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(Nucleare? No grazie!)

Dalla dipendenza dal petrolio alla dipendenza dall’uranio

(23 Maggio 2008)

Il delirio di onnipotenza, scaturito dalla ampia vittoria elettorale, fa commettere il primo errore alla destra che vuole mettere un cantiere un progetto di costruzione di parecchie centrali nucleari, in numero sufficiente da coprire una parte consistente del fabbisogno energetico italiano.
Per capirci, l’Inghilterra con le sue 8 centrali produce meno del 20% del suo fabbisogno, quindi se parliamo di un 40% del nostro consumo elettrico, bisogna parlare di 20 centrali della stessa potenza di quelle inglesi.
L’altra cifra che mi interessa dare e che non sembra rilevante per i grandi strateghi del nucleare, è che l’uranio è in pochissime mani. Se i paesi che già possiedono la tecnologia nucleare volessero produrre con l’atomo tutta l’energia di cui hanno bisogno, l’uranio disponibile sulla terra di esaurirebbe nel corso di 10 anni (fonte: Sole 24 ore, 8 novembre 2007).
E si parla di costruire nuove centrali in Italia, mentre le vecchie che dovevano essere demolite e i rifiuti radioattivi messi in sicurezza, sono ancora lì, molto pericolose. Dopo 20 anni, non è stato ancora trovato un sito dove stoccare le scorie che restano radioattive e letali per 250.000 anni (vedi “energia nucleare, il grande imbroglio” del 1maggio 2008 in cui ho parlato anche dei costi).
Questo progetto ha immediatamente riscosso il plauso degli industriali e il “niente pregiudizi” del ministro ombra del Pd Colaninno, e come si vede le differenze fra la destra e il “centro” di Veltroni non esistono proprio e, per entrambi, il “popolo sovrano”, che in un referendum bocciò il nucleare nel 1987, non conta proprio nulla.
Si fidano del fatto di avere in mano tutti i “media”, RAI compresa, che sono capaci di creare qualunque consenso anche se proponi rischi per la vita e la salute dei cittadini sudditi, ingannandoli e ricattandoli con la grande occupazione che tale piano procurerebbe.
Spero proprio che questa follia nuclearista faccia compattare un fronte, non di sigle superstiti dalla disgregazione della sinistra, né dei vecchi personaggi che sostennero il governo Prodi, ma un fronte di cittadini che intendono impegnarsi in modo diretto sul territorio, come è stato fatto a Scanzano contro il deposito di scorie radioattive, a Vicenza contro il raddoppio della base Usa, e contro la TAV in Val di Susa, accompagnato da una massiccia campagna di controinformazione su internet e dovunque è possibile arrivare con iniziative e manifestazioni.
Una nuova classe dirigente può uscire solo dall’impegno diretto, insieme ai cittadini e alle popolazioni locali, per difendere il proprio diritto alla salute e alla sicurezza, anche perché in Parlamento non vi è nessuno che è disposto a farlo.
Vanno contrastati già da subito con esempi concreti come quelli della Spagna, che produce già il 25% del suo fabbisogno energetico con le rinnovabili, e ha in costruzione 20 grandi centrali solari termodinamiche del progetto di Rubbia che raddoppieranno la produzione elettrica.
Il solare termodinamico in grandi centrali e il fotovoltaico diffuso su tutti i lastrici solari delle case e delle fabbriche,, è in grado di produrre indefinitivamente, senza alcun pericolo né emissione, il 100% del fabbisogno elettrico di qualsiasi nazione, basta sceglierlo e realizzarlo, e non vi sono ostacoli né tecnici, né di sicurezza.
Volendosi avventurare in una riflessione quasi filosofica, dà da pensare il fatto che pur essendoci su un piatto della bilancia una energia sicura, eterna, pulita, e sull’altro una energia pericolosa basata su di una materia (uranio) in rapido esaurimento, non si scelga con immediatezza ed evidenza la cosa migliore. Vi è qualcosa di oscuro nella mente degli uomini che vengono affascinati dal pericolo, dal desiderio di dominio sulla natura, dal rischio di autodistruzione, anche se forse si tratta solo di voler concentrare in poche mani il monopolio energetico.
Lasciamo i dottor Stranamore dell’uranio a bocca asciutta, facciamo prevalere gli interessi dei cittadini e dell’ambiente, e cominciamo a delegittimare questa destra così arretrata e pericolosa.

23 maggio 2008

Paolo De Gregorio

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