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Primo Maggio

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(1 Maggio 2009) Enzo Apicella

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Contratto integrativo Regione Lombardia

Commento alla piattaforma presentata da CGIL,CIL , UIL e nostre proposte

(1 Giugno 2008)

Prima di entrare nel merito della piattaforma, facciamo alcune considerazioni sulle relazioni sindacali vigenti nell’Ente.

Come i colleghi sanno, l’esecutivo RSU si presenterà al tavolo della trattativa privo di una reale rappresentanza unitaria dei lavoratori: Cgil, Cisl e Uil (“i tre porcellini”) inizieranno il confronto con l’Amministrazione senza che una parte sindacale (quattro componenti sindacali che hanno ottenuto più del 40% dei voti nelle ultime elezioni RSU) sia presente.

Perché i porcellini pensano che i sindacati divisi possano contare di più? Perché non hanno accettato le proposte di miglioramento della piattaforma che avevamo, come Slai Cobas, SdL, proposto nel momento della discussione nella RSU?

Perché vogliono essere liberi da ogni impiccio, per scambiare gli interessi dei lavoratori con i loro vantaggi personali.

Come Slai Cobas, chiedevamo che la piattaforma licenziata da questa assemblea dei lavoratori, fosse sostenuta realmente dai delegati in trattativa e non cestinata, come è stato fatto in passato (a parte le nostre rimostranze), di fronte alle proposte dell’Amministrazione. Noi chiedevamo di non invertire i ruoli e che la trattativa non fosse delegata ai capi delegazione dell’Amministrazione e i segretari porcellini capo.

Hanno mutilato la delegazione dei delegati più combattivi e non disposti a svendere gli interessi dei lavoratori.

Così avviene in Regione Lombardia,così sul piano nazionale: i dati, delle statistiche borghesi, dimostrano che dal 1993 chi lavora ha perso, grazie anche a questi sindacati, mediamente 500 euro all’anno a vantaggio della rendita e del profitto (c’è un libro interessante sulla casta sindacale che dimostra come i bonzi della triplice abbiano costruito un impero economico e di potere politico).

Se li lasciamo agire indisturbati, anche questa volta, non potremo poi lamentarci dalla loro azione nefasta. Nell’assemblea di oggi, dobbiamo condizionarli alla definizione di obiettivi chiari in modo da essere “misurati” nella fase conclusiva della trattativa.

Per prima cosa va detto cosa intendiamo come sistema allargato regionale

A seguito dell’intesa del 16 novembre 2007 fra amministrazione e confederali e la legge regionale 33/2007, è stata avviata una trattativa e aperto un tavolo per l’”armonizzazione” delle condizioni giuridiche ed economiche dei dipendenti degli enti e degli altri soggetti costituenti il Sistema allargato regionale. La vera finalità delle parti firmatarie è stata quella di spostare la contrattazione decentrata a livello di segreterie regionali confederali, svuotando il ruolo delle RSU. Cosa proponiamo: accesso di tutte le RSU alla trattativa per l’armonizzazione, con creazione da subito di un coordinamento di RSU dal basso. Solo così si potrà sconfiggere ogni tentativo di equiparazione al ribasso. Per l’integrativo della Giunta regionale, decisivo perché riguarda l’Ente più grande: inserimento automatico delle condizioni di maggior favore presenti già negli altri Enti; clausola di salvaguardia delle condizioni ottenute con questo e i precedenti contratti decentrati (e con eventuali altri accordi) contro il rischio di un’armonizzazione penalizzante.

A proposito dell’ipotesi presentata da CGIL,CISL e UIL va subito detto che non è un caso che è in tutta la sua articolazione una piattaforma eterea, non definisce il quantum, come si debbono attuare i “lirici” propositi .

Non si dice nulla sul Quantum economico totale sul quale è possibile fare delle richieste, si indicano i titoli inerenti alle questioni che si vogliono trattare, evitando, così, di far dire a priori quanti soldi l’Amministrazione è disposta a cacciare perché ci sia un recupero salariale e diritti normativi. Per prima cosa va fatta una premessa alla trattativa: ci debbono dire quali sono le reali risorse rese libere dalla cessazione dei rapporti di lavoro, compresi quelli degli ex dipendenti regionali dei CFP trasferiti alle Province con specifico “zainetto” economico.

Sulle figure professionali si sostiene che si vogliono “arricchire quelle esistenti”, creare “nuove figure professionali”, non dicendo quali sono quelle nuove che si vogliono creare, come si vogliono arricchire quelle esistenti (quindi si fa del bla, bla,bla).

Dicono, inoltre, che vogliono un “riesame delle modalità in essere previste per le selezioni”, ma non propongono qual’ è il loro punto di vista.

Sulle Progressioni orizzontali sostengono che vogliono un “sistema di applicazione contrattato e trasparente”, che non vuol dire nulla. Noi, come le altre volte, proponiamo un sistema che preveda una progressione orizzontale ogni due anni (eventualmente sta all’Amministrazione organizzare corsi di aggiornamento per elevare la nostra professionalità). Vogliamo da subito il passaggio dei lavoratori, che non hanno avuto precedentemente il passaggio dalla D5 alla D6 (ricordiamo che abbiamo promosso a tal proposito una causa con loro su tale questione) e il superamento definitivo dell’attuale categoria A senza nessuna mediazione temporale.

Sul premio incentivante, va detto senza tentennamenti che nel caso che non siano stati definiti gli obiettivi da raggiungere o non fatto le verifiche nei tempi prefissati, i lavoratori debbono avere il massimo della valutazione e visto che una differenziazione avviene già attraverso i diversi parametri deve essere abolita la valutazione individuale (pagellina), che è solo uno strumento di discriminazione in mano ai dirigenti. Gli aumenti salariali non vanno collegati alla produttività e redditività dell’Ente com’è successo fino ad oggi.

Incremento valore buono pasto

L’aumento dei prezzi, in particolare nel settore della ristorazione, ha eroso in misura rilevante il valore del buono pasto. Si calcola che i prezzi nel periodo intercorso dall’ultimo aumento a 10 euro siano cresciuti del 40-45%. Cosa proponiamo: ripristino di un servizio mensa interno, possibile negli spazi della nuova sede e unica misura per calmierare effettivamente i prezzi, con effetto trascinatore anche sugli esercizi privati (bar, self-service). Oltre a questa, dovranno essere rivendicate da subito altre strutture di servizio per i dipendenti all’interno della sede in costruzione. Aumento da subito del valore del Ticket almeno a 13 euro, come richiesto da numerosi colleghi che hanno aderito alla raccolta firme promossa da SdL, legato a un aggiornamento annuale automatico del valore, sulla base del costo medio del pasto a Milano. Sia però chiaro: l’aumento del ticket non può costituire l’unica o principale via di incremento salariale. La finalizzazione del buono produce infatti inevitabilmente un incentivo all’incremento del costo del pasto negli esercizi limitrofi alle sedi regionali, vanificando in parte gli effetti dell’aumento.

Posizioni organizzative (quadri)

La nomina dei quadri è indecentemente arbitraria. Inoltre, a causa dell’entità della retribuzione di posizione e risultato e del numero dei dipendenti con posizione organizzativa, gli oneri per i quadri costituiscono una fetta abnormemente grande del fondo per il salario accessorio (fra 1/4 e 1/3), di poco inferiore alla somma del sistema premiante dei rimanenti dipendenti. Dando per scontato che, come detto all’inizio, il fondo globale vada aumentato in misura rilevante, è chiaro che questa sperequazione va sanata. Cosa proponiamo: che le risorse per i quadri vengano attinte da altri capitoli di bilancio, permettendo così un raddoppio degli importi per il restante personale. Se ciò non fosse possibile, un dimezzamento dell’importo globale del fondo, adattando di conseguenza il numero dei quadri e/o la loro retribuzione. Riguardo all’individuazione del personale cui attribuire la posizione organizzativa, che avvenga in base a selezione pubblica sulla base di titoli e anzianità.

Formazione

La formazione è troppo spesso ideologica e avulsa dall’attività lavorativa. L’accesso è soggetto alle scelte dei singoli dirigenti, che fanno passare le informazioni e autorizzano solo i favoriti. Cosa proponiamo: progetti di formazione su proposta dei dipendenti delle varie strutture. Formazione obbligatoria per una settimana all’anno: solo così è garantito un accesso di tutti i lavoratori indipendentemente dalle “clientele”.

Indennità

Anche in questo caso l’attribuzione, pur sperimentale, è stata decisa in maniera arbitraria dall’amministrazione, privilegiando presidenza e segreterie. Cosa proponiamo:

Indennità di disagio orario: deve essere attribuita solo per attività di sportello che comporta la rinuncia a parte dell’elasticità oraria. Negli altri casi non deve essere accettato lo scambio economico con il diritto a organizzare gli orari della propria vita;

Indennità di funzione specialistica: deve essere mantenuta solo per attività che comportino responsabilità verso l’esterno. Ove possibile va sostituita con la stipula di un’assicurazione per responsabilità civile per gli atti amministrativi dei funzionari (ora è prevista solo per li dirigenti).

Telelavoro

Le selezioni e la gestione di questo istituto è stata caratterizzata più di altre da arbitrarietà e personalismo da parte dell’amministrazione, in assenza di controllo da parte della maggioranza dell’RSU. L griglia di valutazione è stata decisa nell’istruttoria per l’ultimo bando a posteriori, dopo la presentazione delle domande; frequenti sono i casi di colleghe e colleghi spinti ad accettare attività “telelavorate” non adeguate alla loro professionalità; sono note risoluzioni del contratto pur in presenza di requisiti che avrebbero consentito di accedervi. Cosa proponiamo: Testo del contratto di telelavoro sottoposto a contrattazione sindacale. Raddoppio del numero dei posti disponibili e loro copertura immediata. Conferma automatica a parità di requisiti allo scadere del biennio. Selezione d’accesso basata su tutti i parametri previsti dalle norme nazionali e griglie di valutazione esplicitate nel bando. Contenuto delle mansioni compatibile con le attività svolte al momento dell’accesso al telelavoro. In caso di perdita o modifica di uno o più dei requisiti, ricalcolo del punteggio e non esclusione automatica. Assunzione di tutti i costi da parte dell’amministrazione, come previsto dalle norme nazionali.

Assenze e permessi

Le norme introdotte dalla metà del 2006 hanno portato la gestione delle assenze nell’ente fuori dalla regola stabilita dai contratti, a scapito delle condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti, senza alcun beneficio per l’efficienza e l’organizzazione degli uffici. Cosa proponiamo:

Ferie: possibilità di fruizione entro giugno del secondo anno successivo a quello di riferimento, come da normativa UE e come applicato in altri enti pubblici;

Assenze per terapie e visite specialistiche: possibilità di ricorrere al codice di malattia, dietro presentazione della dichiarazione del medico o della struttura sanitaria.

Inoltre, proponiamo la fruibilità a ore del permesso per motivi famigliari. L’ente deve dotarsi di un sistema di trasmissione dei documenti sensibili, riguardanti lo stato di salute dei dipendenti, che garantisca la necessaria riservatezza.

Contributi legge regionale 54/76

Cosa proponiamo: reintroduzione contributo per muti prima casa; contributo per spese affitto, trasporto pubblico e tutte le spese farmaceutiche.

Legge regionale 38

Cosa proponiamo: ripristino dei “benefici” precedenti.

Il momento economico difficile richiede una piattaforma adeguata alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’ASSEMBLEA È IL LUOGO DOVE COSTRUIRLA: NON PERDIAMO QUESTA OCCASIONE!

SLAI Cobas Regione Lombardia

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