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Il Parlamento Europeo chiede nuovamente la fine del blocco a Gaza

La politica di isolamento e di punizione collettiva è fallita

(22 Febbraio 2008)

Oggi il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che chiede ancora una volta, dopo una precedente risoluzione votata l’11 ottobre 2007, per la fine del blocco israeliano alla Striscia di Gaza.

"Ora, l’Unione Europea non ha più scuse –ha dichiarato Luisa Morgantini- Dobbiamo immediatamente intraprendere azioni efficaci per applicare tali risoluzioni e fermare l’illegale e collettiva punizione di civili nella Striscia, dove 98 ammalati palestinesi, compresi 17 bambini, sono già morti a causa della mancanza di medicine e di cure dovuta all’assedio: la delegazione di Membri del Parlamento Europeo che insieme a me ha visitato l’ospedale di Shifa a Gaza, ha visto almeno 30 bambini prematuri tenuti in vita grazie alle incubatrici ma che moriranno se i generatori si fermeranno a causa della mancanza di carburante dovuta al taglio dei rifornimenti e alla chiusura decisi dal Governo Israeliano. Tutto questo è illegale e disumano”.
“La risoluzione votata oggi, chiedendo ad Israele “la fine del blocco, una riapertura controllata dei valichi da e verso Gaza, di garantire la circolazione delle persone e delle merci a Rafah, Karni e agli altri valichi”, afferma inoltre chiaramente che “la politica di isolamento della Striscia di Gaza è fallita sia a livello politico che a livello umanitario”- ha aggiunto Luisa Morgantini. “Ricordando che “la popolazione civile deve essere risparmiata da ogni azione militare e punizione collettiva”, attraverso la risoluzione di oggi, il Parlamento Europeo chiede con urgenza a Israele di “adempiere ai suoi obblighi internazionali, come forza occupante, garantendo un flusso continuo e sufficiente di aiuti umanitari, assistenza umanitaria nonché di merci e servizi essenziali, fra cui carburante e forniture energetiche” e condanna allo stesso tempo la decisione di introdurre un progressivo 5% a settimana nei tagli di rifornimenti di energia elettrica alla Striscia –non sufficiente per i bisogni minimi umanitari. IL PE ha inoltre accolto con favore la petizione di 10 organizzazioni israeliane per i diritti umani contro i tagli di carburante e di elettricità alla Striscia”.
“Infine – ha concluso Luisa Morgantini- la risoluzione di oggi ricorda all’Europa che deve essere capace di maggiore efficacia non solo nella condanna di ogni violenza, di ogni azione militare che uccide e mette in pericolo i civili e di ogni assassinio extra-giudiziale attuati da Israele -così come di ogni razzo Qassam lanciato contro la città israeliana di Sderot, perpetrati da alcuni gruppi estremisti palestinesi- ma deve anche dimostrare di essere efficace con fatti e impegni precisi.
Il tempo delle parole vuote e delle promesse tradite è finito: tutti i Palestinesi e gli Israeliani che vogliono la pace meritano il nostro sostegno e i nostri sforzi per lavorare concretamente per garantire il rispetto della legge umanitaria internazionale, per la ripresa dei negoziati di pace, che siano il più inclusivi possibile e comprendano anche la Lega Araba, basati sul congelamento di tutti gli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, sulla fine dell’occupazione militare e l’istituzione di uno Stato Palestinese, libero, sovrano e unito, costituito dalla West Bank e da Gaza, sui confini del ’67 in coesistenza, sicurezza e pace con lo Stato israeliano.

Ieri 20 febbraio, Luisa Morgantini, Vice Presidente del PE (GUE/NGL), e il Generale Philippe Morillon (ALDE) hanno organizzato una conferenza stampa intitolata “Di ritorno da Gaza e Sderot” con la partecipazione dei Membri del Parlamento Europeo appartenenti ai diversi gruppi politici che hanno preso parte alla missione di osservazione in Israele e Palestina, dal 2 al 7 febbraio 2008: al centro della conferenza i risultati della missione e la descrizione della situazione travata sul terreno, con particolare attenzione alla crisi umanitaria a Gaza. MEP Jill Evans (Verdi), che ha partecipato alla missione a Gaza e Sderot ha affermato che “La situazione in Palestina sta raggiungendo un punto di rottura. L’assedio è una punizione collettiva disumana e illegale per la popolazione di Gaza e sta causando enormi sofferenze. Deve essere subito fermato. Deve esservi un’azione internazionale per la fine dell’assedio, la fine dell’occupazione e per la ripresa dei negoziati di pace”. MEP Richard Howitt, Vice-Presidente della Sub-Commissione per i diritti umani e anche lui membro della delegazione in Israele e Palestina, ha aggiunto: "Si tratta di un assedio che impone alla popolazione di Gaza delle condizioni medievali ed è oggi considerato dal Parlamento Europeo come una chiara violazione dei diritti umani. I Paesi UE dovrebbero guidare all’interno del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite un’azione di sostegno per cercare di rafforzare il rispetto della legge umanitaria internazionale”
“A Gaza, c’è una crisi umanitaria e un collasso dell’economia che può solo favorire altra violenza, la mancanza della giustizia e i fanatismi da entrambe le parti: dobbiamo sostenere tutte le persone che vogliono una vita “normale” e in pace prima che diventi impossibile “- ha dichiarato MEP Jean Lambert (Verdi) che ha visitato anche lui con la delegazione Gaza e Sderot. “Entrambe le parti in conflitto sono ostaggio dei propri estremismi. Ecco perché la Comunità Internazionale dovrebbe sostenere una pace duratura sia in Israele che in Palestina: è l’interesse principale degli amanti della pace sia palestinesi che israeliani” ha aggiunto Gyula Hegyi (PSE) altro MEP partecipante alla missione.

Strasburgo 21 febbraio 2008

Luisa Morgantini

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