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Militarizzazione, demagogia e razzismo di stato.

Il governo Berlusconi si è presentato al paese

(23 Maggio 2008)

Il nuovo governo Berlusconi ha già calato le sue carte principali. Con un abile miscela di provvedimenti popolari (eliminazione dell’ICI), demagogici (la cacciata dei rom e l’arresto degli immigrati clandestini) e repressivi (la militarizzazione della gestione dei rifiuti in Campania e l’arresto per chi si oppone alle discariche), il nuovo esecutivo sta passando ad incassare la cambiale che aveva firmato con i poteri forti e con il senso comune più reazionario e razzista radicato nel proprio elettorato.
Dalla Campania i comitati popolari a Chiaiano, Taverna del Re e in altri territori hanno già detto che non si lasceranno intimidire, mentre l’Unione Europea ha condannato il carattere razzista dei provvedimenti contro rom ed immigrati.
Ma le misure adottate dal governo Berlusconi godono e godranno ancora del consenso di vasti strati della popolazione e potranno contare sulla complicità bipartizan del Partito Democratico.
Le campagne d’ordine e la militarizzazione della vita sociale, indicano la cifra del nuovo esecutivo e della fase politica con cui dovremo fare i conti nei prossimi mesi.
La sinistra anticapitalista e i movimenti sociali devono essere consapevoli di rappresentare oggi una minoranza politica e sociale decisamente controcorrente rispetto al senso comune e alle coordinate di una politica ormai caratterizzata dal dogma della governabilità. Esserne consapevoli significa capire il ruolo da giocare dentro questa fase e questo non potrà che essere un ruolo di opposizione e resistenza politica e sociale.
Il 43% degli intervistati in un recentissimo sondaggio, non condivide la decisione del governo Berlusconi di militarizzare la soluzione del problema rifiuti a Napoli. Il dato in sé dice poco e dice molto. Dice molto perché è un risultato decisamente in controtendenza rispetto a tutte le altre risposte del sondaggio che sono invece assai positive sui provvedimenti adottati dal primo Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli mercoledì 21 maggio.
E’ dunque un risultato importante che dimostra come la “furbizia” con cui il nuovo esecutivo intende gestire il mix di provvedimenti popolari, demagogici, reazionari e repressivi, possa incontrare sulla strada la dovuta resistenza anche all’interno di segmenti importanti della società.
Se oggi la prima linea contro la militarizzazione della società è Napoli e la Campania, è evidente come ogni area metropolitana diventi una trincea politica, morale e sociale contro il razzismo e la repressione incombenti sul paese.

Non dobbiamo assolutamente lasciare soli gli attivisti e i comitati popolari di Napoli e Campania
Non dobbiamo assolutamente lasciare soli i lavoratori immigrati e le loro famiglie
Non dobbiamo consentire di frantumare nuovamente il fronte della resistenza sociale

La Rete dei Comunisti
www.contropiano.org

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