il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Imperialismo e guerra    (Visualizza la Mappa del sito )

Uccidevano per divertirsi

Uccidevano per divertirsi

(28 Settembre 2010) Enzo Apicella
Soldati usa in Afghanistan

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

APPUNTAMENTI
(Imperialismo e guerra)

  • 11 Dicembre 2019 - Milano
    Guerra permanente e rivolta sociale
    Ruolo e presenza militare dell’Italia
    Libano, Iraq, Iran, Kurdistan e….

SITI WEB
(Imperialismo e guerra)

Luci e ombre. Breve bilancio del boicottaggio della fiera del libro

(23 Maggio 2008)

Il boicottaggio della Fiera del Libro si può definire soddisfacente sia per quanto riguarda la campagna di denuncia dei crimini di Israele e la diffusione di posizioni politiche volte a superare l'apartheid in Palestina (antisionismo, stato unico etc.), sia per l'effettivo calo di visitatori che hanno frequentato il Lingotto dall'8 al 12 maggio.

Dei circa trenta compagni che dal giovedì mattina al lunedì pomeriggio a rotazione hanno conquistato e mantenuto il diritto a presidiare gli ingressi di via Nizza 280 (seppure solo con il volantinaggio), soprattutto chi era già stato alla Fiera in passato ha potuto constatare il minore afflusso di visitatori durante tutti e cinque i giorni, a dispetto del tentativo di nascondere il calo con le dichiarazioni ai mass media con le quali l'establishment filosionista ha cercato di salvare la faccia.

Da questo punto di vista dunque un bilancio positivo.

Non altrettanto si può dire, a nostro avviso, per quella che è stata la contestazione della Fiera rispetto alle possibilità concrete che vi erano. Da mesi avevamo indicato come il Lingotto fosse il luogo nel quale le iniziative di contrasto sarebbero state più incisive, a cominciare dalla manifestazione nazionale convocata per sabato 10 maggio.

La nostra valutazione è stata confermata dal fatto che dopo il rogo delle bandiere israeliana e statunitense al corteo del Primo Maggio, la questura si è affrettata a vietare i 100 metri quadrati di gazebo agli ingressi del Lingotto che sembravano in un primo tempo concessi, e ha mantenuto il corteo del 10 maggio, tenendolo però a debita distanza da una Fiera nel frattempo attraversata da migliaia di visitatori.

Sarebbe stato un nostro diritto al dissenso e un dovere verso la causa del popolo palestinese, tenere presidi di massa anche agli ingressi almeno durante la giornata del 10 (che ha visto la partecipazione di 1.500-2.000 compagni provenienti da Torino e da tutta Italia), con forme di protesta tanto pacifiche quanto "spontanee" e "genuine", sul modello dei no-tav della Val di Susa o degli oppositori alle megadiscariche della Campania; tra l'altro in un quartiere dove il solo blocco di via Nizza avrebbe creato problemi insormontabili ai gestori della Fiera.

Rileviamo invece che ha prevalso l'abitudine al solo rituale del corteo (quel corteo che aveva sicuramente più senso il 29 marzo per ottenere la revoca dell'invito, ma a cui si è rinunciato senza discutere), e in generale la volontà di non ledere troppo certi interessi politico-commerciali, di "non disturbare il manovratore": riflettiamo sul ruolo oggettivo avuto in questa occasione anche da esponenti di sindacatini, centri sociali "antagonisti" e altri gruppetti che sembra si vogliano candidare a sostituire i malatissimi partiti radical-istituzionali nel ruolo di mediatori e contenitori in contrapposizione alle spinte più avanzate del movimento.

La campagna 2008 anno della Palestina non finisce qui; invitiamo tutti i/le compagni/e ad esprimersi sulle valutazioni fatte e a proseguire le iniziative su questo e altri temi con il massimo impegno possibile rivolto al più ampio dibattito con la gente.

Il nostro ultimo pensiero va ai morti nella Striscia di Gaza di questi giorni; la lotta prosegue anche per loro.

Circolo Internazionalista di Torino, 17 maggio 2008

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Notizie sullo stesso argomento

Ultime notizie del dossier «Boicottiamo la Fiera del libro di Torino»

7397