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Napoli: "Brillante operazione antiterrorismo"

un camorrista, i carabinieri e ventotto emigranti

(2 Febbraio 2003)

Napoli, Martedì 28 una pattuglia di carabinieri si presenta in un appartamentino di vico Pace a Forcella, per verificare - sembra - una segnalazione di vicini su "storie di donne e droga". In casa ci sono alcuni immigrati pachistani. "Dov'è il padrone di casa?". "Non lo sappiamo, forse torna dopo". "Bene. Allora torneremo nei prossimi giorni".

I carabinieri non tornano il giorno dopo, ma giovedì. Si presentano in venti e fanno irruzione, stavolta, per sventare un complotto terroristico di Al Queda". Nell'appartamento vengono trovati: giornali pachistani, testi religiosi in pakistano, documenti falsi, alcuni telefonini di incerta provenienza, una cartina di Napoli con misteriosi segni a mano. E inoltre:
- un'intercapedine che, abbattuta, si rivela un deposito di materiali atti a costruire una potente bomba ad alto esplosivo;
- ventotto emigranti pakistani, alcui regolarizzati e altri no, stipati l'uno sull'altro nel piccolo locale.
I materiali vengono sequestrati e aquisiti agli atti. I ventotto uomini vengono arrestati, tutti e ventotto, per associazione terroristica internazionale, documenti falsi e ricettazione. Ciò fatto, si provvede a informare la stampa che un'altra pericolosissima cellula del terrorismo è stata smascherata: gli investigatori napoletani nonsono stati inferiori a quelli di altre città d'Italia, dove però gli arrestati erano - a quamto pare - terroristi veri e non emigranti qualunque.

Alcune domande.
1 - I carabinieri hanno detto con chiarezza, la prima volta, che sarebbero ritornati al più presto. E infatti sono tornati. I "terroristi" li hanno aspettati in casa, tutti e ventotto, con esplosivo e tutto. Forse non dovevano essere i più svegli fra tutti i terroristi di cui dispone Bin Laden
2 - I pachistani hanno dichiarato di non sapere che in casa ci fosse dell'esplosivo. Naturalmente non sono credibili. Bene. Mettiamo che ora, in questo momento, la polizzia faccia irruzione da te al giornale. Butta giù un pezzo di muro e ci trova, dietro un'intercapedine, ventotto comunicati delle brigare rosse più bombe e mitragliatori. Che fine fai tu, in questo caso? Naturalmete, dichiarerai subito che "non lo sapevo". Ma è dubbio che ti crederanno.

Obiezione: nel mio giornale nessuno va a mettere materiale terroristico.
Giusto. Il proprietario del tuo giornale, difatti, è una persona perbene. Il proprietario di quell'appartamenteino di vico Pace, però, non è una persona perbene. A noi infatti risulta essere un boss della camorra latitante.

3 - Tu non sei costretto, per campare, a rubacchiare (forse) dei telefonini o a fare carte false. Loro (forse) si. Ma da qui al terrorismo ce ne corre.
4 - Che succederà ai ventotto "pericolosi alquaedisti" dopo che (come ci sembra molto probabile) saranno stati rilasciati? Naturalmente, per si e per no, verranno espulsi dall'Italia, Ma non è solo questo. Già fin d'ora, in questo stesso momento, è molto probabile che i loro familiari vengano messi sotto torchio dagli uomini dell'"antiterrorismo" pakistano. Che, anche in confronto ai carabinieri di Napoli, non vanno troppo per il sottile. Non è una cosa molto divertente tornare in Pakistan col marchio del terrorista bombarolo, anche se intanto in Italia si è stati riconosciuti innocenti.
5 - I ventotto pericolosi terroristi di Napoli fanno parte per caso della stessa cellula di quelli ch equest'estate volevano far saltare per aria la cattedrale di Bologna con tutto il cardinale? Poiè risultato che tutto quel che avaevano fatto era di essersi incazzati a parole davanti all'affresco che rappresentava (secondo loro, male) Maometto. Ma intanto per qualche giorno sono stati anche loro "pericolosi terroristi". Oppure erano complici di quelli che volevano "avvelenare l'acquedotto di Roma"? O magari di quegli altri che, mentre parlavano con le famigli in curdo sono stati interettati dalla polizia? Il traduttore della polizia non era molto bravo in curdo e ha capito qualcosa come "bombe e mitragliatrici" al posto di "torno a casa, butta la pasta". Ma intanto per un po' fra i suerterroristi ci sono stati messi anche loro.

Alcune considerazioni.
1 - Il terrorismo purtroppo è una cosa seria.
2 - Sarebbe bene che lo fosse anche l'antiterrorismo.
3 - In ogni caso, sarebbe auspicabile una certa attenzione quando si tratta ti poveracci che possono forse aver commesso reati minori ma probabilmete col terrorismo c'entrano quanto il cardinal Giordano col Vangelo.
4 - Sicuramente non è più in vigore la vecchia pratica di "scambiarsi favori" a fini investigativi con questo o quell'esponente della camorra.
5 - Per aiutare le autorità competenti a realizzare, come sicuramente esse desiderano, i civili e democratici principi di cui sopra, la Score ha deciso di interessarsi attivamente di questo caso mettendo da subito i propri avvocati a disposizione dei ventotto arrestati.

31 gennaio 2003

Associazione SCORE

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