobaleno” deciso a tavolino nell’incontro degli stati generali dell’8 e 9.12.07. Senza alcun mandato congressuale e con un colpo di mano, questo gruppo dirigente ha deciso di dissolvere il nostro Partito in questo “nuovo” soggetto “rosaverde” che, tra l’altro, ha dimostrato di essere già diviso prima ancora di nascere.

    Sul welfare la SD e i Verdi hanno votato fin dall’inizio a favore dei provvedimenti antipopolari di Prodi, hanno indicato di votare SI al referendum sindacale tra i lavoratori e per le stesse ragioni non hanno partecipato neppure alla manifestazione del 20.10.07. Dopo un periodo di breve resistenza anche il nostro Partito in contrasto alla diffusa volontà dei suoi iscritti ha votato per il finanziamento alle missioni di guerra e la fiducia al governo Prodi. L’ambiguità e il disorientamento del vertice del PdCI si trova sempre più in contraddizione con la sua base. Oggi, la sinistra è allo sbando e non è in grado di dare una vera risposta di classe alla strage permanente dei lavoratori morti sul lavoro sacrificati sull’altare del profitto. La sinistra, il ministro dell’Ambiente e i dirigenti del nostro Partito non sono in grado di dare alcuna vera risposta politica e sociale all’emergenza rifiuti a Napoli e così per tutti gli altri problemi del Paese tra cui quello degli immigrati. Anche sulla stessa questione elettorale la SD e il PRC hanno posizioni diverse da quelle del PdCI e dei Verdi. Dunque, su quali basi, progetti e modello sociale nasce il soggetto “la sinistra l’arcobaleno”?

    In realtà, hanno costruito una scatola senza contenuti per cercare di sopravvivere alla devastante selezione di classe che produrrà la riforma elettorale che stanno confezionando sul modello americano per istituzionalizzare definitivamente l’alternanza tra le forze politiche della destra e della sinistra borghese ed escludere la rappresentanza politica di classe dei lavoratori. Con un metodo marcatamente antidemocratico, Veltroni (sostenuto da Berlusconi) e senza alcun mandato progetta una riforma elettorale confacente al centroliberalriformista e al centrodestra e tutto ciò avviene con il tacito consenso del massimo gruppo dirigente del nostro partito.

    Lo scopo evidente di questo processo di “Americanizzazione” è orientato soltanto ad impedire una ricomposizione della rappresentanza politica della classe operaia e dei comunisti nel nostro paese. La nascita del soggetto “la sinistra l’arcobaleno” dimostra che le forze che la compongono non si uniscono per organizzare gli interessi della classe lavoratrice in una forza politica antagonista contro il capitalismo e alle forze politiche che lo rappresentano, ma stanno lavorando per allestire un contenitore elettorale senza identità e senza contenuti utile soltanto alla sopravvivenza dei gruppi dirigenti. Infatti, il nostro gruppo dirigente dopo aver abbandonato l’esperienza storica del proletariato, il passato del partito e dei comunisti del nostro Paese ha deciso di presentarsi alle prossime scadenze elettorali senza più la denominazione e la simbologia del nostro Partito.

    In questo modo non fanno altro che dare un’efficace contributo al revisionismo storico e all’offensiva ideologica in corso che vede tra i suoi protagonisti, oltre agli USA, la Confindustria, il Vaticano, Berlusconi e tutte le destre, anche il presidente Napolitano, il Segretario del PD Veltroni ed altri riformisti. Questa ondata anticomunista che passa anche dalla RAI e dalla stampa non esclude neppure il nostro Partito e il suo quotidiano “Liberazione” dove spesso sono stati pubblicati articoli contro Cuba e le esperienze del ‘900; mentre in alcune trasmissioni televisive alcuni dirigenti del partito hanno rilasciato delle dichiarazioni sul superamento del comunismo che nulla hanno da invidiare alle gravissime affermazioni di Veltroni che recentemente ha paragonato il comunismo al nazismo.

    Dopo la creazione del PD, il gruppo dirigente del nostro partito e di questo “nuovo” soggetto “rosaverde” dimostrano di non riuscire ad elaborare un progetto alternativo e una teoria politica capace di interpretare la realtà dal punto di vista della classe lavoratrice. Dimostrano che la discriminante di classe non è più la contraddizione capitale/lavoro in cui la centralità del lavoro e dei lavoratori rappresentano l’oggetto e il soggetto per costruire un nuovo modello di sviluppo sociale, in grado di superare la società capitalistica. Con una logica imprigionata all’interno del mercato capitalistico e puramente governista che fa accettare tutto e che continua a condizionare l’intero Partito a partecipare ad un’esperienza di governo sempre più antipopolare, l’attuale gruppo dirigente sta conducendo il partito verso il suo dissolvimento dentro un soggetto senza identità di classe in cui vogliono relegare i comunisti in una insignificante corrente marginale.

    Di fronte a questa grave situazione, siamo tutti chiamati ad assumerci fino in fondo una grande responsabilità: o accettare passivamente la liquidazione del Partito e imboccare la via socialdemocratica iniziata da Occhetto nel biennio ’89-’91 per la liquidazione del PCI e oggi portata avanti da Mussi, Salvi, Bertinotti, Giordano, Diliberto, Pecoraro Scanio ed altri; oppure attivarsi con tutte le proprie forze per impedire che ciò avvenga e costruire un unico e autonomo soggetto politico di massa in cui tutti i comunisti organizzati e non organizzati nel nostro Paese possono ricostruire la propria unità. La grave decisione di rinviare il Congresso di un anno (semmai sarà fatto) ha lo scopo di evitare il dibattito e impedire agli iscritti di esprimersi su tutti questi argomenti e serve a portare tutto il corpo del partito all’impotenza di fronte ad un fatto compiuto: la liquidazione del partito!

    I comunisti sono per l’unità dei lavoratori e per una vera unità delle forze di sinistra fatta su contenuti e programmi in difesa del lavoro, della Pace e dell’ambiente, ma senza liquidare la propria storia e identità di classe, la propria organizzazione e la propria simbologia! Più forti e uniti sono i comunisti, più forte e unita sarà la sinistra! Per questa ragione, il nostro Circolo ritiene che l’unità e l’autonomia dei comunisti rappresenta ormai una necessità oggettiva e strategica, che rappresenta la base fondamentale senza la quale non ci potrà mai essere una vera unità della sinistra!

    Ci associamo a tutte le innumerevoli voci del Partito che si stanno sollevando in tutto il Paese che evidenziano l’accelerazione in corso di questi processi determinati da decisioni avventate fatte da un gruppo dirigente del PRC sempre più lontano dai lavoratori e dal comunismo.

    PER LA DIFESA DELLA NOSTRA IDENTITÀ STORICA E DI CLASSE E PER L’UNITÀ E L’AUTONOMIA DEI COMUNISTI DICIAMO:

    - NO ALLA VIA SOCIALDEMOCRATICA! – NO AL SOGGETTO UNICO ROSAVERDE “LA SINISTRA L’ARCOBALENO”! NO AL RINVIO DEL CONGRESSO!

    - SI ALL’UNITÀ DELLA SINISTRA SU UN PROGRAMMA COMUNE! - NO AL SUPERAMENTO DEL PARTITO - SI AL SUO SVILUPPO PER LA RICOSTRUZIONE DI UN UNICO PARTITO COMUNISTA DI MASSA ITALIANO!

    Nominativi:

    Rolando Giai-Levra - Direttivo (Segretario)
    Alfredo D’Argenio - Direttivo (Tesoriere)
    Fabio Libretti - Direttivo (Comitato Federale)
    Teresa Oldani - Direttivo
    Concetta Covino - Direttivo
    Luca Sala - Direttivo
    Matteo Pinoli - Direttivo
    Marina Chinellato
    Carlo Acri
    Cesare Messaggi
    Antonio Ingrao
    Mario De Luca
    Donato Salvatore
    Liliana Lucchini
    Piergiorgio Pizzotti
    Fabrizio Calcaterra
    Massimo Marinoni
    Natale Spizzi
    Sala Pietro
    Piacentini Rosy
    Paolo Chianura
    Jorio Romualdo
    Lucia Jiangudakis
    Natalia Vignati
    Mariolino Pinoli
    Mauro Maggioni
    Laura Casati
    Ed altri ………


    04/02/2008

    Il circolo PRC “Tina Modotti” di Magenta

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