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    Omaggio a Giorgio Gaber/3

    L'America

    (17 Gennaio 2003)

    A noi ci hanno insegnato tutto gli Americani. Se non c’erano gli Americani a quest’ora noi eravamo Europei. Vecchi, pesanti, sempre pensierosi, con gli abiti grigi e i taxi ancora neri.

    Non c’è popolo che sia pieno di spunti nuovi come gli Americani. E generosi. Gli Americano non prendono mai. Danno, danno.

    Non c’è popolo più buono degli Americani. I Tedeschi sono cattivi. E’ per questo che le guerre gli vengono male. Ma non stanno mai fermi, ci riprovano, c’hanno il diavolo che li spinge: "Dai, dai!".

    Intanto Dio fa il tifo per gli Americani e secondo me ci influisce, non è mica uno scalmanato qualsiasi Dio, ci influisce. E il diavolo si incazza. Stupido, prende sempre i cavalli cattivi. Già, ma non può tenere per gli Americani, per loro le guerre sono una missione. Non le fanno mica per prendere… per dare!

    C’è sempre un premio per chi perde la guerra, quasi, quasi conviene: "Congratulazioni, Lei ha perso ancora!", e giù camion di caffè.

    A loro gli basta regalare. Una volta gli invasori si prendevano tutto del popolo vinto: donne, religione, scienza, cultura. Loro no, non sono capaci.

    Uno vince la guerra, conquista l’Europa, trova lì una lampada liberty che fa, il saccheggio è ammesso, la fa sua. Nooo! Civilizzano loro. E’ una passione. E te ne mettono lì una al quarzo, tutto bianco. E l’Europa con le sue lucine colorate, i suoi fiumi, le sue tradizioni, i violini, i walzer…

    E poi luci e neon e colori e vita e poi ponti, autostrade, grattacieli, aerei… chewing-gum.

    Non c’è popolo più stupido degli Americani.

    La cultura non li ha mai intaccati. Volutamente! Sì, perché hanno ragione di diffidare della nostra cultura, vecchia, elaborata, contorta. Certo, più semplicità, più immediatezza, loro creano così… come cagare!

    Non c’è popolo più creativo degli Americani. Ogni anno ti buttano lì un film, bello anche, bellissimo, ma guai se manca quel minimo di superficialità necessaria. Sotto, sotto c’è sempre il western… anche nei manicomi riescono a metterci gli Indiani! E questa è coerenza.

    Gli Americani hanno le idee chiare sui buoni e sui cattivi. Chiarissime. Non per teoria, per esperienza… i buoni sono loro! E ti regalano una scatola di sigari, cassette di whisky, navi, sapone, libertà, computer, abiti usati, squali.

    A me l’America non mi fa niente bene. Troppa libertà. Bisogna che glielo dica al dottore. A me l’America mi fa venir voglia di un dittatore. Ohhhhh!!! Sì, di un dittatore. Almeno si vede, si riconosce. Non ho mai visto qualcosa che sgretola l’individuo come quella libertà lì. Nemmeno una malattia ti mangia così bene dal di dentro.

    Come sono geniali gli Americani, te la mettono lì. La libertà è alla portata di tutti come la chitarra. Ognuno suona come vuole e tutti suonano come vuole la libertà.

    Giorgio Gaber dal disco "Gaber 96/97" 1997

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