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Iraq

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(12 Agosto 2010) Enzo Apicella
Dopo numerosi rinvii, sembra che gli Stati Uniti rispetteranno i tempi previsti per il ritiro delle truppe dall’Iraq

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Opporre al governo illegittimo di Uribe un nuovo governo di pace!

Comunicato del segretariato dello stato maggiore centrale delle FARC-EP

(9 Gennaio 2003)

Le FARC-EP salutano il popolo colombiano in occasione della fine del 2002 -e l'inizio del 2003- che lascia al nostro popolo un grande carico di frustrazioni, giacché il Governo di Alvaro Uribe rappresenta gli interessi del latifondismo degli allevatori, dei grandi gruppi economici nazionali, del capitale finanziario internazionale capeggiato dal FMI e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, a vantaggio della strategia interventista degli Stati Uniti del nordamerica. Le sue decisioni, quindi, ledono gli interessi popolari.

Il regime politico del paese, con Uribe Vélez in testa, si manifesta progressivamente come una dittatura civile che elimina i confini tra i diversi poteri dello Stato, e che poggia sulla Commozione Interna, una magistratura apertamente al servizio della strategia paramilitare, un parlamento sottomesso al bastone della revoca così come il settore giurisdizionale lo è di fronte alla minaccia di una riforma giudiziaria, dei mezzi di comunicazione difensori della causa uribista ed una forza pubblica insolentita dai fiumi di denaro che gestisce per la sanguinaria caccia alle streghe, intrapresa dallo scorso 7 agosto e di cui la principale vittima è la popolazione civile.

Dopo il pomposo spiegamento militare, i nauseanti elogi dei media al Presidente e l'aristocratica arroganza del Ministro degli Interni, è evidente che:

1. Le misure economiche di questo governo, quali la riforma tributaria, la riforma del lavoro ed il regime pensionistico, danneggiano principalmente i settori medi e poveri del paese, così come esige il Fondo Monetario Internazionale. Poiché il neoliberismo continua ad essere la carta di navigazione dello Stato, e l'entrata nell'ALCA la sua strategia, i grandi finanzieri colombiani e le multinazionali vedranno assicurati i loro profitti. La minoranza al governo aumenta smisuratamente il debito pubblico interno e quello estero, al fine di incrementare la spesa per la guerra e comprare con favori la classe politicante attraverso la corruzione amministrativa; ciò viene fatto nonostante il prossimo anno lo Stato debba pagare come servizio del debito 25.4 mila milioni di dollari, e cioè il 37.8% del bilancio nazionale, scaricando poi sul popolo tutto il peso della crisi ed asfissiandolo con nuove tasse.

2. L'ingerenza imperiale del governo degli Stati Uniti del nordamerica in Colombia è ogni giorno maggiore. I dollari degli "aiuti" e l'apparato di guerra regalato continueranno a crescere, nella misura in cui i loro ordini continuino ad essere eseguiti dall'attuale governo, prostrato ed indegno. Nonostante i gringos conoscano il suo passato mafioso, intrecciano con esso strette relazioni in contraddizione con la loro stessa politica di non dialogare con persone legate alle mafie, precisamente allo scopo di poterlo manipolare.

3. L'economia agraria continuerà a sprofondare sempre di più, ora che gli Stati Uniti hanno proibito l'aumento dei nostri dazi doganali. Hommes, Echeverri Correa ed i ministri Botero e Junguito sono garanzia del continuismo neoliberista, che si protrae in Colombia fin dalla presidenza di Cesar Gaviria.

4. Il referendum approvato è essenzialmente un catalogo della piccola meccanica della politica, che pretende di legittimare la dittatura ed impedire la nascita di nuove alternative politiche, in un momento in cui la situazione del paese reclama un'Assemblea Costituente capace di unificare i colombiani.

5. La strategia paramilitare dello Stato va avanti, portando il terrore a quei settori che lottano per condizioni di vita migliori. Questo governo, come quelli che l'hanno preceduto, la perpetua sviluppandola con la regolamentazione delle zone di guerra, la rete dei delatori incappucciati, i soldati contadini e le nuove "Convivir", aprendo le porte della nuova istituzionalità al sicariato paramilitare e facendoli accogliere nei club del Nord di Bogotá per le loro riunioni con capi politici ed imprenditoriali, senza che le autorità si scomodino.

6. La smania dello Stato di coinvolgere, attraverso l'offerta di denaro, più settori della popolazione civile nel conflitto, stimola il sicariato, alimenta il mercenarismo e fomenta la frammentazione di una società che si vede sprofondare nei propri abissi intorno all'arricchimento facile, ancorché illecito. La morale del "ogni uomo ha un suo prezzo" edifica l'etica del tradimento e dell'anti- solidarietà.

7. La disoccupazione, le alte e crescenti tariffe dei servizi pubblici, la liquidazione persistente del sistema nazionale sanitario, la contrazione della proprietà agraria e l'elevato costo della vita, hanno fatto sprofondare nuovi settori sociali del paese nella povertà assoluta. Gli annunciati piani ufficiali non impediranno, proprio perché oligarchici, il disastro già avvenuto in paesi fratelli dell'America Latina.

8. L'elezione alla presidenza del signor Uribe Vélez è il risultato di una campagna d'intimidazione e ricatto paramilitare, imbrogli e corruzione, manipolazione delle urne da parte dei giurati e supervisori e denaro mafioso, scorso a fiumi in diverse regioni del paese; eppure, ha raggiunto soltanto il 25% del consenso del potenziale elettorale, con un'astensione generale del 56%. Si tratta di governo di minoranze, e conseguentemente di un governo illegittimo.

L'illegittimità del regime uribista è confermata dal suo esercizio del potere al servizio dell'odio, la rappresaglia e la guerra; dall'incapacità di fare passi sicuri in favore della riconciliazione; dall'apertura quotidiana di nuovi spazi di scontro fratricida; dall'ossessione di spingere altri settori nelle fiamme di questa voragine di sangue; dall'incapacità di esporre una strategia di pace seria, credibile e possibile; dall'abbandono dei prigionieri di guerra dello Stato, lasciati alla loro sorte, e dalle menzogne ai loro familiari; e dalla farsa da esso alimentata di un processo di dialoghi con il suo figlio bastardo, che allatta, educa, finanza e protegge nel tentativo di avanzare verso la formazione di un proprio partito fascista.

L'illegittimità del regime è dimostrata dal fatto che esso delega olimpicamente al Segretario Generale dell'ONU il compito di un'esplorazione per la ricerca della pace con le FARC-EP, quando tutti sappiamo che la volontà e la decisione di raggiungere la pace attraverso il dialogo sono indelegabili, e che il contributo della comunità internazionale deve essere il frutto degli accordi e non dell'imposizione.

Uribe accresce la propria illegittimità con il suo umiliante assenso agli ordini coloniali degli alti funzionari del Pentagono e del Dipartimento di Stato USA.

9. La soluzione alla grave crisi sofferta dalla Colombia necessita di un contenuto profondamente antioligarchico. Per tale ragione stiamo convocando i settori sociali, le forze, i movimenti ed i colombiani opposti al fascismo di Uribe Vélez alla creazione di un Governo Democratico ed anti-neoliberista, che con un programma di pace si costituisca in potere alternativo per condurre il paese lungo i cammini della speranza, della sovranità e della giustizia sociale.

Questo Governo sarà composto di 12 colombiani, rappresentanti di tutte le regioni del paese e di tutti i settori che si identifichino nella Piattaforma di 10 punti per una Nuova Colombia, ed inizialmente svolgerà le proprie attività clandestinamente, in attesa di avere la forza per farlo di fronte a tutto il paese.

Chiamiamo il popolo ad incrementare, nel 2003, le mobilitazioni per conquistare democrazia e migliori condizioni di vita, e ad organizzarsi apertamente o clandestinamente per affrontare il fascismo uribista. Chiamiamo a rafforzare il Movimento Bolivariano per la Nuova Colombia, ed a costruire un Nuovo Governo che difenda la sovranità nazionale, legisli perseguendo il benessere delle maggioranze e riconcili la Colombia sulla base della giustizia sociale, poiché il destino della nostra patria non può essere la guerra civile verso la quale ci sta portando il regime di Uribe Vélez.

Montagne della Colombia, 23 dicembre del 2002

Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP

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