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Libero mercato

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(18 Novembre 2008) Enzo Apicella

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Per chi lavora e chi è in pensione i prezzi aumentano almeno del 5% all’anno

Finalmente l’istat comincia a registrare la verità:

(26 Febbraio 2008)

AUMENTI DI 30 EURO NETTI NON BASTANO PIÙ

L’Istat ha fornito un nuovo indice sul costo della vita che registra l’aumento dei prezzi dei beni di più largo consumo, quelli cioè che servono per vivere tutti i giorni.
Mentre l’inflazione ufficiale è al 2,9% questo nuovo indice registra un aumento del 4,8%.
Questo è l’aumento effettivo del costo della vita per lavoratori e pensionati e, probabilmente, è ancora inferiore alla realtà, visto che non è in esso compreso il costo della casa.

Finalmente comprendiamo com’è possibile che mentre lavoratori e pensionati non arrivano alla quarta o anche alla terza settimana con i loro soldi, secondo l’inflazione ufficiale i contratti sono sempre stati sopra l’aumento dei prezzi.

Finalmente emerge ufficialmente la verità: tutti i contratti rinnovati in questi ultimi anni, nessuno escluso, sono stati in perdita rispetto all’aumento reale dei prezzi!

Altro che salario-produttività: bisogna aumentare i soldi del contratto nazionale, quelli che prendono tutte e tutti e legarli al reale andamento del costo della vita, quindi con aumenti che mediamente non possono più essere meno di 100 euro mensili per anno.

Bisogna introdurre dei meccanismi automatici di difesa del salario dall’inflazione, come quelli che c’erano quando c’era la scala mobile, perché le lavoratrici, i lavoratori e i pensionati non possono difendersi dall’aumento dei prezzi dalla sera alla mattina, come fanno le banche, le assicurazioni, i petrolieri e tanti altri e perché non è giusto che si debbano fare ore e ore di sciopero per ottenere meno del dovuto.
Bisogna ridurre le tasse sui salari nazionali, sui soldi che prendono tutti e non caso per caso e azienda per azienda.

La riforma dei contratti deve portare a un risultato opposto a quello che vuole la Confindustria: se non vogliamo che il salario continui a sprofondare ci vogliono più soldi nei contratti nazionali, garanzie automatiche contro l’improvviso aumento dei prezzi, meno tasse sulla busta paga

Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale

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