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Inaudita repressione contro il referendum

I Cobas sull'annullamento di 4 consultazioni referendarie

(20 Gennaio 2003)

Gravissima, intollerabile, inaudita, ma soprattutto repressiva la decisione che la Corte Costituzionale (ma sarebbe molto più giusto dire, gli “sponsor” politici della Consulta) ha preso oggi, annullando ben quattro su sei dei referendum sui quali i Cobas, Prc, i Verdi ed altre forze avevano raccolto complessivamente quasi 4 milioni di firme.
Si è creata un’alleanza politica trasversale tra forze del centro-destra e del centro-sinistra per cancellare dei referendum pericolosi per gli equilibri politici esistenti, avversati dalle forze parlamentari e sindacali che le leggi in questione avevano voluto o non avevano osteggiato, ma popolarissimi tra i /le cittadini/e italiani/e.
E in particolare è stato annullato il referendum che avrebbe cancellato la ignobile legge di parità scolastica e i finanziamenti alle scuole private, imposti dal centro-sinistra e ampiamente utilizzati dal centro-destra. Era il referendum che partiva di certo con il favore del pronostico (in ben 5 sondaggi effettuati negli ultimi tre anni dagli istituti di rilevazione statistica, tra il 65% e l’80% dei/delle cittadini/e italiani/e si era pronunciato contro i finanziamenti alle scuole private e contro la legge conseguente) e che poteva trascinare alla vittoria anche gli altri.
La Consulta lascia in piedi solo il referendum sull’articolo 18 (più quello sull’elettrosmog) per ingigantire una campagna astensionistica che si annunciava già pericolosa, per isolarlo e destinarlo alla sconfitta, con piena gioia di centro-destra, centro-sinistra e gran parte dei sindacati confederali (tranne alcuni settori CGIL).

Naturalmente questo non bloccherà la nostra lotta contro la privatizzazione della scuola, e i finanziamenti alle scuole private, né la campagna per la partecipazione al voto e per il sì nei confronti dei referendum sopravvissuti: ma oggi dobbiamo soprattutto invitare i/le cittadini/e, italiani/e ad esprimere la loro indignazione per la repressione spietata, effettuata dalla Consulta nei confronti della volontà popolare che non potrà esprimersi liberamente su una questione cruciale come la privatizzazione della scuola; e che si vuole convincere forzosamente che l’unico modo per esprimersi politicamente oggi è scegliere tra il martello del centro-destra e l’incudine del centro-sinistra.

Roma 15 gennaio 2003

Piero Bernocchi
Portavoce nazionale Cobas

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