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Rifugiato o clandestino?

Rifugiato o clandestino

(5 Aprile 2011) Enzo Apicella

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(La tolleranza zero)

Cosa ci fa l'esercito nei quartieri?

Non si ferma l'ondata razzista e securitaria che con il governo Berlusconi ha subito una nuova accelerazione.

(7 Agosto 2008)

E adesso scende in campo anche l'esercito. A Milano, i militari, in presidio e in pattugliamento, verranno dispiegati, tra l'altro, in via Padova, via Imbonati e presso il CPT - Centro di Detenzione Temporanea di via Corelli.

Non è un caso che nell'elenco dei "punti sensibili" a Milano siano state inserite via Padova e via Imbonati,; nei fatti queste si trovano in territori dove c'è una densa vita sociale multietnica e multiforme, cioè, proprio quello che il governo vuole reprimere.

Queste altre forze militari disposte nella città sono il tentativo di chiuderci ognuno nelle proprie mura coi propri problemi , le cui soluzioni non sono individuali; vogliono imporci le divisioni, la guerra di tutti contro tutti, per continuare a spremerci e a dominarci.

Sappiamo bene quali interessi difendono La Russa, Maroni, Bossi, Fini ecc…

Gli stessi che difendevano anche Prodi, Rutelli, D'Alema, Bertinotti prima di loro, quelli di una società basata sullo sfruttamento, con decine di padroni che ingrassano alle spalle di maggioranze sempre più precarie e costrette a [fare i salti mortali] per sfamare le loro famiglie.

E poi quale sicurezza potrebbero garantire militari delle forze speciali come quelli che in Somalia come in Afghanistan, hanno stuprato, torturato e ucciso gente inerme?

Quindi ci chiediamo: quale sicurezza ci serve a prescindere dal colore della nostra pelle?

Un lavoro non precario, senza rischiare la pelle, con un salario che garantisca una vita dignitosa.

Una casa per tutti, contro le speculazioni e gli affitti alle stelle che la fanno diventare un lusso.

Cure adeguate e gratuite, e non il rischio di morire nell'abbandono e nell'incuria.

Un'istruzione adeguata per tutti i figli dei lavoratori, e non le scuole d'élite solo per i ricchi.

E ci chiediamo ancora: chi minaccia queste sicurezze?

Sono forse gli immigrati che costringono i lavoratori a subire le leggi della moderna precarietà? Sono forse immigrati i padroni che, non rispettando alcuna norma di sicurezza uccidono 1.300 lavoratori all'anno nei cantieri?

Sono forse immigrati quelli che sfruttano le leggi razziste per far lavorare i clandestini a 3€ all'ora, abbassando il valore del lavoro di tutti?

Sono forse immigrati i politici che decidono nuovi tagli alla sanità e all'istruzione?

Sono forse immigrati quelli che usano cariche politiche per truffare e garantirsi l'immunità?

La risposta è molto semplice ed è no!

Lo ripetiamo ancora una volta: non cadiamo nella trappola del razzismo!

Lavoriamo piuttosto per costruire una nuova solidarietà dal basso, unendoci dal basso contro una minoranza di sfruttatori, che sono gli unici veri criminali da estirpare.

Lottiamo uniti anche contro la militarizzazione dei quartieri prima che sia troppo tardi, prima che l'intera società venga trasformata in una grande caserma, dove chi lavora deve essere ridotto a persona muta, intimidita e servizievole, cioè a schiavo e schiava.

Facciamo sentire la nostra voce: fuori l'esercito dai quartieri! Via via la polizia!


Milano, 4 agosto 2008

Comitato antirazzista milanese

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