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Salvate la Sanità

Salvate la Sanità

(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
Secondo Monti il sistema sanitario nazionale è a rischio se non si trovano nuove risorse

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I Santa Rita

(16 Giugno 2008)

Cobas Sanità, a proposito della vicenda degli arresti per vantaggi economici sulla pelle di pazienti, ricorda che nel 2003 la Clinica Privata Santa Rita di Milano era stata premiata dalla Regione Lombardia perché aveva presentato ottimi parametri di bilancio.
I ricavi della clinica dal ‘04 al ‘06 hanno fatto un salto da 41,8 a 63,3 milioni di euro.

Il successo si è tutto verificato nel lievitamento dei DRG, “Diagnosis Related Groups”, che sono un sistema di classificazione dei ricoveri negli ospedali per acuti costruiti a partire dalla scheda di accettazione/dimissione ospedaliera, attraverso i quali il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa le spese alle Aziende Ospedaliere: più gli interventi sono complessi, più i Rimborsi Pubblici sono alti.

L’introduzione del sistema delle tariffe è entrato in funzione in Italia dal 1/01/1995.
Aver attribuito ad ogni intervento un valore economico, che viene tariffato ed incassato dalle strutture, ha trasformato la salute in business.

La politica ospedaliera tende ad aumentare il numero dei ricoveri ed a contenere i costi di produzione al di sotto dei livelli definiti dalle tariffe, aumenta la probabilità’ che un paziente possa essere dimesso in condizioni di salute non perfettamente ristabilite.
Sarebbe necessario eliminare il sistema di rimborso a tariffe, per tornare a rimettere al centro il paziente e non le casse degli ospedali pubblici e privati.

Dal 1992 (Dlgs 502) nel nostro paese l’efficienza economica è un principio irrinunciabile rispetto a qualsiasi altra esigenza anche nel sistema sanitario: la tutela della salute diviene un bene di consumo individuale da lasciare alla libera iniziativa privata.
I privati irrompono e cercano di aggiudicarsi fette sempre più crescenti di mercato.
Nel nord Italia il rapporto tra pubblico e privato è passato in sette anni dall’80% del pubblico contro il 20% del privato, al 66% contro il 34%.

Il rapporto economico instaurato è oramai fra clinica e Servizio Sanitario Nazionale, fra clinica ed assicurazioni: tutto si vende e lo stato paga o, per i più benestanti, è l’assicurazione a pagare.
Vengono sacrificati deontologia, etica e umanità.

Le linee di progetto della Regione Veneto, a partire dagli anni ’80, avevano previsto una drastica riduzione dei posti letto per razionalizzare la spesa, ed una contestuale riqualificazione dei servizi sul territorio… I TAGLI CI SONO STATI !!!

Un taglio di oltre il 50% dei posti letto non solo non ha portato alla liberazione di alcuna risorsa per la prevenzione e la riabilitazione, ma sono anche aumentati i costi medi per ricovero e per posto letto.
Attualmente nella nostra Regione i posti letto nel settore pubblico sono circa il 40% di quelli di trent’anni fa. Le conseguenze: intasamento dei Pronto Soccorso, aumento verticale delle recidive, casi sempre più frequenti di pazienti dimessi che non fanno in tempo a guadagnare l’uscita, che già ritornano nei reparti.

La gestione imprenditoriale degli Ospedali mortifica medici ed operatori tutti.
Solo chi non conosce la vita dei reparti può inventarsi campagne contro i presunti fannulloni.

Questi fannulloni sono l’unica umanità rimasta nei servizi sanitari

La vantata modernità, gli appalti miliardari combinati alla burocrazia, stanno infatti scavando un solco profondissimo tra chi cura e chi dovrebbe essere curato.
Nel mezzo scorrono gli affari.

COBAS Sanità Venezia

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