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Emergenza democratica nel Paese Basco

Fino a quando si farà finta che non accada nulla?

(16 Febbraio 2008)

Le notizie che in sequenza continuano ad arrivare dalla parte del Paese Basco sotto lo Stato Spagnolo sono di una gravità enorme. La democrazia è messa da parte, calpestata bellamente all’altare delle consultazioni politiche Spagnole del prossimo mese. Da sempre sulla pelle dei Baschi si giocano i successi dei partiti nazionali Spagnoli.

Ricordate come un errore tattico di Aznar, che attribuì ad ETA l’attentato dell’11 Marzo 2004 a Madrid favorì l’ascesa di Zapatero e del suo PSOE al governo dello Stato Spagnolo? Furono quelle bugie a far schifare gli elettori Spagnoli che votarono i Socialisti sperando che qualcosa potesse cambiare. E Zapatero promise e fece cose veramente progressiste, inizialmente: ritirò la Spagna dal pantano Iracheno; favorì i diritti civili in maniera progressista suscitando le ire del Vaticano e dei moralisti conservatori spagnoli; mise, come mai nessuno aveva fatto, molte donne nel suo esecutivo; disse ed avviò colloqui con ETA per riuscire a dare una risposta alla questione Basca.

Ma è proprio su questo punto che in realtà Zapatero non è, o non ha, mai voluto veramente andare avanti. Pur incassando il “cessate il fuoco” unilaterale dell’organizzazione armata Basca ed avere avviato i colloqui di pace su due piani, quelli politici con i partiti Baschi tra cui Batasuna (sebbene questa fosse fuorilegge) e quelli “militari” con ETA, non ha mai trovato una mediazione plausibile su cui aver la base per poter avanzare ulteriormente nei trattati. Anzi ad un certo punto ha ripreso in mano il gioco sporco avviato da Aznar e dal Giudice Baltasar Garzon che faceva della messa in fuori legge della Sinistra indipendentista Basca la propria missione.

Messa in fuori legge che ha significato arrestare uno per uno i vari personaggi che fino a quel momento erano stati interlocutori ai tavoli di negoziazione, a partire da Arnaldo Otegi per arrivare via via a tutta la direzione politica di Batasuna. Ma non solo, avviato questo meccanismo a cascata che dice che se sostieni politicamente l’autodeterminazione del Paese Basco sei come ETA e che se sostieni qualcuno che è stato equiparato ad ETA sei di ETA, sono riprese le incarcerazioni in maniera automatica. Grazie al processo denominato 18/98 sono finiti in carcere Direttori di giornali, attivisti di Associazioni dei diritti Umani e politici, giovani che appartenevano a varie associazioni giovanili. E tutto questo nel silenzio mass-mediatico. E questo non è successo 1 anno fa ma solo il mese scorso.

Ma le elezioni incombono e, come sottolineavo prima, sulla pelle dei Baschi si gioca il potere nazionale ed è così che grazie alla solita litania del “ sei terrorista perché hai affinità con i terroristi” il sempre attivo giudice Garzon l’8 Febbraio ha emesso la sospensione dei partiti EAE-ANV (che nelle ultime elezioni Amministrative ha raccolto circa il 18% dei voti eleggendo Sindaci e Consiglieri Comunali) ed il Partito Comunista delle Terre Basche (EHAK) che ha 9 deputati al Parlamento Autonomo Basco eletti appunto quando Zapatero vinse nello Stato Spagnolo.

Questa sospensione per 3 anni alla vigilia delle elezioni Spagnole significa privare nuovamente l’elettorato Basco di una forza politica che lo rappresenti democraticamente nelle sedi opportune. Ma non si sono fermati a questo, la sospensione è di fatto sequestro di fondi, chiusure di sedi negazione di rappresentazione politica. A questo punto la risposta della Sinistra indipendentista non si è fatta attendere ed alla manifestazione di protesta convocata a Bilbao lo scorso 10 Febbraio, e proibita da Garzon, hanno partecipato migliaia di persone che manifestavano contro questa persecuzione. Manifestazione caricata brutalmente dalla Polizia Autonoma Basca che ha effettuato molti arresti.

Ma non è finita così, per protestare sulla situazione di questi ultimi giorni nello stesso pomeriggio del 10 Febbraio la Sinistra indipendentista ha convocato una conferenza stampa annunciando uno sciopero generale in tutto il Paese Basco per il Giovedì 14 Febbraio contro la repressione da parte dello Stato Spagnolo sulla società Basca. Ebbene nella mattinata dell’11, tutti coloro che avevano preso parte alla conferenza Stampa di annuncio dello Sciopero generale, più altri esponenti ancora liberi dei partiti EHAK e ANV sono stati arrestati.

Credo che non ci siano parole ulteriori da dire, credo che tutti coloro che hanno taciuto su queste incredibili violazioni (non dimenticate la legge Spagnola che prevede il divieto di comunicazione per 3 giorni con gli arrestati per reati politici e le torture sempre più praticate su chi subisce gli arresti e denunciate anche da Amnesty International) non lo possano più fare. Credo che la questione Basca sia un punto oramai non più rimandabile e su cui non si può più fare finta di niente.

Personalmente rendo pubblico tutto il mio sdegno su questa situazione ed appoggio già da ora qualsiasi iniziativa che sarà tesa a dare visibilità a questa vicenda sempre più chiusa nel silenzio, a questo punto credo in maniera complice, di chi invece dovrebbe indignarsi e rendere pubbliche adeguatamente simili nefandezze. Invito infine tutte le persone sensibili ai fatti Baschi, a prendere posizione in maniera pubblica su questa questione che è anche, a mio modo di vedere, una battaglia per i diritti democratici in una Europa che fa finta di nulla.

Grazie per l’attenzione

Casalecchio 2008 Febbraio 13

Odorici Marco
Presidente del Gruppo Consiliare PRC a Casalecchio di Reno

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