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(31 Marzo 2011) Enzo Apicella
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(18 Maggio 2008)

Sta accadendo di nuovo. E anche stavolta è sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo; anche stavolta crediamo alla propaganda e non ci rendiamo conto dell’orrore. Ma non potremo usare la stessa scusa una seconda volta.

Sta accadendo di nuovo. E anche stavolta è sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo; anche stavolta crediamo alla propaganda e non ci rendiamo conto dell’orrore; anche stavolta mentre in qualche modo, chi più chi meno, la gente si lascia convincere e trascinare nell’odio e nel pregiudizio razziale costruito ed alimentato ad arte, noi stiamo a guardare perché dopotutto –pensiamo- un certo limite non lo si potrà superare. Anche stavolta, quando tutto questo sarà finito, tra molti o pochi anni, diremo che non sapevamo, che non potevamo immaginare… e lo diranno anche i tanti “bravi cittadini” che oggi sono per la tolleranza zero in preda all’isteria securitaria. Ma sarà ammissibile pensare di cavarcela un’altra volta con la stessa scusa? Credo proprio di no.

Le forze realmente democratiche e progressiste, la vera sinistra sociale e politica di questo Paese hanno subito una grave sconfitta negli ultimi anni, ma di fronte al ritorno della persecuzione razziale, delle deportazioni nei lager (oggi li chiamano CPT), dei pogrom, addirittura di ordinanze e leggi razziali che additano un popolo (i rom) come pericolo ed emergenza nazionale, di fronte ad una campagna propagandistica degna di Goebbels, atta ad istigare il pregiudizio e l’odio razziale nella popolazione, campagna che va avanti da mesi ad opera di mass media e uomini politici di tutto l’attuale arco parlamentare (e a volte anche di quello passato, vedi il caso gravissimo di Apuzzo dei Verdi a Rozzano), di fronte a tutto ciò è dovere di ogni cittadino e di ogni forza di sinistra, democratica, anti-razzista opporsi e far sentire la propria voce, ora.

Scendere in piazza, fare controinformazione militante, smascherare le menzogne della propaganda a cominciare dalla montatura del rapimento della bambina di Napoli (che fa leva su uno dei pregiudizi sui rom piu’ antichi, risalente al Medioevo), evidenziandone le contraddizioni e la stranezza del fatto che queste non siano state colte da polizia e magistratura. Svelare le tecniche della propaganda, portare solidarietà militante e concreta al popolo rom e additare alle masse i veri nemici: una classe dominante che si arricchisce alle spalle della popolazione TUTTA (italiani e non) creando miseria ed emarginazione. Una classe dominante che ha bisogno di stranieri e clandestini ricattabili e deboli per sfruttarli in modo barbaro e arricchirsi sempre di più e contemporaneamente li addita come nemici, pericolosi, criminali per renderli più deboli e per indebolire nello stesso tempo anche i lavoratori italiani; per fornire un capro espiatorio proprio come fece il nazismo con gli ebrei e con gli stessi rom in un altro periodo di crisi economica.

Questo è quello che va detto: siamo tutti rom, siamo tutti clandestini, perché siamo tutti sfruttati. La vera emergenza sicurezza è quella che ammazza quattro operai al giorno nelle fabbriche e nei cantieri, che ne fa ammalare e ne mutila tanti di più perché per i padroni i profitti non sono mai abbastanza. La vera emergenza è quella di non riuscire ad arrivare a fine mese e spesso nemmeno alla terza settimana. La vera emergenza è la precarietà sul lavoro, i turni massacranti, lo smantellamento di tutte le conquiste dei lavoratori e della Costituzione, l’attuazione del piano Gelli con il consenso di maggioranza e opposizione.

E’ un dovere storico a cui sono chiamate tutte le forze democratiche e a cui la sinistra non può sottrarsi se non vuole davvero scomparire, invece di occuparsi in modo miope e colpevole solo della legge elettorale per le europee.

Dove sono le forze di sinistra, le forze democratiche napoletane? Dove erano mentre era in atto il pogrom? Dove sono ora? Avremmo dovuto accorrere tutti lì, a Ponticelli, in migliaia a difendere i rom e con essi la democrazia e la civiltà; metterci tra i rom indifesi e le bande per fare quello che le forze dell’ordine non hanno fatto pur essendo loro compito: impedire che il pogrom avvenisse. Questo vale per Napoli come per tutte le altre città : Milano, Roma, dove c’è uno sgombero forzato, una ronda che va a minacciare e a intimidire, dovunque ci siano persecuzioni razziali poco importa se promosse da bande di cittadini (come successe anche dopo l’omicidio Reggiani a Roma) o dalle stesse istituzioni, là dovrebbero scendere in piazza per opporsi tutte le forze democratiche e progressiste.

Il 21 maggio a Napoli ci sarà il primo Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi IV. Sarebbe bello, anzi doveroso indire una manifestazione cittadina per andare a gridare al governo e al mondo che noi non ci stiamo, ripudiamo il razzismo, il pacchetto sicurezza, che siamo dalla parte dei rom. Not in my name.

Non potremo usare la stessa scusa una seconda volta.

Adriana Stazio - Napoli

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