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Salvate la Sanità

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(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
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Il nuovo ospedale di Mestre … tanto sogno non è !!!

(22 Giugno 2008)

COBAS Sanità considera gravissimo ciò che sta verificandosi all’Asl 12 Veneziana: la decisione della dirigenza di ridurre ulteriormente i posti letto dei due ospedali, in particolare presso il nuovo ospedale dell’Angelo, rivela come si stia procedendo in direzione del tutto opposta ai bisogni di salute della cittadinanza.
Avevamo, purtroppo, già avuto modo di constatare come la pianificazione del numero dei posti letto per il nuovo ospedale di Mestre non rispondeva alle reali necessità: dividere gli ospedali con la classificazione in primo o secondo livello - per “acuti/eccellenze” e non - è infatti a nostro avviso una prima sconfitta per la tutela della salute dei cittadini.
Anche le patologie “a bassa intensità” hanno, infatti, in gran parte un decorso che può portare a fasi di estrema criticità: qualsiasi struttura ospedaliera deve pertanto avere servizi e reparti necessari per affrontare una criticità, risolverla o stabilizzarla sino all’intervento presso le strutture specialistiche specifiche.
A fronte di una carenza in organico, ormai da anni, di centinaia di unità, fra Operatori Socio Sanitari, Infermieri Professionali, Tecnici di laboratorio e Radiologia, la dirigenza della Asl 12 ha provveduto ad attivare le procedure per nuove assunzioni, incoscientemente solo dopo l’avvio del trasloco al nuovo Ospedale.
Insufficienti le motivazioni sostenute dall’azienda circa i vincoli delle varie Finanziarie statali e regionali sulle assunzioni, per giustificare il mancato adeguamento alla Dotazione Organica del gennaio 2006.
Questa organizzazione Sindacale ritiene, inoltre, gravi gli errori che si stanno verificando nel grandioso Ospedale dell’Angelo di Mestre.
Come mai solo oggi, a lavori appena ultimati, ci si accorge infatti che proprio l’enorme "vela" di 7 mila 200 metri quadri composta da vetri smeriglianti, simbolo architettonico del nuovo ospedale, sta producendo un effetto moltiplicatore dei raggi solari, determinando temperature da serra all’interno della struttura che creno disagi non certo lievi, a pazienti e operatori ?
Come mai, nel più grande ospedale d’Europa, si è arrivati a montare macchine per lanalisi importanti, quali quelle per la tubercolosi, alla rovescia ?
Sembra, inoltre, che l'acqua che filtra dai soffitti nelle sale endoscopiche, che si trovano sotto la hall del nuovo ospedale, derivi da un problema di impermeabilizzazione delle guaine di contenimento dei giardini interni.
Bisognerà così togliere tutte le piante e rifare l'impermeabilizzazione.
Tutti questi errori produrranno continue, ulteriori lievitazioni di spesa.
Siamo venuti a conoscenza che il nostro nuovo ospedale, a causa del sistema di climatizzazione e trasporti automatizzati, assorbirà una quantità di energia paragonabile a quella che si consuma in un Comune di diecimila abitanti.
C’è inoltre da menzionare il sontuoso appalto che si è aggiudicato, per i prossimi cinque anni, il raggruppamento temporaneo di due società di vigilanza privata: 5 milioni 278 mila euro per la sorveglianza diurna e notturna dell’ospedale.

Continuiamo a chiederci: quanto costerà alla collettività questo nuovo Ospedale da sogno ?

L’abbiamo sempre detto: Il “project financing” rappresenta di fatto una pesante forma di privatizzazione dei servizi sanitari.
L’Ospedale costruito con lo strumento del “project financing” (56% degli investimenti privati) accellera esternalizzazioni di servizi sanitari ed appalti a pacchetto di interi comparti, a scapito della qualità dei servizi per i cittadini.
La gestione pluriennale, e sempre più esclusiva di servizi, è pericolosissima a causa dei meccanismi retribuitivi che inducono ad aumentare la spesa ospedaliera e ad incrementare prestazioni, anche improprie, perché su di esse è conteggiato il rimborso.
Se il privato non rientrerà nei tempi previsti dalle spese che ha investito, potrà inoltre essere legittimato a chiedere la gestione di altri servizi ed attività in appalto.
Quale controllo ci potrà più essere, da parte dell’Asl, in una situazione di monopolio da parte dei privati ?
La sanità sta divenendo un affare che frutta miliardi di euro.
Imprenditoria, politica, multinazionali e banche creano il controllo sulla qualità delle prestazioni e dei servizi sanitari, sulla gestione degli appalti, sull’assunzione del personale.

21 giugno 2008

COBAS Sanità Venezia

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