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Vertenza occupazionale alla Santa Croce Spa di Canistro (Aq)

(19 Settembre 2008)

Da alcuni mesi è in corso la vertenza occupazionale alla Santa Croce Spa di Canistro, una delle più note e importanti aziende "produttirci" di acque minerali. La problematica, che riguarda 200 lavoratori, dei quali almeno 56 rischiano la messa in mobilità immediata, si è posta col passaggio dalla vecchia proprietà alla nuova rappresentata dall'imprenditore Camillo Colella, (Acqua Castellina), che ha reputato di dover procedere ad un ridimensionamento dello stabilimento poiché, a suo parere, sovradimensionato rispetto al reale fetta di mercato della Santa Croce Spa.

Per capire meglio il dramma rappresentato da questa vicenda, bisogna fare un cenno sul territorio. Canistro si trova nella Valle Roveto, nella Marsica, provincia di L'Aquila, una zona economicamente depressa ma ricca di risorse naturali come la produzione di castagne, olio e acque minerali. Anche da un punto di vista paesaggistico la zona presenta molteplici particolarità ma, da sempre, tutte queste ricchezze non sono state valorizzate a dovere fatta eccezione per la riserva naturale Zompo Lo Schioppo di Morino, poco distante da Canistro.

E' facile intuire, quindi, come questa realtà, con la sua possibilità di centro termale, costituisca l'unica fonte di reddito e di lavoro diretta per queste popolazioni che, come alternativa, hanno solo quella di cercare lavoro fuori zona col conseguente abbandono di questa splendida terra.

C'è poi una questione etica. L'acqua non si produce, è un bene pubblico che nessuno ha il diritto di gestire per meri scopi di profitto personale a danno, fra l'altro, di un intero territorio e della sua popolazione. I lavoratori sono in sciopero e stanno portando avanti una lotta molto difficile. Occorre un sostegno a loro anche e soprattutto in considerazione del principio dell'acqua pubblica.

Pierluigi Palladini

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