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Ricostruiamo un Partito Comunista

Intervista a Leonardo Masella, capogruppo Prc in Emilia-Romagna

(15 Aprile 2008)

15 Apr. - Dopo il disastroso risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno, abbiamo intervistato Leonardo Masella, capogruppo in Emilia Romagna che lancia un appello per una ricostruzione di un partito comunista.

Cosa ne pensa del terremoto che ha colpito la sinistra?

Le cose sono chiarissime. Si tratta di una catastrofe in gran parte annunciata (anche se non di queste dimensioni) e le cause fondamentali sono due: per prima cosa la partecipazione, decisa da Bertinotti nel congresso di Venezia, al Governo Prodi. Questi due anni di partecipazione ad un governo moderato e incapace, subalterno alla Confindustria, ai banchieri dell’Unione Europea e alla Nato, ha prodotto il crollo di fiducia di lavoratori, dei precari e dei giovani che vedevano Rifondazione Comunista come un riferimento. La seconda causa, strettamente collegata alla prima, è l’anticomunismo. Bertinotti è stato il paladino dell’anticomunismo perché ha manifestato continuamente la sua intenzione di liquidare il partito e gli ideali comunisti fino ad arrivare a voler togliere a tutti i costi la falce e il martello dal simbolo della sinistra arcobaleno che così si è confusa con tutti gli altri simboli.

Quale pensa che potrebbe essere il rimedio?

Il gruppo dirigente deve dimostrare un minimo di dignità come ha fatto Boselli che si è dimesso. Non bastano le dimissioni di Bertinotti, tra l’altro annunciate già da tempo, si deve dimettere Giordano e tutta la segreteria. Bisogna, inoltre, evitare ogni forzatura antidemocratica prima del congresso. La sinistra arcobaleno è finita ma bisogna fare il congresso subito, prima dell’estate, in modo da restituire la democrazia agli iscritti, per cambiare radicalmente linea politica e gruppo dirigente.

Quale linea politica bisogna adottare adesso?

Sicuramente non bisogna sciogliere Rifondazione, ma chiudere l’esperienza della Sinistra Arcobaleno e aprire una fase di ricostruzione di un forte partito comunista con tutti quelli che ci stanno, per ricomporre la diaspora comunista che ci è stata da quando Bertinotti è diventato segretario. Adesso lui uscirà dalla scena politica e la diaspora da lui prodotta va chiusa. Questa nuova forza comunista, sarà a disposizione per le lotte, i movimenti, i lavoratori e per tutta la sinistra. Lo scenario che si va delineando a sinistra, infatti prevederà due partiti, il Partito Democratico e una forza comunista. Vorrei lanciare, infine, un appello a tutti i compagni, gli iscritti, a non aspettare le direttive dall’alto ma ad agire e prendere iniziative; in parole povere, a riprendere in mano il destino del partito e del comunismo. Il comunismo è il futuro, il capitalismo è il passato. (M. Patrizia Simili).

(Dal Sito www.clandestinoweb.com)

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