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Pace, lavoro e libertà

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(16 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Manifestazione nazionale della FIOM

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Se piove di quel che tuona…

Le prime avvisaglie della nuova “Finanziaria” di Berlusconi

(24 Giugno 2008)

Non abbiamo ancora il testo della prossima Legge finanziaria, ma dalle prime indicazioni ne emergono di tutti i colori

• Tagli per 9,6 miliardi di euro a carico dei servizi pubblici e sociali di ogni tipo: blocco del rinnovo dei contratti di lavoro, delle assunzioni e delle stabilizzazioni dei precari nel pubblico impiego; riduzione dei finanziamenti del trasporto locale e della scuola (ma non certo per gli istituti privati); riduzione della spesa sanitaria (ma non certo per le convenzioni e i finanziamenti destinati alle cliniche private e ai laboratori e ambulatori privati); nessun investimento per nuovi ospedali e per migliori e maggiori cure; nessun abbattimento delle liste di attesa per visite e operazioni. A farne le spese saranno i dipendenti pubblici e i cittadini utenti, che avranno servizi più scadenti e a prezzi più alti; che dovranno pagare ticket a gogò (e meno male che la destra dice di abbattere le tasse!).

• Saranno cumulabili i redditi da lavoro e quelli della pensione, un cumulo che farà la fortuna dei pensionati-baby che potranno continuare a lavorare, lasciando disoccupate le giovani generazioni. In questo modo si scoraggia la nuova occupazione e avremo in futuro molti pensionati con pensioni da fame costretti a lavorare oltre 65 anni di età. Nel frattempo il Governo ha già detassato gli straordinari per favorire le imprese e non certo per aiutare i lavoratori, che hanno solo bisogno di forti aumenti salariali.

• Invece di tassare le case sfitte (e assegnarle a chi ne ha bisogno) e le grandi proprietà immobiliari, si sceglieranno piani di emergenza abitativa ,dai quali saranno magari escluse le “coppie di fatto”.

• Nessun investimento nelle energie rinnovabili, ma rilancio del nucleare, cioè dell’incubo del disastro ecologico e dell’attentato alla sicurezza e alla vita umana, animale e vegetale. Oltretutto, sono in progressivo esaurimento le scorte di uranio e con molti meno investimenti potrebbero nascere impianti di energia pulita.

• Si taglieranno posti di lavoro e competenze negli Enti pubblici, naturalmente con la scusa di volere snellire la struttura amministrativa, non saranno stabilizzati i precari della Pubblica amministrazione.

• Saranno rafforzate le norme (compresa quelle sull’apprendistato) che hanno reso precario il lavoro e l’esistenza di molti; saranno invece favorite le imprese.

• Ci saranno nuove privatizzazioni. E pensare che quelle degli anni ottanta e novanta non hanno di certo reso migliori, più accessibili e meno cari i servizi. Gli Enti pubblici saranno trasformati in aziende e i privati vi dovranno detenere non meno del 30% delle quote azionarie. In questo modo non esisterà controllo e direzione a fini sociali dell’economia, per favorire solo interessi speculativi e di mercato.

• Non sarà possibile conoscere “on line” i redditi dei grandi speculatori finanziari, immobiliari e industriali. Spariscono le norme antiriciclaggio del denaro di provenienza criminale: un bel regalo a ogni tipo di malaffare.

Confederazione Cobas PISA

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