il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Imperialismo e guerra    (Visualizza la Mappa del sito )

I maro' tornano...

I maro' tornano...

(22 Marzo 2013) Enzo Apicella

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Imperialismo e guerra)

saluto alla giornata di lotta e di azione contro la guerra

Vicenza-Camp Ederle 18 gennaio

(19 Gennaio 2003)

Indirizzo di saluto ai partecipanti all'assemblea al presidio, alla marcia per la pace e alla festa in piazza di Vicenza 18 gennaio

Venetocontroguerra aderente all'Answer agisci ora contro la guerra e il razzismo

Vicenza - Camp Ederle 18 gennaio

Salutiamo tutti i partecipanti a questa giornata contro la guerra di Vicenza. Hanno aderito un centinaio di organizzazioni di tutti i tipi, comitati, centri sociali, botteghe del commercio equo e solidale, socialforum, organismi politici di base. Abbiamo visto con grandissimo piacere moltiplicarsi le iniziative in Italia contro la guerra e contro le basi, a Pisa, Napoli, Pordenone, Brescia, Verona, Gaeta, Bologna, La Spezia. E' un'inizio sostanzioso, tanto più che comincia prima che la guerra deflagri.

Da dove viene e come si può far finire la guerra?

Avanti tutta verso Bagdad dice la scritta sul Tank Usa in Kuwait. Ma solo verso Bagdad? O non invece verso tutto il Medio Oriente, il mondo arabo, in un piano strategico neocoloniale, imperialista di dominio depredazione e spartizione di tutta la regione? E poi di lì dalla Macedonia, dalla Turchia, dall'Afghanistan dal Nepal, dal Sud Corea, da Taiwan, dal Giappone verso la Cina? Questa guerra durerà un'intera generazione affermano Bush e Cheney.

Le cause della guerra sono orami evidenti a tutti noi. Il sistema economicosociale capitalista, neoliberista, il sistema imperialista, imperniato sul profitto sul dominio dei grandi gruppi finanziari, di pochi stati supepotenti, Usa sopra tutti, è entrato in una nuova crisi generale (economica, politica e sociale). Di qui il processo di guerra sempre più generale con l'obiettivo di arraffare le ricchezze naturali (primo il petrolio), di ristrutturare, rigerarchizzare la produzione, l'intero dominio, sottomettere i popoli, scomporre e reprimere la classe, prevenire sollevazioni da parte dei molti che cominciano ad essere stufi.

Somme enormi vengono gettate nella guerra e negli apparati repressivi e di controllo mentre si licenzia, si abbassa il tenore di vita della stragrande maggioranza, si distrugge a ritmi accelerati la natura. Se gli Usa sono i capofila dell'avventura bellicista i loro alleati non sono da meno. Berlusconi in testa, con gran parte del ceto politico italiano dalla sua parte. Infame è la decisione di inviare una flotta davanti alla Somalia, infame la decisione di tutto concedere agli americani, il sorvolo, le basi, le infrastrutture, infamissima la decisione di inviare gli alpini in Afghanistan in una loro ennesima infame guerra fatta contro popoli lontani che non ci hanno fatto niente. E intanto licenziamenti, incitamento al razzismo, aumento del carovita.


Riusciremo mai a sbarazzarci della guerra? Noi siamo convinti, per nostra tradizione e convinzione culturale, che alla fine dipenderà solo dalla nostra capacità complessiva di trasformare la guerra imperialista in rivoluzione socialista, com'è già accaduto nelle due guerre mondiali precedenti. E sarà una vasta rivoluzione che metterà fine alla sorgente di tutte le guerre. Siamo parimenti convinti però che solo un enorme movimento di massa, di lavoratori e di popoli di un ampiezza mai vista può essere in grado di un compito così grande  bloccare e rovesciare la guerra infinita. All'interno di quel movimento lottando spalla a spalla, manifestazione dopo manifestazione, sciopero dopo sciopero,sarà trovata la soluzione.


Per una mobilitazione allargata contro la guerra, veramente di massa, noi abbiamo operato; perché ci fosse una amplissima coalizione di forze nella manifestazione di Vicenza Camp Ederle convocata il 18 gennaio in accordo e sintonia con le manifestazioni dei pacifisti dei compagni e degli amici americani, arabi, europei e di molte altre parti del mondo. Per questo noi invitiamo a una grande assemblea regionale contro la guerra dove dia vita a una solida rete regionale, per preparaci alle prossime scadenze a partire da quelle generali del 15 febbraio dove si dovrà cercare di realizzare i primi scioperi di massa contro la guerra e molte altre manifestazioni. Per questo noi invitiamo a formare reti e comitati popolari contro la guerra a livello locale, provinciale, nazionale, che si uniscano a quelle degli altri paesi in una forza globale.

Bush sta dispiegando le sue forze e quelle dei suoi alleati e complici per la guerra contro I'Irak, una battaglia per cui si prevedono mezzo milione di morti in pochi giorni e anche l'uso di armi di sterminio di massa compresa 1atomica, se ci sarà resistenza. Mezzo milione in più del milione e mezzo di morti che ha già procurato un embargo feroce di 12 anni. Impediamo questo nuovo massacro, questo nuovo crimine. Lottiamo contro la guerra in Irak, contro la guerra all'eroico popolo palestinese, contro la guerra ai popoli del mondo intero.


Dispieghiamo anche noi le nostre forze! A una guerra globale infinita rispondiamo con una resistenza altrettanto globale, universale e nello stesso tempo popolare, ramificata, multiforme.

Concludiamo con l'augurio simile a quello che faceva Melandri per quest'anno 2003:

“Verrà il giorno, ne siamo certi, in cui gli oppressi avranno finalmente ragione dei loro oppressori ”.

Tutti uniti contro la guerra!


Vicenza 18 gennaio 2003

VENETOCONTROGUERRA

aderente all’ANSWER act now against war and end racism - agisci adesso contro la guerra e per far finire il razzismo

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «J18 contro la guerra»

Ultime notizie dell'autore «Veneto contro la guerra»

6651