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Stefano Gugliotta

Stefano Gugliotta

(11 Maggio 2010) Enzo Apicella
Dopo che le tv hanno trasmesso il video di Stefano Gugliotta che viene pestato immotivatamente dalla polizia e poi arrestato per "resistenza a pubblico ufficiale", il capo della polizia Manganelli "dispone una ispezione".

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I ventotto di napoli: bush si congratula

Ma quanti buchi e ombre in quell'inchiesta!

(4 Febbraio 2003)

Napoli. Avrà luogo domani alle ore quattordici, presso lo studio dell'avvocato Gianni in via Ponte di Tappia 82, la conferenza-stampa degli avvocati che difendono i ventotto emigranti pachistani arrestati per "associazione terroristica internazionale" a Napoli.

Nonostante gli elogi rivolti da Bush al governo italiano per quest'altro "duro colpo al terrorismo" nazionale e internazionale, non sembra che i Magistrati napoletani - secondo le voci che circolano nel Palazzo - siano orientati a confermare gli arresti dei ventotto emigranti, forse non tutti estranei a piccoli giri di malavita ma difficilmente credibili come esponenti di un complotto terroristico internazionale.

Man mano che i giorni passano, e che le circostanze dell'operazione arrivano sempre più numerose al vaglio dell'opinine pubblica e dei Magistrati, appare inoltre sempre più inquietante la presenza camorristica all'interno dell'intera operazione.

Questa presenza è stata formalmente denunciata fin dal promo momento dalla nostra Associazioe, che ha rivelato come il proprietario della presunta base di Al Quaeda fosse in realtà uno dei massimi esponenti di un clan della camorra napoletana.

Lo stesso clan si è reso responsabile, negli ultimi anni, di numerosi attentati esposivi (al Circolo Nautico e in via dei Tribunali) compiuto con esplosivo identico a quello rinvenuto nellasedicente "base islamica" di vico Pace a Forcella: dove si trovava nascosto dietro una intercapedine, di cui i ventotto emigranti negano di essere stati a conoscenza.

Fra gli interrogativi relativi alle indagini, alcuni appaiono degni di una risposta da parte degli investigatori, perché particolarmente inquietanti:

- Sono state rilevate le impronte digitali sull'esplosivo rinvenuto dietro l'intercapedine? Di chi erano queste impronte? Sono state confrontate con quelle dei camorristi nell'archivio dell aPolizia Scientfica?

- E' stata fatta la perizia sulla muratura dell'intercapedine? Quando è stata costruita quest'ultima? Prima o dopo l'arrivo degli emigranti?

- E' stato chiarito come mai i "terroristi" hanno pazientemente atteso l'arrivo dei carabinieri, preannunciato da questi ultimi due giorni prima, invece di darsi (come sarebbe stato logico) alla latitanza?

- Perché per conoscere la presenza del boss camorrista è stato necessario attendere i comunicati della Score e non (come sarebbe stato da attendersi) quello degli inquirenti? Come mai questa sottovalutazione?

- Siamo sicuri che mentre da un lato si cerca Bin Laden dall'altro lato non se ne stia scappando qualche bombarolo meno giornalistico ma molto più nostrano?

1 febbraio 2003

Associazione SCORE

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