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La Cgil “attacca” una lavoratrice

(21 Febbraio 2008)


La sottoscritta Letizia Tassinari ha scritto per il Corriere della Versilia numerosi articoli sul tema del piano sosta.

Quello pubblicato sul Corriere della Versilia venerdi 8 febbraio u.s., dal titolo “Piano Sosta, mugugni in Cgil”, è stato pubblicato anche su alcuni siti dove scrivo

Sabato 9 febbraio alle ore 17.33 il Segretario Versiliese della Camera del Lavoro Andrea Antonioli ha provveduto a inviare alla redazione del Corriere della Versilia un suo comunicato stampa, nella cui parte iniziale mi “attacca” con false e subdole tesi.
Ossia la Cgil “attacca” una lavoratrice, tra l’altro iscritta al Nidil Cgil.

Al fine di rispondere pubblicamente al sig Andrea Antonioli, provvedo a rendere pubblico il comunicato integrale, di cui ho copia, e che cosi’ recita:

“L’articolo apparso sul Corriere della Versilia di venerdi 8 febbraio titolato “Piano della Sosta, mugugni in Cgil” è particolarmente fazioso e strumentale. Non si capisce se tutto questo veleno contro la Cgil dell’autrice dell’articolo Letizia Tassinari sia legato a suoi rancori personali, forse è l’aspettativa delusa di un impiego in Cgil, per altro mai prospettato, o forse il tentativo di compiacere qualcuno che nella propria campagna contro il Piano della Sosta non perde occasione per attaccare la Cgil, guardandosi pero’ bene di farlo a viso aperto.La signora Tassinari deve comunque rassegnarsi: puo’ andare in giro per Viareggio ad intervistare persone contrarie al Piano della Sosta, è assolutamente legittimo, ma lasci decidere a noi come fare le assemblee sindacali che è cosa per altro facciamo ordinariamente”

“La Cgil organizza ogni giorno decine di assemblee in Versilia, dalle cave di marmo, ai cantieri, dagli enti locali alle cooperative,dagli esercizi commerciali alle imprese di pulizia e via dicendo e non invitiamo la stampa o i comuni cittadini bensi’ i lavoratori dipendenti di quella specifica impresa o di quel settore. Qualche volta, in particolari occasioni, facciamo anche iniziative pubbliche quali assemblee, manifestazioni, presidi ed allora invitiamo esplicitamente giornalisti e comuni cittadini. Quella convocata lo scorso giovedi in Cgil era un’assemblea di lavoratori del settore commercio e servizi, esattamente come quella che, tenuta poco dopo, riguardava i bancari. Naturalmente alle nostre assemblee ognuno dice liberamente la propria opinione e sostiene le proprie idee. La Cgil è un’organizzazione con oltre 13.000 iscritti solo in Versilia, ognuno con la propria testa e proprie convinzioni , assumiamo le nostre scelte democraticamente negli appositi organismi ed è consentito a tutti gli iscritti , figuriamoci ai non iscritti, dissentire dalle scelte assunte, ma nessuno puo’ pensare di imporre la propria visione alla Cgil, tanto piu’ quando non ha nulla a che vedere con la Cgil come ad esempio alcuni esercenti cioè titolari di impresa e quindi nostra diretta controparte che hanno voluto partecipare all’assemblea dei dipendenti.

Naturalmente, e solo per cortesia , abbiamo discusso anche con loro cercando di fare loro capire che avrebbero tutelato meglio i loro interessi rivolgendosi ad una associazione di categoria poichè molti dei problemi che ci ponevano, propri delle imprese, non possono essere rappresentati da un’organizzazione che tutela esclusivamente i lavoratori e che è costretta ordinariamente a fare vertenze sindacali nei confronti degli esercenti. per non dimenticare che il contratto nazionale del commercio aspetta da innumerevoli mesi di essere rinnovato ed è già costato numerosi scioperi ai lavoratori come quello effettuato alla vigilia di natale.La Cgil ha avuto confronti e scontri con l’amministrazione comunale in merito al piano della sosta. E’ riuscita a sottoscrivere un’intesa che introduceva significativi miglioramenti, evidenziava dissensi ed impegnava le parti a proseguire il confronto con l’obiettivo di migliorarlo e di limitare i disagi per i lavoratori.

Ultimate le assemblee che abbiamo in corso faremo una sintesi delle osservazioni e delle proposte scaturite e le avanzeremo alla amministrazione comunale riprendendo il confronto”


Rispondo al Segretario Versiliese della Camera del Lavoro Andrea Antonioli con la sincerità, l’onesta e la totale trasparenza che mi appartiene:

Innanzi tutto, se qualcuno lo ignorasse, preciso che ogni articolo che ciascun collaboratore scrive è soggetto, prima della sua pubblicazione sul giornale, al vaglio del capo servizio. Che nel caso di specie ha ritenuto di pubblicarlo.

Fui invitata ad intervenire all’assemblea del 7 febbraio scorso, come giornalista, da una lavoratrice iscritta alla Cgil, che il giorno prima dell’Assemblea mi contatto’ e mi dette il volantino.

La sera antecedente l’assemblea, all’ora di cena, fui contattata telefonicamente dal Segretario Versiliese della Filcams Lino Giovannelli il quale mi informo’ che “la stampa non era stata invitata ufficialmente”, che percio’ non sarei potuta andare e che se avessi voluto fare un articolo avrei dovuto aspettare il suo comunicato.

Risposi che avrei preso atto del comunicato ma che sarei stata fuori dall’edificio della Camera del Lavoro ad aspettare all’uscita i lavoratori partecipanti all’assemblea per “sentire” la loro voce.

Le testimonianze dei lavoratori intervenuti alla famosa assemblea del 7 febbraio sono infatti state raccolte dalla sottoscritta sul marciapiede antistante la Cgil, ossia sul suolo pubblico, e riportate nell’articolo tra virgolette.

Non sono testimonianze “finte” così come finti non sono i nomi e i cognomi riportati.

Ognuno ha libertà di pensiero e di parola, cose queste, almeno per ora, ancora garantite in questo Stato.

La sottoscritta ha semplicemente rilevato il malcontento sul Piano della Sosta da parte dei lavoratori del commercio e del turismo che dalla Cgil non si sono sentiti tutelati.

Prima fra tutte, a “sparare a zero” su Cgil e su Andrea Antonioli, una lavoratrice, Lia Masi, che non solo è iscritta alla Cgil da anni ma è addirittura membro della Segreteria Filcams della Cgil.

Nessun mio rancore personale nei confronti del sig. Andrea Antonioli. Nessuna faziosità. Nessuna stumentalizzazione. Solo “testimonianze” acquisite.

Quanto al rapporto da me avuto con la Cgil negli ultimi due anni, la sottoscritta ha collaborato con la Filcams Cgil, occupandosi di precari da precaria, con tre contratti a progetto di 2 o 3 mesi ciascuno nell’arco dei 24 mesi del 2006 e 2007, continuando comunque ad occuparmi dei precari anche quando il contratto a progetto era scaduto, cioe’ lavorando gratis et amore dei.

Amore non per la Cgil, o per Massimiliano Bindocci, Segretario Provinciale della Filcams, ma amore per quei lavoratori, i precari, dei quali nessuno vuole occuparsi.

Che non portano molti soldi nelle casse del Sindacato, visto che una tessera di iscrizione con delega di pagamento del 1% dello stipendio a loro non la si puo’ fare, al massimo si puo’ far loro pagare una tessera di iscrizione diretta per “soli” 40 euro l’anno.

Sono un’idealista, e come ci sono persone che fanno volontariato alla Misericordia o alla Croce Verde, la sottoscritta il volontariato l’ha fatto alla Camera del Lavoro di Viareggio.

Anche se, a questo tipo di mia “missione” il Sig. Andrea Antonioli non ha mai creduto, probabilmente non conoscendo il significato della parola “ideale”, il fare cioè una cosa per gli altri, senza pensare al vil denaro. Tant’è che nel mese di aprile 2007, quando lavoravo come volontaria, mi sottopose ad una sorta di “interrogatorio di terzo grado” chiedendomi se per caso Massimiliano Bindocci mi pagasse al nero.

Mai lavorato al nero in vita mia e mai Massimiliano Bindocci me lo ha proposto.

Nessuno mi ha promesso un impiego nè io l’ho mai chiesto!

Ho però presentato un progetto sul precariato nel mese di giugno 2007 al quale nessuna risposta mi è mai stata data. Se non quella, ufficiosa, “non ci sono risorse” .Quando invece le risorse che ci sono vengono spese per motivi sicuramente meno nobili di quelli di supportare i 32.000 precari che ci sono in tutta la provincia di Lucca, che non solo non hanno un lavoro dipendente e a tempo indeterminato, con le garanzie che un lavoro tutelato da un contratto collettivo offre, ma non sanno nemmeno se avranno uno stipendio il mese successivo.

Quanto alla paventata accusa di aver scritto l’articolo “per compiacere qualcuno che nella propria campagna contro il Piano della Sosta non perde occasione per attaccare la Cgil”, Letizia Tassinari non scrive per compiacere nessuno.

Invito il sig. Andrea Antonioli a leggere tutti gli articoli di tutti i giornali, dove sul Piano della Sosta, sono gli stessi schieramenti a parlare.

Non faccio l’opinionista e non scrivo articoli di fondo.

Faccio cronaca, per chiunque ed onestamente.

Come l’ho fatta, anche di recente, per lui. Per articoli sui metalmeccanici, a lui tanto cari, e sulla clinica San Camillo del Forte dei Marmi.

Io , per scrivere sul Piano della Sosta, ho ascoltato la gente.

Cosa questa che anche la Cgil, avrebbe dovuto fare e dovrebbe continuare a fare: ascoltare i lavoratori e i loro bisogni.

Se il sig, Andrea Antonioli fosse stato una persona corretta, invece che attaccare con basse insinuazioni prive di fondamento un lavoratore, cioe’ la sottoscritta, col preciso intento, peraltro non riuscito, di ledere la mia immagine agli occhi dei responsabili della testata per cui collaboro, avrebbe potuto replicare all’articolo riportando qualche testimonianza di lavoratori, iscritti e non, contenti del Piano della Sosta e di come la Cgil li ha tutelati.

Perche’ non lo ha fatto?
Lascio la risposta ai lettori.

Messaggi di solidarietà mi sono arrivati numerosi da amici sia a voce, sia per sms sia per e-mail.

Uno per tutti quello della mia web master Franca Corradini di Arezzo:

“Letizia,i sindacati sono delle lobbies.
Vergognose lobbies che tendono solo alla conservazione dei propri privilegi.
Una sana “strizza” da restituzione di tessere…..potrebbe far sentire loro la seggiolina che scricchiola”.

Informo comunque il sig. Andrea Antonioli che il mio articolo, il suo comunicato stampa in versione integrale di cui ho copia e questo mia risposta, sono gia’ nelle mani di uno dei miei legali di fiducia che sta valutando l’opportunita’ di un’azione volta alla mia tutela.

Letizia Tassinri

Fonte

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