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(17 Marzo 2011) Enzo Apicella
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25 aprilelettorale? No! grazie.

(23 Aprile 2008)

Bisognerebbe liberarlo sul serio, questo 25 aprile, stritolato nella morsa del ballottaggio, costretto a “scegliere”tra la padella fascista e la brace clerico-Rutelliana, trasformato da giornata di lotta antifascista a comitatone civico-elettoralistico.
Il recente risultato elettorale, quello della semplificazione bipolare nella tendenza bipartita, sta accelerando questa trasformazione, moltiplicando gli ultimi attacchini della “sinistra radicale” in estinsione “preoccupati” dalle “nuove” destre…

Ma fateci il piacere!
Invece di prendere atto, di fronte all’evidenza, della fine di 2 tragiche illusioni, quella della graduale trasformazione sociale dall’interno del sistema e quella delle “sponde” istituzionali “utili“ai movimenti, si cerca di riesumare il cadavere dell’unita’ contro l’uomo nero.
Gli stessi che addossano al P.D. la responsabilita’ del loro tracollo, oggi invitano tutti a saltare sul carrozzone di Rutelli per fermare Alemanno, non vergognandosi di strumentalizzare anche la memoria della resistenza.
Come se i fascisti non fossero stati liberati, sdoganati, accolti nei vecchi parlamenti pieni di sinistre ed utilizzati nei governi e nelle stragi da quella stessa democrazia borghese perfettamente intercambiabile ed alternativamente utilizzata dai padroni insieme al fascismo.

La nuova, matura, attuale liberazione di classe e’ quella dai camaleonti della politica e del sindacato di stato, come sempre pronti a grandi intese ed a neoconcertazioni in onore della riforma istituzionale, della riscrittura costituzionale, dell’attacco al lavoro salariato.

La verita’ e’ che sono tutti d’accordo, perche’ sono tutti schiavi dei loro padroni europei!
I programmi delle 2 coalizioni, vincente o perdente che siano, sono scritte a Bruxelles.
I politici di qualsiasi colore, per essere promossi e continuare a fare la bella vita, devono superare gli esami di Almunia.

E’ per questo che ci asteniamo, anche se non votare non basta!
Ci aspetta una lunga stagione di combattimento ed organizzazione di classe, contro il governo unico del bipartito e gli inevitabili bidoni sindacali.
La situazione e’ dura, i rapporti di forza sono a noi sfavorevoli, ma, se e’ vero che la delusione puo’ generare scoramento ed abbandono, favorisce anche chiarezza, comprensione e schieramento netto, incompatibile.

Certo, c’e’ da chiudere il conto con mitologie dure a morire, da quelle dell’ ennesima ricostruzione di “sinistre plurali” a quella piu’ infida di una “comunanza” extraparlamentare tanto episodica quanto non voluta e passeggera.
Oggi, di fronte alla diffusione “manu-elettorale” di un “extraparlamentarismo di massa”, di fronte agli orfani delle mille “sponde” perdute, va riproposto il nostro antiparlamentarismo, unica garanzia di un reale antifascismo di classe.

IL NASO, TURATEVELO VOI!

COORDINAMENTO PER L’AUTONOMIA DI CLASSE

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