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I call center scendono in piazza

Una replica all'articolo de Il manifesto, a firma Antonio Sciotto, comparso il 10 settembre scorso e relativo alla manifestazione di Cgil-Cisl-Uil del 19 settembre a Roma.

(18 Settembre 2008)

Gentile sig. Sciotto,
siamo un gruppo di lavoratori auto-organizzati in collettivo alle dipendenze del gruppo Comdata Spa, sede di Torino, e vorremmo sottoporLe alcune doverose riflessioni in merito al Suo articolo apparso su "Il Manifesto" del 10 settembre scorso, dal titolo "I call center scendono in piazza".

Da lavoratori in agitazione ormai dal giugno scorso siamo rimasti piuttosto sorpresi nel leggere il nome di Comdata incluso nell'elenco delle aziende "virtuose", alfieri di una politica all'insegna della stabilizzazione dei dipendenti e del rispetto della dignità degli stessi, in quanto la nostra esperienza della realtà interna a Comdata appare lievemente diversa.

E' pure vero che realtà a progetto in Comdata non sono presenti, ma basta un dato così striminzito a definire "virtuosa" un'azienda? La "virtù" di cui stiamo parlando è un valore assoluto, comunemente inteso, o si tratta solo di un misero parametro rapportato ad una realtà deprimente, e pertanto volto ad un continuo gioco al ribasso?

Ci chiediamo se Alessandro Genovesi, autore della lista dei call center "buoni" e "cattivi" di cui fa menzione nel Suo articolo, sia al corrente della pioggia di tempi determinati che in questi

giorni, e nei prossimi mesi, non vedranno rinnovati i loro contratti in Comdata perché a rischio di stabilizzazione a tempo indeterminato, o a causa di commesse in chiusura e spostamenti coatti di personale.

Ci chiediamo anche se il fenomeno del "dumping" sia davvero solo limitato alla giungla dei lavoratori atipici, a progetto, nei confronti degli "stabilizzati" delle aziende in outsourcing cosiddette "virtuose", che in realtà proponendo agli stessi committenti lavoratori e prestazioni elevate a costo inferiore finiscono per bloccare le assunzioni presso le aziende madri. A questo proposito, controlli le percentuali di assunzioni e stabilizzazioni in finanziarie quali Santander Consumer Bank, o Linea, storici clienti di Comdata. Perché dovrebbero assumere e stabilizzare direttamente nuovo personale, applicando comunque un necessario CCNL del credito, quando possono usufruire di un lavoratore Comdata sottoinquadrato e sottopagato, che fornisce però prestazioni uguali, se non superiori (in virtù della pressione continua e del controllo della produzione personale attraverso sistemi informatici)?

Definirebbe virtuosa un'azienda che impone unilateralmente un accordo di II livello (con la totale, remissiva compiacenza dei sindacati confederali) in cui nulla rimanda a necessari miglioramenti salariali (ricordiamo che un lavoratore medio Comdata, full-time a 40 ore, percepisce uno stipendio mensile di 920-950 eu. mensili), ma si parla invece di trattenute non richieste in busta paga (istituzione di un fondo sanitario integrativo dai contorni fumosi), premi di risultato che tornano tristemente ad essere legati non al bilancio aziendale, ma all'ulteriore aumento della produttività individuale,e vincolati alle scelte economiche ed agli investimenti dell'azienda (nonché a previsioni di crescita francamente risibili, in un contesto europeo e mondiale di recessione)?

I lavoratori, quelli sì virtuosi, di Comdata , solidarizzano certamente con realtà contrattuali lavorative peggiori rispetto alle loro, ma faticano a comprendere il perché, da parte di CGIL-CISL e UIL, si dimostri ormai da mesi un atteggiamento prepotente ed indifferente nei loro confronti, fra scioperi non ascoltati, delegati RSU non rappresentativi nel peggiore dei casi( ed offensivi nei confronti dei loro rappresentati nel migliore), assemblee negate o censurate all'ultimo minuto.

Ci chiediamo se il bavaglio che ci hanno imposto da mesi con metodi antisindacali debba essere tolto a comando, in occasione della manifestazione del 19, e possibilmente sfoderando un bel sorriso a favore di telecamera, da lavoratore tutelato e fiero di chi lo tutela.

C'è ben poco di cui sorridere in Comdata.

Cordiali saluti

COLLETTIVO LAVORATORI COMDATA

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