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(17 Aprile 2013) Enzo Apicella

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Palestina: Glossario dell' Occupazione

un 'articolo di informationguerrilla

(20 Gennaio 2003)

Come l'uso delle parole puo' mutare la percezione dei fatti da parte di un pubblico sempre piu' disattento e facile da manovrare.

Il linguaggio e' un mezzo potente ma ingannevole. Esso puo' essere usato per trasmettere la sofferenza di alcuni, ma puo' anche servire per coprire sordide azioni spiacevoli da manifestare apertamente. In nessun luogo piu' che in Israele le parole sono adulterate per fini politici.
Non e' un mistero che Israele impieghi una legione di ben finanziati esperti di propaganda ed utilizzi una schiera di membri compiacenti dei media allo stesso scopo. Proprio come la oscena sproporzione di mezzi militari nel conflitto in atto, anche i mezzi linguistici piu' efficaci restano appannaggio dei propagandisti filo-israeliani.
L'uso che fanno dei termini serve ad offuscare ed a ripulire le azioni israeliane contro una popolazione essenzialmente indifesa, a perpetuare le ingiustizie e contribuisce a continuare l'occupazione ed il furto di piu' terre da parte di Israele.

Per esplicitare la situazione e riuscire a vedere attraverso la nebbia, questo glossario traduce una piccola frazione degli abusati termini del periodo post-Oslo.

Detenzione amministrativa
Arresto senza accuse, processo, giudizio, a volte senza rappresentanza legale, a termine indefinito. La detenzione di solito ha luogo nelle prigioni e nei campi di internamento del deserto del Negev.

Negoziati bilaterali
Confisca di terre. Israele confisca/ruba delle terre, e poi, per legalizzare le sue pretese, imbastisce dei "negoziati bilaterali". Resta sottinteso che non vi sono stati negoziati bilaterali per i palestinesi riguardo le terre all'interno della Linea Verde.

Rete delle autostrade bypass
Strade per soli israeliani attraversanti tutti i territori palestinesi occupati nel 1967 - la manifestazione concreta della politica di apartheid e prepotenza. Tutte le proprieta' palestinesi che si avvicinino di un certo raggio arbitrario alle strade vengono demolite con i bulldozers, tutti gli alberi sradicati. Le autostrade si chiamano "bypass" per il fatto che esse evitano le citta' palestinesi.

Colto nel fuoco incrociato
Deliberatamente assassinato

Checkpoints
Posti di blocco/tortura, che strangolano le attivita' economiche delle citta' palestinesi, chiudendone le strade d'accesso, e torturano il popolo indiscriminatamente, obbligandolo a restarvi per ore, in piedi, sotto il sole cocente o sotto la pioggia e sottoponendolo a vere e proprie vessazioni, fisiche e psicologiche, a discrezione dei militari che lo controllano.

Scontri
Un contesto impari. Il termine "scontri" suggerisce un confronto tra due forze alla pari. Israele, pero', e' il quarto esercito al mondo, il popolo palestinese e' pressoche' indifeso e disarmato.

Aree militari chiuse
Linea rossa che osservatori stranieri e stampa non devono varcare per non essere testimoni dei crimini e delle devastazioni compiuti dalle forze d'occupazione.

Chiusura
Assedio e coprifuoco. Quando il coprifuoco va avanti per settimane rende un inferno la vita dei cittadini civili innocenti.

Ciclo di violenza
Violenza sproporzionata. "Esso suggerisce, nell'ipotesi migliore, due parti equivalenti e non il fatto che i palestinesi resistono con la violenza ad un'oppressione violenta": John Pilger, New Statesman, 1 luglio 2002.
"Si', c'e' un ciclo e la violenza e' sproporzionata, ma cio' che manca e' il contesto. Perche' c'e' violenza? La spiegazione standard, quando c'e', e' che vi sia "odio da entrambe le parti". Ma, dal momento che gli israeliani sono come noi (amano divertirsi ed i bambini) e noi non odiamo nessuno, allora l'odio deve esserci dall'altra parte, da parte dei palestinesi. Aggiungiamo nel mix la storia delle persecuzioni ebraiche e si otterra' un ciclo di violenza basato sull'odio arabo verso gli ebrei. Siamo cosi' arrivati al capolinea della propaganda israeliana": Nabil Abraham.

Democrazia
Etnocrazia sciovinista. Durante gli anni dell'apartheid, anche il Sudafrica si definiva "democratico" e, giustamente, veniva ridicolizzato per questa pretesa. Israele non e' molto diverso, ed il suo sistema politico non puo' definirsi democratico a causa dell'oppressione sistematica verso gli "altri".
La democrazia e' inclusiva: il sistema politico israeliano esclude una larga fetta di popolazione. Israele e' l'unico paese a fare una distinzione tra cittadinanza e nazionalita'. Dunque, i palestinesi che vivono in Israele hanno cittadinanza israeliana ma nazionalita' "araba". La democrazia si applica a coloro che sono di nazionalita' ebraica, non ai cittadini dello stato. Persino i diritti di membri arabi della Knesset sono accuratamente ridotti. I palestinesi dei territori occupati hanno zero diritti (umani e democratici), nonostante siano obbligati a pagare tasse ad Israele - tipico caso di tassazione senza rappresentanza.

Fattori demografici
"Neologismo per impedire agli arabi di sorpassare il numero di israeliani ebrei" - Nabil Abraham

Deportazione
Espulsione o esilio. Definizione di deportazione da dizionario: bandire dalla terra natale una persona indesiderata. Dal momento che i palestinesi sono i nativi, dunque i residenti legali, la loro espulsione e' un esilio imposto. Inoltre, il termine deportazione implica che gli israeliani stiano perseguendo procedure legali. La natura dubbia dei processi d'appello e la demolizione sistematica e simultanea delle abitazioni delle vittime violano le Convenzioni di Ginevra.

Risposta sproporzionata
L'ammonimento piu' severo fatto dal governo USA riguardo ai bombardamenti e gli assassinii perpetrati da Israele. Per implicazione, e' accettabile la risposta "proporzionata" - cioe' uccidere meno persone. Il fattore complicante delle solite azioni israeliane e' la copertura da parte della stampa. Comunque, le risposte "proporzionate" sono, di norma, ignorate.

Territori disputati
Territori occupati. Questo termine fu coniato dall'amministrazione Clinton. Il suo linguaggio riflette la preferenza politica e la natura dei "mediatori" USA (vedi "onesto mediatore")

Fatti sul terreno
Colonie. Al meglio esse vengono considerate merce di scambio, al peggio vengono considerate immutabili.

Negoziato dello status finale
Chimera. La struttura di Oslo prevedeva negoziati che trattassero fatti importanti per risoluzione del conflitto. Ma questo tipo di negoziati veniva sempre rimandato al futuro. I negoziati reali trattavano sempre di questioni di interesse israeliano, come ad esempio la sicurezza, la confisca di ulteriori terre (vedi Rete delle autostrade bypass) etc...

Generosa offerta
Richiesta di resa totale. Tutto cio' che Israele offre e' generoso, e dovrebbe essere accettato. La "generosa offerta" di Camp David consisteva nell'offerta di una frazione dei Territori Occupati, senza controllo sui confini, limitata rimozione degli insediamenti e nessuna sovranita' e questo fu definito "generoso". Nei negoziati leali e senza secondi fini, ogni parte ha il diritto di rifiutare un'offerta senza essere minacciata.

Zone verdi
Fuori i palestinesi. "Aree residenziali palestinesi occupate da Israele, che Israele definisce "protette per ragioni ambientali". Un colpo di mano legale per impedire lo sviluppo palestinese". - Nabil Abraham

Trattenuto in detenzione
Ostaggio. Pratica comune durante la prima intifada, mediante cui le forze israeliane d'occupazione imprigionavano membri della famiglia di persone ricercate. DEcine di ostaggi libanesi hanno languito in carcere senza imputazione, processo e senza prospettiva di venirne fuori. Shaykh Ubayd e' trattenuto, in questo modo, da piu' di 13 anni. La loro prigionia continua anche se l'occupazione israeliana del Libano del sud e' parzialmente finita.

Onesto mediatore
Gli Stati Uniti. Il paese che fornisce ad Israele la maggior parte delle armi ed il maggior sostegno economico - miliardi di dollari all'anno a fondo perduto.

Incursione
Attacco. "L'ultimo eufemismo, "incursione", e' stato preso dal vocabolario di bugie coniato in Vietnam. Significa assalire degli esseri umani con carriarmati ed aerei da guerra". - John Pilger, New Statesman, 1 luglio 2002.

Instillare odio
Le notizie, la cultura e l'educazione palestinese. Insomma tutto cio' che descrive le conseguenze dell'occupazione al suo popolo. Il termine "instillare l'odio" e' usato per descrivere ogni agenzia informativa palestinese che racconti cio' che e' avvenuto ed avviene in Palestina. E' la giustificazione per i bombardamenti, le chiusure e le distruzioni di televisioni, radio, e giornali palestinesi e per l'attacco a diverse scuole. E' inoltre una giustificazione per impedire a tutti giornalisti palestinesi di essere accreditati. Infatti agli israeliani non piace essere definiti assassini, ladri e occupanti. Ai palestinesi non e' permesso convogliare ad altri le loro esperienze. L'esistenza dei palestinesi e' criminalizzata, e cosi' pure la loro voce.

IDF- Forze Israeliane di Difesa
Forze d'occupazione. L'acronimo conferisce una certa legittimita', ma e' un eufemismo fuorviante per un esercito d'occupazione pienamente equipaggiato.

Azionare la leva
Offerta che non puoi rifiutare. "In pratica, Israele ha in mano la maggior parte delle "carte" ed usa la popolazione palestinese come ostaggio per obbligare la leadership palestinese a concedere richieste sempre piu' onerose" - Dott. Majed Nassar.
Israele desidera determinare la struttura dei negoziati sulla base della forza piu' che su quella della giustizia.

Uomo di pace
Criminale di guerra.

Militanti
La resistenza. I media occidentali non possono riferirsi alla resistenza palestinese come "militari", perche', ovviamente, questo termine non puo' essere applicato in questo contesto. Il termine "militanti", a questo punto, convoglia comunque l'immagine di bande armate, e dunque rende piu' semplice giustificare gli assassinii israeliani. (vedi assassinii mirati)

Moderata pressione fisica
Tortura. Israele e' l'unico paese al mondo in cui la tortura sia legalizzata ed usata di routine.

Crescita naturale
Espansione premeditata delle colonie. Giustificazione per continuare ad espandere le colonie. Ogni volta in cui si chiede ad Israele di smettere di costruire insediamenti coloniali su territorio occupato, esso risponde che che l'espansione delle colonie esistenti e' necessaria per soddisfare la "crescita naturale", cioe' l'arrivo continuo di immigranti colonialisti. Molte colonie hanno una grossa percentuale di case vuote. Per quale motivo c'e' bisogno di ulteriore espansione?

Neighbor practice (Uso di residenti)
Scudi umani. "L'uso di un residente locale come scudo umano e' un crimine di guerra. Cio' e' stato confermato, in televisione, dall'ex presidente della Corte Suprema Militare. La Quarta Convenzione di Ginevra proibisce espressamente l' uso di persone "protette" (come la convenzione definisce gli abitanti di un territorio occupato) a questo scopo. Questa pratica, come quella di obbligare i residenti a girare attorno ad una costruzione che si sospetta sia stata minata, e' simile all'assassinio di ostaggi in rappresaglia per azioni della resistenza. Questa e' una pratica molto utilizzata, a cui e' stato dato un appellativo militare regolare, "neighbor practice". - Uri Avnery, Palestine Chronicle, 19 agosto 2002.

Dintorni
Colonia. Gli israeliani ed i loro apologeti insistono che Gilo sia un altro dei dintorni di Gerusalemme. In effetti, esso e' stato costruito su territorio illegalmente confiscato, dunque e' una colonia.

Senza permesso di costruzione
Ordine di demolizione. Una scusa per demolire le case palestinesi. Le costruzioni israeliane costruite senza permesso sono risparmiate e, difatti, nessuna abitazione israeliana e' stata mai demolita per tale motivo. In genere, i palestinesi non ottengono il permesso di costruire.

Operazione X
Un altro attacco. Alle operazioni militari viene dato un nome che le renda piu' gradevoli - si tratta di un vecchio trucco militare. Ogni giornalista che si riferisca ad un attacco su di un campo profughi utilizzando il nome dato dai militari all'operazione, come minimo, non e' obiettivo.

Processo di pace
[Nota: la pronuncia, in inglese, di questo termine, da parte di Ariel Sharon e' "piss process". Sharon si riferisce spesso alla "pace" come ad un risultato. Lui e' sempre a favore del "processo di pace", mai della pace].
Trucco per placare l'opinione pubblica mondiale. Processo perpetuo che non intende giungere a nessuna conclusione. Mezzo per guadagnare tempo e consolidare la presa israeliana sui territori occupati, espandendo i "fatti sul terreno", cioe' le colonie. Dal loro punto di vista, piu' lunghi sono i negoziati che portano ad infinite trattative, meglio e'. Di tanto in tanto, se i negoziati fanno progressi, c'e' bisogno di una pausa, ad esempio le elezioni, dopo le quali e' tempo di ricominciare tutti i negoziati daccapo.

Investigazione pendente
Caso chiuso. Di 25 investigazioni condotte dall'esercito israeliano negli ultimi 22 mesi, sei sono state chiuse senza alcun risultato, le altre devono ancora essere completate. "L'esercito difficilmente apre inchieste su casi di omicidi extragiudiziari", ha detto Lior Yavne, portavoce di Bet'selem. "L'esercito si comporta fondamentalmente con impunita'. I soldati hanno capito che possono fare tutto cio' che vogliono senza affrontare problemi" - Marie Colvin, "Morte crudele di un eroe locale della Cisgiordania", Sunday Times, 21 luglio 2002.

Ritiro a tappe
Spostamento a malincuore delle forze d'occupazione da un'area scelta a caso, secondo una tabella di date che esso determina, ma solo dopo aver avuto la garanzia che la popolazione locale sara' controllata a soddisfazione. Chiaramente non vengono smantellate le colonie, ma viene solo sgombrata l'area in cui il costo dell'occupazione e' divenuto troppo alto.

Prova di residenza
Confisca della carta d'identita'. I residenti palestinesi di Gerusalemme sono spesso obbligati a mostrare le loro carte d'identita' come prova dei loro diritti di residenza. Spesso la polizia le confisca e colui che subisce la confisca perde il diritto di residenza. Le famiglie coinvolte spesso perdono le loro abitazioni e vengono "trasferite". Le vittime di questa politica di "transfer" burocratico sono migliaia. Le carte d'identita', di norma, non vengono sostituite: le vittime, infatti, non possono dimostrare la loro residenza perche' la carta precedente e' stata confiscata. Fotocopie della carta d'identita' non vengono considerate prove valide per la sostituzione dei documenti.

Processo di riforme
Selezione di un satrapo. Trasformazione politica volta ad investire [col potere] i collaboratori di Israele e Stati Uniti. Ogni politico che lo abbia sottoscritto accetta di opprimere il suo popolo per andare incontro alle richieste israelo-americane. Arafat lo aveva a suo tempo sottoscritto, poi se n'era vergognato.

Rimozione della copertura
Pretesto per "spianare" le abitazioni, "ripulire" i campi coltivati eccetera. Rendere la Cisgiordania e Gaza dei paesaggi lunari.

Moderazione
Aggressione piu' gentile. "Se questo e' l'ultimo dei trucchi militari israeliani, la realta' e' che anche la "moderazione" da parte di Israele e' sufficiente a rendere un inferno la vita dei palestinesi. L'esercito non puo' magari continuare a distruggere vaste porzioni delle citta' palestinesi, ma puo' continuare a terrorizzare la popolazione civile sparando indiscriminatamente. I coprifuoco vengono imposti per settimane senza che se ne abbia notizia, rendendo la vita dei palestinesi insopportabile ed umiliante". - Jonathan Steele, The Guardian, 9 agosto 2002.

Rappresaglia (ovvero Israele non inizia mai la violenza, risponde sempre)
Terrorismo di stato. Le azioni considerate "rappresaglia" sono: (1)punizione collettiva di obiettivi che nulla hanno a che vedere con l'azione originale e (2)totalmente sproporzionate rispetto all'azione originale. Entrambe le azioni sono violazioni delle Convenzioni di Ginevra. Molte volte Israele ha fatto saltare un "cessate il fuoco" con assassinii extra-giudiziari e azioni deliberate volte ad inasprire la situazione.

Diritto al "Ritorno"
Far entrare quanti piu' ebrei e' possibile e scacciare i palestinesi. "Riteniamo moralmente sbagliato che questo diritto legale sia concesso a noi, mentre il popolo che avrebbe maggiore diritto ad un genuino "ritorno", dopo essere stato costretto ad andar via con la forza e la minaccia del terrore, ne viene escluso", lettera di ebrei britannici che rinunciano al loro "diritto al ritorno", The Guardian, 8 agosto 2002.
Il "diritto al ritorno" richiede la determinazione a scacciare la popolazione nativa.

Rocce
Pietre. I palestinesi lanciano pietre ai soldati nei carriarmati e nei veicoli corazzati - un simbolo di sfida e resistenza.

Sicurezza
La loro sicurezza. Richiede che gli occupanti non siano attaccati, e che la violenza non entri in Israele. Il termine "sicurezza" si riferisce sempre a quella di Israele, mai a quella palestinese.

Insediamento
La terra rubata. Villaggi per soli ebrei costruiti su terra confiscata ai palestinesi in maniera violenta. Lo scopo degli insediamenti e' ottenere una pretesa permanente in quella terra ed impedire la formazione di uno stato palestinese. Questi villaggi appaiono sempre sulle mappe israeliane, mentre i villaggi palestinesi la cui terra e' stata confiscata per la costruzione degli insediamenti, scompaiono prontamente dalle stesse mappe.

Roccaforte del terrorismo
I campi profughi, abitati da centinaia di migliaia di palestinesi scacciati dai villaggi conquistati da Israele.

Sospetto
Motivo valido per imprigionare o assassinare (vedi detenzione amministrativa)

Assassinii mirati
Assassinio in cui un comandante militare ha il ruolo di giudice, giuria e boia. La Convenzione di Ginevra lo definisce "crimine di guerra".
"Nessuno si chiede se tutte quelle persone assassinate siano davvero terroristi, o vi siano prove che essi lo erano, o che lo potessero diventare". - Edward Said, Punizione in Dettaglio, 8 agosto 2002.

Terrorismo
Resistenza, violenza in risposta. Una popolazione oppressa ha il diritto di resistere e di usare violenza se non ha alternative. La sua violenza e' definita "terrorismo" ed e' considerata "illegittima". La violenza di Israele e' sempre dipinta come quella dalle caratteristiche del "riscatto".

Pianificazione urbana
"Eufemismo per la sostituzione dei palestinesi con gli ebrei, reminiscenza di alcuni usi della "pianificazione cittadina" negli USA" - Noam Chomsky, La Nuova Intifada

Transfer
Osceno eufemismo per "pulizia etnica", il quale e' esso stesso un eufemismo.

Rapporti non confermati
Racconti dei furti ad opera delle forze israeliane. I rapporti sono confermati solo quando lo dicono gli israeliani o quando li riporta qualche giornalista occidentale. Il racconto palestinese dei fatti non e' sufficiente a sottoscrivere un rapporto, e, al massimo, viene accompagnato dall'aggettivo "presunto".

Fonte

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