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Vicenza: Duemila sfilano per la pace

Un corteo ieri pomeriggio a Vicenza con presidio alla Ederle e comizio in piazza (articolo de Il Giornale di Vicenza)

(19 Gennaio 2003)

È stata una vera marcia della pace. Nella giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra circa 2000 manifestanti - 1500 secondo i dati della questura - hanno sfilato dalla caserma Ederle di Vicenza fino in piazza dei Signori. Ufficialmente niente partiti, circa novanta le associazioni che hanno aderito.

Ma secondo la questura nel corteo c’erano anche molti rappresentanti di gruppi anarchici provenienti da altre regioni. La composizione della manifestazione era in effetti composita, esattamente come le bandiere della pace che sventolavano nel corteo: dai gruppi di estrema sinistra a quelli d’ispirazione cattolica. Come previsto qualche disagio alla circolazione si è verificato, in particolare dalle 14 e 30 in zona est, e fino alle 17 e 30 circa, quando è iniziato il comizio in Piazza dei Signori. Non si sono registrati incidenti. La giornata di mobilitazione internazionale "No alla guerra in Iraq", promossa dalla coalizione internazionale Answer, é iniziata al mattino, quando un centinaio di rappresentanti delle associazioni aderenti si sono ritrovati nel centro di via Maurisio per un comizio. Alle 14 e 30 erano circa cinquecento i partecipanti che si sono dati appuntamento di fronte alla caserma Ederle, punto di partenza della marcia. Non sono mancati in questa fase slogan che hanno creato qualche imbarazzo tra i pacifisti cattolici in dissenso con le esternazioni antiamericane e antiisraleliane, ma anche contro la Finanziaria, il Governo, i paesi industrializzati. Verso le 15 e 30 il serpentone ha cominciato a muoversi, controllato anche dall’alto da un elicottero dei carabinieri. A quel punto i manifestanti erano circa un migliaio mentre gli agenti dispiegati erano qualche centinaio. Lentamente, con gli striscioni spiegati e sventolando le bandiere dell’arcobaleno, i pacifisti si sono avviati a piedi lungo viale della Pace, corso Padova fino a corso Palladio. Sulle note di "O bella ciao" i manifestanti hanno raggiunto piazza dei Signori.

Proprio in piazza dei Signori, all’arrivo del corteo, intorno alle 17, si è registrato il numero maggiore di partecipanti. Mentre i volontari di Unicomondo offrivano cioccolata e vin brulè equo solidali per combattere il freddo, sono iniziati gli interventi degli ospiti invitati dal comitato organizzatore.

Hanno parlato don Albino Bizzotto, presidente dei Beati Costruttori di Pace, Sergio Carraro, direttore di Contropiano, padre Adriano Sella, missionario saveriano, Bepi De Marzi fondatore dei Crodaioli e Luigi Saraconi, casco bianco dell’associazione Papa Giovanni XXIII.

«Vedere il collettivo Spartakus e la rete Liliput insieme? ha detto Filippo Magnaguagno, uno degli organizzatori- è la testimonianza che, pur proveniendo da esperienze completamente diverse, su un tema come quello della pace è possibile trovare un percorso comune. Abbiamo incontrato grande disponibilità anche da parte delle forze dell’ordine. La Digos ha chiesto per le prossime manifestazioni di fornire il numero di un rappresentante di ogni associazione e ci ha messo a disposizione un recapito in modo che ci possa essere la maggiore collaborazione possibile».

Intanto gli organizzatori incontreranno nei prossimi giorni (forse lunedì) il vicesindaco Sorrentino sempre nell’ottica della massima collaborazione. «Auspichiamo che il comune di Vicenza prenda a breve una posizione sulla questione irachena come hanno fatto altre municipalità d’Italia e del mondo» ha concluso Magnaguagno, della rete Liliput. Anche a New York, Washington e in altre città del mondo si tengono da ieri, giorno del compleanno di Martin Luther King, manifestazioni simili al corteo pacifista che ha attraversato la città. Un evento che secondo gli organizzatori e al di là dello schieramento politico, è da considerarsi «un punto di partenza importante per lo sviluppo della cultura del pacifismo italiano».

La giornata si è conclusa in serata con i concerti dei Rasta Barra Djiembé, Le Totemmes e Hell Dwellers. Non si sono verificati episodi spiacevoli, solo un manifestante è stato identificato perché stava imbrattando un muro con una scritta.

Federico Ballardin

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