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(7 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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La Federmeccanica non ha dubbi: smantellare il contratto nazionale

(25 Maggio 2008)

La relazione del nuovo presidente della Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, chiarisce perfettamente cosa intendono gli industriali per riforma del sistema contrattuale. Infatti, testualmente recita:

"E' per questo che Confindustria, e Federmeccanica con essa, chiede da tempo e con forza di ridefinire il peso dei livelli di contrattazione a favore di quello aziendale. Ridefinire il peso, ovviamente, non può significare mantenere il contratto nazionale sostanzialmente così com'è ed aumentare il ruolo di quello aziendale; si tratta di liberare risorse oggi amministrate in modo non efficiente dal contratto nazionale per renderle disponibili a livello di impresa, dove è possibile gestire in modo economicamente virtuoso il rapporto tra retribuzione, risultati aziendali, prestazioni individuali."

Le parole sono chiare e non equivocabili. Si tratta di ridurre il già scarso salario del contratto nazionale per lasciare in mano alle imprese più soldi da distribuire a chi vogliono, quando vogliono. Non si vuole affatto aumentare la contrattazione in azienda, ma il salario individuale, solo per alcuni, pagato dalla riduzione del salario nazionale garantito a tutti.
A questo punto non ci sono più dubbi: la Confindustria si siede al tavolo della riforma contrattuale per smantellare il contratto nazionale e lo dice esplicitamente. Impostata così la trattativa è solo a perdere. Chi pensa altre cose o si illude, o è disponibile a trattare su queste basi.

Roma, 22 maggio 2008

Rete28Aprile

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