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(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
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Campania: allarme malattie respiratorie

Al Monaldi chiudono le pneumologie perché non remunerative

(7 Marzo 2008)

Ancora una volta abbiamo scelto di utilizzare lo strumento della lettera aperta perché sembra evidente che dopo il varo del piano di programmazione aziendale del Monaldi (triennio 2007-09), pensiamo che sia utile fare alcune semplici considerazioni.

Lo stato di salute della popolazione campana è purtroppo tra i meno floridi nella penisola, come si evince ormai da numerosi indicatori, le malattie respiratorie e tumori sono tra le tante patologie con le quali la nostra popolazione dovrà fare i conti nei prossimi decenni.

Questa prospettiva drammatica, non può farci rimanere indifferenti o far finta di non capire quello che si sta proponendo. Ciò con cui abbiamo a che fare è un vero salto di paradigma, un mutamento di indirizzo strategico che cambierà in modo irreversibile il modello di questo ospedale.

Una programmazione che se sarà ammessa anche dal CTP (Cordinamento Provinciale Territoriale) avvierà una processo di trasformazione dal quale il Monaldi ne uscirà abbandonando la sua collocazione storica nel panorama dell’assistenza campana, con un taglio netto, affiderà il suo impianto strategico assistenziale esclusivamente all’università.
È noto a tutti che l’ ospedale Monaldi è sempre stato il punto di riferimento per la regione Campania per la cura delle patologie pneumologiche.
Purtroppo si evince, che in questi ultimi anni vi è stata una scarsa attenzione verso tutte quelle patologie meno remunerative e per questi motivi vi è demotivazione tra gli stessi operatori.

Consideriamo superfluo sottolineare l’orgoglio manifestato sulle dinamiche di sfoltimento dell’occupazione, per giustificare l’emergenza di contenimento della spesa ( è la più bassa dotazione di personale sanitario in tutta la Campania). Infatti, non sono, solo gli infermieri delle rianimazioni e di tutti i reparti che penano per le estenuanti precarietà e dei ritmi di lavoro, ma anche i medici dei reparti di medicina.

È indubbio che la gestione dell’A.O. Monadi è diventata la prima della classe in tutta la regione, perché ha ottenuto con il più basso numero di personale, il più alto peso di D.R.G. (diagnosis related group), grazie, anche al doppio ruolo di degenti che in questa gestione i lavoratori svolgono.

Infine, consideriamo le performance televisive, per alcuni versi, artificiose e riduttive in quanto non rendono giustizia della realtà di questa azienda, dove vi sono dei veri gironi danteschi, (oncologia) che abbinati alle lunghe liste d’attesa suscitano sgomento e alimentano l’emigrazione sanitaria nei cittadini campani.

Raffaele Salinas

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