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Operai: merce rara

(9 Marzo 2008)

La morte della classe operaia era stata proclamata da tempo negli alti consessi degli studi sociologici e politologici, nelle sedi istituzionali e politiche : la classe operaia era morta come soggetto collettivo, fenomeno di massa e gli operai, individuo per individuo, marginalizzati in quanto tali ed “esistenti” soltanto come cittadini, consumatori, contribuenti, ascoltatori di musica e tifosi di calcio.

Poi all'improvviso uno squarcio: gli operai risalgono le rapide della cronaca, finiscono “visibili” sugli schermi televisivi e sulle prime pagine dei giornali.

Motivo? Tragedie, tragedie tremende di lavoro e di morte, sulle quali nessuno si interroga circa la condizione reali in cui è arretrata (si è arretrata) la condizione di lavoro, a tutti i livelli ( altro che decreto sulla sicurezza).

Nessuno si interroga, inoltre, sulla trasformazione del Sindacato, ma tutti si accorgono di una nuova visibilità: una visibilità buona per la grande kermesse elettorale.

Allora tutti a buttarsi sull'operaio “sopravvissuto” (con tutto il rispetto per i singoli, ovviamente), da fare mucchio con la sorella che assisteva l'ammalato, il generale dell'Afghanistan, l'attrice prestata alla politica: non a caso i due grandi primattori della campagna elettorale solo l'uno diplomato in cinema, e l'altro il “gran maestro” della televisione privata.

Fiction più fiction il “Circo Barnum” delle elezioni italiane procede per la sua strada, spero con gli elettori assolutamente attoniti, anche perché, il 13 Aprile, impossibilitati ad intervenire a far sì che i gruppi dirigenti, quei gruppi dirigenti che hanno organizzato l'operazione, salvino comunque la pelle dei loro privilegi, al di là della vittoria e della sconfitta.

Una annotazione a margine di queste considerazioni di carattere generale la meritano due fatti specifici: lo sciopero della fame del segretario regionale della Liguria del PRC in difesa di una candidatura messa a rischio per chiarire due cose, la prima come un gesto del genere dimostri davvero la degenerazione della vita politica interna di quel partito e la seconda, tanto per entrare nel merito del “caso”, per dire che – comunque – non si difende una “tuta blu” ma un deputato uscente, ex-assessore ai Lavori Pubblici del Comune di La Spezia( tutto ciò avviene, inoltre, nel momento in cui i portuali di Genova negano una candidatura allo stesso partito: capite, i portuali di Genova che per timore di una strumentalizzazione negano la candidatura di un loro esponente ad un partito che si definisce ancora “comunista”. Genova: la città di Remo Scappini e dei moti del Luglio'60); il secondo fatto cui prestare un minimo di attenzione lo merita la “gran rinuncia” al seggio, in favore di un operaio, da parte del professore di diritto romano che svolge le funzioni di segretario “pro tempore” del PdCI. Altro che “gesto generoso”, in questo modo il “nostro” si mette a riparo, parziale, dalla grandine che cadrà dal cielo nel giorno dell'eventuale sconfitta, pronto ad impugnare la bandiera della “falce e martello” in una improvvisa riscoperta identitaria nel momento in cui gli altri soci dell'impresa odierna si butteranno nel vortice del “nuovo soggetto politico” contrassegnato dalle striscette arcobaleno. Un bel colpo, contrassegnato da commenti da libro “Cuore”.

Infine un avvertimento per gli eventuali elettori della Sinistra Arcobaleno: attenzione, in quasi tutte le regioni, in particolare al Senato, votare per la Sinistra Arcobaleno significa non votare una lista ma un collegio uninominale: quello del capolista, poiché difficilmente potranno esserci, circoscrizione per circoscrizione, più di un eletto. Quindi prestare occhio ai “bravi compagni” messi nella lista per far numero e, alla fine, eleggere il solito “professionista dell'ambientalismo”.

Savona, li 9 Marzo 2008

Franco Astengo

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