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Il diploma

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(3 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Diaz: la Cassazione deposita le motivazioni della sentenza che condanna 25 poliziotti tra cui Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine.

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(Verità e giustizia per Genova)

21 luglio 2001 - 21 luglio 2008: le ragioni di Genova

(22 Luglio 2008)

Oggi sono sette anni. Ma la memoria è viva. Perché il 20 luglio è stato assassinato Carlo, 20 anni, che gridava, insieme ad altri 300000 mila a Genova ciò che miliardi di persone ancora oggi gridano -non con la voce, purtroppo, ma con la loro condizione di vita materiale-: il mondo, questo mondo, va cambiato da cima a fondo. E perché nessuno gridasse più il 21 di luglio si è calpestata la legittima volontà di ripetere agli 8 sfruttatori più avanzati della Terra che malgrado l'assassinio di Carlo le ragioni di Carlo, che erano -e sono- quelle dei lavoratori che muoiono ogni giorno sul posto di lavoro o che lavorano senza contratto e con salari iniqui, quelle di chi viene emarginato con leggi razziste, quelle di chi da 60 anni vive la tragedia dell'occupazione della propria terra e il costante genocidio delle proprie genti, quelle di chi rischia la vita -e spesso la perde- pur di sfuggire migrando a condizioni che non possono nemmeno più essere definite inumane, quelle di chi denuncia che troppi in Occidente sono convinti che tutto funzioni alla perfezione senza vedere che le nostre infinite automobili, i nostri infiniti strumenti del benessere, i nostri assurdi baccanali mensili ed annuali sono possibili solo al prezzo di derubare 2/3 del mondo del loro diritto ad una vita solo degna di questo nome, le ragioni di Carlo erano -e sono- tutte ancora assolutamente presenti. E per far capire al mondo che la soluzione era il silenzio la notte tra il 21 e il 22 luglio si mise in atto un'azione degna del peggiore dei regimi fascisti mai esistiti sul pianeta.
Ascoltare -http://it.youtube.com/watch?v=lL-6WBs7BEI- e leggere può far credere di consumare alcuni minuti della propria vita in un tempo ed in un luogo altro da quello in cui stiamo. Invece leggere e ascoltare serve per sapere che questo nostro mondo ha la maschera, non mostra il suo vero volto, perché quando lo mostra è feroce come quello che a Genova ha spaventato i più affermando la legge del più forte, della violenza, del sopruso, dello sfruttamento di uomini e pianeta. Tutto questo si era cercato di dire a Genova. Tutto questo è stato soffocato a Genova.

Fino a quando?

Brunello Fogagnoli

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